Chiamati a libertà

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Galati 5,13
Sermone del 7 novembre 2021

I culti domenicali vengono registrati e si possono riascoltare al seguente nuovo indirizzo:

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Il protestantesimo è stato definito la religione della libertà. È una definizione esagerata? No, perché il protestantesimo non è niente altro che la ricerca di un modo autentico di essere cristiani. E che cosa significa essere cristiani? Significa diventare liberi. Chi lo dice? Lo dice l’apostolo Paolo scrivendo ai Galati, lo dice l’intero evangelo, la Bibbia intera. L’esperienza cristiana fondamentale – e dunque l’esperienza fondamentale della fede protestante – è quella della libertà.

Libertà è una parola affascinante che suscita in ciascuno di noi un’eco profonda. Si potrebbe dire che tutta la storia dell’umanità è caratterizzata da un’incessante lotta per la libertà. Nel contempo, dobbiamo ammettere che mentre da un lato siamo capaci di lottare per la libertà, dall’altro siamo spesso incapaci di conservare la libertà, di vivere con essa, di crescere in essa. Non possiamo vivere senza libertà, ma spesso non sappiamo vivere con la libertà. E infatti nel mondo continuano ad esistere moltissime situazioni di scarsa e precaria libertà, o addirittura di negazione della libertà.

Che cosa dice il testo dell’apostolo Paolo a proposito della libertà? Dice tre cose, tutte e tre sorprendenti.

La prima sorpresa emerge all’inizio del testo: “Siete chiamati a libertà”. Noi pensiamo di essere liberi, crediamo di avere la libertà. Qui ci viene detto invece che la libertà sta ancora davanti a noi, non è un nostro carattere ereditario. Certo, la nostra società è anche un mercato di tutte le libertà, nella quale possiamo comperare di tutto, compresa la libertà. Ma siamo sicuri che quelle che comperiamo non siano spesso libertà a buon mercato, scadenti, o addirittura fasulle? La libertà di consumare senza limiti, ad esempio, è davvero una merce di valore? O non è invece un’illusione dietro la quale si nascondono sfruttamento, spreco di risorse, disprezzo per la natura e l’ambiente?

Siamo dunque chiamati a riflettere sull’effettivo valore delle libertà che ci vengono proposte e a riconoscere che non possiamo avere libertà senza assumere responsabilità.

La seconda sorpresa ci coglie, in questo testo, quando l’apostolo aggiunge: “Non servitevi della libertà per i vostri comodi”. Qui entra in gioco il modo in cui facciamo uso della libertà. Intanto siamo chiamati non semplicemente a lodare la libertà, ma a usarla – perché una libertà non usata, solo proclamata, in poco tempo arrugginisce. Dunque, non si tratta di esaltare la libertà, ma di praticarla.

E quand’è che rischiamo di lasciare arrugginire la libertà? Ad esempio quando, per quieto vivere, non diciamo quello che davvero pensiamo e crediamo. O quando, per timore del parere della gente, ci accontentiamo di mezze verità, o stiamo zitti. Ma chi si accontenta di mezze verità, è libero solo a metà.

La terza indicazione emerge dal monito: “Lasciatevi guidare dall’amore di Dio e fatevi servi gli uni degli altri”. In altre parole, il servizio è la più alta realizzazione della libertà e l’amore è il terreno sul quale la libertà germoglia.

Tra le tante cose che si potrebbero dire a questo proposito, mi limito a indicarne una: il servizio dell’altro come servizio per la sua libertà. Dunque: uomini che non temono la libertà delle donne, ma si mettono al suo servizio. Genitori che non temono la libertà dei figli, ma si mettono al suo servizio. Insegnanti che non temono la libertà dei loro allievi, ma si mettono al suo servizio. Datori di lavoro che si mettono al servizio della libertà dei loro prestatori d’opera. Direzioni ecclesiastiche che si mettono al servizio della libertà delle cristiane e dei cristiani. Cittadini che non temono la libertà degli stranieri, ma si mettono al suo servizio.

Non godere privatamente la nostra libertà, ma considerarla e viverla come servizio reso alla libertà dell’altro. Perché ogni essere umano è chiamato alla libertà, e la libertà è perfetta solo quando nessuno ne rimane escluso.

Appunti per la predicazione Pastore Paolo Tognina