“Come stai?”, e tu te lo sei chiesto?

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“Come stai?”, in molti casi la più banale delle domande, ormai retorica, fatta all’incrocio frettoloso con un conoscente, spesso preludio di una risposta altrettanto veloce e scontata. Ormai una consuetudine radicata che è diventata più un modo di salutare, che una vera e propria dimostrazione di interesse nei confronti dell’altrui stato.

“Come stai?” è anche il filo conduttore e titolo dato dall’Associazione MOVIMENTO (INCONTRO Poschiavo) e il Centro Sanitario Valposchiavo (CSVP) alla due giorni organizzata a Poschiavo in favore della Giornata mondiale per la salute mentale del 10 ottobre. Nel Borgo, venerdì e sabato scorsi, si è cercato di rallentare i frenetici ritmi della vita moderna, per cercare di soffermarsi e prendersi tutto il tempo per ascoltare veramente la risposta a questa domanda. A tale scopo sono state inaugurate due panchine della salute di colore giallo riportanti la scritta “Come stai?” sullo schienale, che invogliano alla sosta, invitano a riflettere su questa domanda in compagnia degli altri occupanti, senza fretta appunto, comodamente seduti. Una è posizionata al parcheggio delle scuole di Santa Maria di fianco alla strada e l’altra, provvisoriamente, perché si sta pensando di spostarla, è di fronte al parco giochi di Poschiavo.

Gli eventi della due giorni di Poschiavo legati alla Giornata mondiale per la salute mentale sono stati numerosi. Si è partiti venerdì pomeriggio con la conferenza a tavola rotonda sul trattamento domiciliare (Home Treatment) per poi proseguire la sera stessa con la proiezione del film “Tully” a cura del gruppo di Auto-Aiuto “mamme sottosopra” in collaborazione con I Film di Devon House. Il sabato pomeriggio si è poi dato spazio all’inaugurazione delle due “panchine della salute”, seguite da una presentazione delle pratiche Mindfulness a cura di Antonella Commellato e, infine, in serata, si è tenuto il concerto di beneficenza “La pace è una scelta”.

Il Bernina ha contattato Josy Battaglia, responsabile della sede INCONTRO Poschiavo ed organizzatore degli eventi, per fare un primo bilancio della due giorni di eventi.   

Josy, sei soddisfatto? Credi che questa due giorni abbia lasciato un segno negli intervenuti?
Come si definisce il successo di eventi simili? Se pensiamo infatti che si è trattato di prevenzione, azione di per sé poco misurabile nell’immediato, e di salute mentale, ambito che ai più potrebbe sembrare un qualcosa di astratto, trarre un bilancio a caldo è perlomeno cosa azzardata. Ma per me vi sono alcuni indicatori che mi dicono qualcosa sul mio grado di soddisfazione. Ho notato innanzitutto partecipazione emotiva. In molti, a margine dell’uno o l’altro evento, si sono fatti avanti con riscontri che si distinguevano dal solito “bello, grazie, mi è piaciuto”. Nei commenti che ho ricevuto di persona ho sentito una partecipazione ricca di umanità. Un altro sentore buono, che è emerso per esempio durante e dopo la conferenza sulla Mindfulness, è stata una sensazione di complementarietà, e cioè percepire nei commenti e nelle reazioni come ciò che portavamo destasse interesse e domande in un’ottica di collaborazione, a scapito della competizione. Quando si parla di cosa e come aiutare chi sta male, non dovremmo infatti mai spostare il focus verso il chi ha regione o meno, bensì concentrarci nel condividere buone idee per farcela assieme. Ecco, mi è sembrato che lo spirito dei partecipanti e di chi è accorso ed è intervenuto fosse questo: curiosità e attenzione verso le idee degli altri. E da ultimo mi fermo a guardare a come guardo, e mi rendo conto di come negli anni abbia imparato a dirmi che nel nostro piccolo non c’è bisogno di spostare montagne o convincere masse di persone, e che a volte è più importante piantare piccoli semi che poi, si spera, nel giardino di qualcuno forse un giorno germoglieranno e porteranno novità e speranza. Abbiamo seminato molto durante il fine settimana scorso, per il raccolto dunque si vedrà. La sera eravamo stanchi, ma sereni.


A cura di Ivan Falcinella

Membro della redazione