Turismo, la Valposchiavo non si ferma: +30%

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E’ stato sentore comune, già a partire dalla primavera scorsa, che la stagione turistica 2021 avrebbe potuto essere migliore anche di quella record del 2020. Una sensazione che, in qualche modo, era stata anticipata da ristoratori e albergatori, intervistati a più riprese. Le incertezze legate al Covid e ai relativi spostamenti hanno permesso alla Valposchiavo di mostrare tutto il suo potenziale. Per approfondire la tematica abbiamo intervistato il presidente di Valposchiavo Turismo Andrea Zanolari.

Buongiorno Andrea, puoi illustrarci i numeri dei pernottamenti di quest’anno? Com’è andata?

Al 30 settembre la Valposchiavo ha totalizzato 67’000 pernottamenti, segnando un incremento del 30% rispetto ai 51’000 registrati nello stesso periodo del 2020. In proiezione, questi dati porterebbero ad un risultato annuo di circa 75’000 pernottamenti: non male, considerando il clima di incertezza legato all’evolversi della situazione pandemica che ha caratterizzato questi ultimi due anni.

Rispetto ai risultati ottenuti, pensi che l’anno prossimo potremo puntare ancora più in alto?

I numeri che arrivano sono incoraggianti. L’obiettivo resta quello di raggiungere quota 100’000: in questo senso occorrerà promuovere delle politiche di destagionalizzazione turistica, magari introducendo un evento season opening che possa dare respiro, in un periodo di media stagione, a tutto l’indotto. Il nostro territorio ha delle bellezze naturali, delle tradizioni culturali e storiche ed ancora delle peculiarità fruibili sempre, anche in bassa stagione: non ci resta che comunicarlo.

Quali sono i punti del progetto 100’000 che stanno andando nella giusta direzione?

In primis la valorizzazione di alcune risorse naturali (Val Saiento, San Romerio e Cavaglia-Selva) che sino a due anni fa non erano ancora parte integrante dell’offerta della destinazione. In questo senso Valposchiavo Turismo sta collaborando molto bene con le Amministrazioni Comunali per promuovere il miglioramento e la manutenzione delle infrastrutture e in particolare della rete sentieristica. Non dimentichiamoci infatti che il miglior marketing è un buon prodotto, e – per usare una metafora a me cara – le attività di Valposchiavo Turismo rappresentano sì il software della promozione della nostra regione, ma le componenti hardware (quelle caratteristiche geomorfologiche, i servizi e le infrastrutture che rendono un luogo attrattivo e funzionale per il turista) possono essere implementate solo con l’aiuto delle istituzioni.

Quali invece sono ancora i punti deboli su cui lavorare?

Per quanto concerne la digitalizzazione occorre lavorare su più fronti, raggiungendo un livello di interattività sempre maggiore tra i prestatori e i fruitori dei servizi (prima, durante e dopo l’esperienza turistica). Stiamo lavorando per istituire la rete WLAN pubblica nelle stazioni di Brusio e Poschiavo e per creare dei nuovi contenuti per il sito web, che vorremmo si configurasse non solo come una vetrina delle bellezze del territorio, ma come una vera e propria guida per consentire al turista di organizzare al meglio la propria vacanza.

Qual è il bilancio di questo tuo anno e mezzo di attività come presidente di Valposchiavo Turismo? Ti ritieni soddisfatto?

Il bilancio è positivo, mi ritengo molto soddisfatto perché ovunque vedo determinazione e tanta voglia di lavorare per il futuro della nostra regione. Lo scorso mese la giuria svizzera composta da rappresentanti della Segreteria di Stato dell’Economia, dell’Ufficio Federale dell’Ambiente e di Svizzera Turismo ha selezionato tre regioni, tra cui la Valposchiavo, per il bando “Best Tourism Villages” dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, un’iniziativa che mira a promuovere i migliori esempi di regioni rurali che sfruttano il potere del turismo per fornire opportunità e salvaguardare le comunità, le tradizioni locali e il patrimonio e per combattere lo spopolamento rurale. Questo dimostra che siamo sulla strada giusta, che il brand message della caratteristica alpina e sostenibile (alla base anche del marchio “100% Valposchiavo”) risulta indubbiamente vincente.

Tutti gli anni si riaccende la polemica intorno alla chiusura del passo per favorire il passaggio della Bernina Gran Turismo. Tu come la vedi?

Posso capire il punto di vista di chi si lamenta per i disagi alla circolazione, tuttavia reputerei più saggio cogliere quest’opportunità e, per esempio al termine della gara, chiudere completamente al traffico motorizzato lasciando spazio soltanto a ciclisti e ad escursionisti, secondo una tradizione più o meno recente che si è rapidamente affermata (con successo) sulle Dolomiti e anche in Valtellina.

Un altro evento che ha suscitato perplessità è stato la Swiss Epic. Pensi che sia un evento che la Valposchiavo potrà ospitare nuovamente nel futuro?

Personalmente credo che un evento di questa portata non possa che aver giovato all’immagine della nostra valle: 600 partecipanti hanno potuto apprezzare un tracciato incorniciato da paesaggi da sogno e un’ottima organizzazione supportata da tantissimi volontari. Anche in futuro vorrei si profilassero nuove ed interessanti sfide che ci consentano di aumentare la notorietà della nostra regione. Una regione che, mi piace ribadirlo, non ha nulla da invidiare a mete più blasonate.


A cura di Marco Travaglia