Reto von Arx risponde alle domande de “Il Bernina”

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In occasione della partita di Coppa Svizzera siamo riusciti ad avvicinare Reto von Arx, uno sportivo illustre e molto popolare fra gli amanti dell’hockey su ghiaccio svizzero. Dopo una brillante carriera a Davos, dove ha vinto sei titoli nazionali e quattro Spengler Cup, anni in cui ha partecipato anche numeri incontri internazionali con la nazionale svizzera, ha ora intrapreso la carriera di allenatore. Lo ha fatto in collaborazione di suo fratello Jan. Accettando una proposta dell’EHC Chur che, come racconta nell’intervista, vuole essere l’inizio forse di una nuova carriera. Reto von Arx ha già rivestito a tempo determinato funzioni di coach con la squadra nazionale maggiore, nonché con le selezioni U17, U18, U20.

Purtroppo l’intervista raccolta da Bruno Raselli è in tedesco, segnatamente in dialetto bernese, in quanto entrambi i fratelli non parlano l’italiano. Proponiamo qui sotto la traduzione dell’intervista, sperando di fare cosa gradita ai nostri lettori.

Innanzitutto grazie Reto per la tua disponibilità. Cosa hai pensato quando hai saputo dal sorteggio di dover affrontare l’HC Poschiavo?
Ce ne siamo rallegrati, abbiamo subito raccolto informazioni, personalmente non ero mai stato qui, e mi ha fatto piacere di conoscere un posto della Svizzera che non avevo mai visitato. E’ stato un viaggio burrascoso, per arrivare qui, ma è un bel posto, una bella pista aperta, bella gente, insomma ci è piaciuto oggi.

E quale è stata la reazione dei tuoi giocatori nel dover affrontare un viaggio così lungo per giocare contro una squadra di divisione inferiore?
Cose che succedono in coppa, non ci siamo fatti particolari domande. Come già detto, ci ha fatto piacere venire qui e giocare questa partita, in fondo si trattava di passare al prossimo turno.

Vogliamo parlare un po’ di te, di questo tuo nuovo capitolo, della tua carriera di allenatore. Se non erriamo questo è il tuo primo incarico di allenatore, insieme a tuo fratello. Quali sono i tuoi obbiettivi sportivi, magari anche quello di ritornare a Davos come allenatori?
Non abbiamo fatto dei progetti a lunga scadenza, ci siamo sempre detti che se ci fosse stata la possibilità di intraprendere insieme una nuova sfida lo avremmo fatto; è arrivata l’offerta del Coira e siamo molto felici di di essere arrivati a Coira. Non pensiamo troppo avanti nel tempo, intanto cerchiamo di provare a migliorare questa squadra, giorno dopo giorno.

Siete soddisfatti della squadra, di come stanno andando le cose?
E’ chiaro che vorremmo vincere qualche partita di più, penso che è così in ogni posto. Noi siamo molto soddisfatti del carattere dei nostri giocatori, con i giocatori stessi ora dobbiamo provare, passo dopo passo, a migliorarci e raccogliere più punti.

Alcune considerazioni sulla partita di questa sera. Siete stati sorpresi, in fondo si era temuto in una partita a senso unico.
No, non siamo stati sorpresi, forse ci ha un po’ sorpreso il vento, sapevamo che gli avverarsi hanno avuto un buon inizio di campionato, che la squadra può contare su alcuni giocatori forti che giocano molto bene. La nostra squadra ha fatto un buon lavoro, noi siamo soddisfatti per la partita, abbiamo incontrato una buona atmosfera, una partita corretta, credo sia stato un bello spettacolo anche da vedere.

Oggi dovrete ancora affrontare un lungo viaggio di ritorno, due passi, c’è il vento, siete però abituati, questo fa parte della vita di un giocatore, di un allenatore. Pesa tutto questo?
No. Questo fa parte del gioco, fa parte del nostro lavoro, non ci pensiamo troppo, in quanto pensare troppo a cose che non si possono cambiare è solo un dispendio inutile di energia. Va bene così, avremo modo di discutere alcune situazioni di gioco che possono farci migliorare.

Vogliamo ringraziarti anche a nome dei nostri lettori e del pubblico che questa sera ha molto apprezzato il fatto che la vostra squadra abbia affrontato questa lunga trasferta in maniera seria, venendo qui da noi.
Molto gentili, grazie, siamo noi a ringraziare.


Bruno Raselli