Veronica Battilana: “I preconcetti sono ancora fortemente radicati”

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Da qualche anno, Il Bernina, durante le festività natalizie, propone ai lettori una speciale rubrica alla ricerca di personalità, associazioni o eventi che, nel corso dell’anno, si sono distinti in positivo.
In occasione del 50° anniversario del suffragio femminile in Svizzera, abbiamo deciso di proporre una serie di interviste alle donne valposchiavine impegnate in politica.
(Marco Travaglia)

Veronica Battilana è attualmente un consigliere di Giunta del PLD Valposchiavo. Ha iniziato a occuparsi di politica nel 2014, prima unicamente come membro del partito e poi candidandosi come supplente di Giunta.

Sei diventata mamma da poco: la maternità influisce nel tuo pensiero politico o nella voglia di impegnarsi in politica?
Naturalmente, in modo più o meno consapevole, non posso non lasciarmi condizionare dal fatto di essere mamma, questo influisce su ogni aspetto della mia vita. Ma oserei dire che il mio pensiero politico non è cambiato, nel senso che già da sempre opto per una politica aperta e orientata ai cittadini, quindi anche alle mamme. Intatta è rimasta anche la voglia di impegnarsi per la politica, anzi forse è cresciuta, sapendo di farlo non solo per i miei compaesani ma anche indirettamente per mia figlia. C’è da dire che se la voglia è intatta, il tempo a disposizione invece è notevolmente diminuito, in questo sì, la maternità influisce parecchio.

Dove nasce la voglia di partecipare attivamente alla vita politica?
In realtà, la politica non rientra nei miei interessi come potrebbe essere un hobby da fare nel tempo libero. Mi occupo, o meglio cerco di occuparmi, di politica, perché quello che viene pensato, discusso e votato tocca la nostra vita quotidiana, ed è quindi naturale per me voler partecipare a questi processi decisionali. Non penso che la politica sia cosa solo dei politici, ma dovrebbe esserlo di ogni cittadino. Spesso ci si dimentica che la politica tratta di cose nostre, dovrebbe quindi essere nostro diritto e nostro dovere esprimerci in merito.

Al di là del genere, qual è la cosa più difficile di quest’esperienza?
La mia presenza sulla scena politica al momento è limitata e questo per una serie di fattori che non dipendono unicamente da me. Tuttavia, sono al secondo mandato come supplente di Giunta e cerco di seguire sempre il dietro le quinte.
Forse, una cosa difficile è essere confrontati con il fatto che la politica è fatta da persone, quindi inevitabilmente è influenzata dalle esperienze di ognuno. Non ho problemi ad accettare convinzioni diverse dalle mie o da quelle dei miei colleghi di partito, ho difficoltà però ad accettare quando queste idee non sono oggettive, quando gli interessi personali sono messi prima di quelli pubblici, quando un consigliere viene preso di mira per aver fatto il suo lavoro ed essersi esposto magari su tematiche scomode, quando si erigono muri e non si cerca il dialogo, quando si lavora contro un partito e non per il popolo. Ecco quando mi trovo davanti a queste situazioni è difficile, e viene meno la voglia di mettersi in gioco, assumersi delle responsabilità e prendere delle decisioni che verranno sicuramente criticate da qualcuno.

Ritieni che gli uomini talvolta ostacolino l’affermazione delle donne in politica e sul lavoro?
Purtroppo, devo dire di sì, se non proprio la ostacolino attivamente e consapevolmente, personalmente percepisco ancora parecchio maschilismo in questi ambiti. Posso dire che le stesse affermazioni espresse da me o da un mio collega uomo vengono percepite in modo diverso da chi ascolta, paradossalmente, questo indipendentemente dal fatto che l’interlocutore sia donna o uomo. I preconcetti sono ancora fortemente radicati, questo non solo parlando di disparità fra uomo e donna, ma anche per esempio fra classi sociali, età, professione, orientamento religioso e quant’altro. Specialmente in politica dovrebbe regnare l’oggettività, un’idea o un progetto dovrebbero essere valutati senza farsi influenzare da chi li esprime.

Al di là della politica, pensi che la parità tra uomo e donna sia rispettata in Valposchiavo? E a livello cantonale e federale?
Di nuovo, devo iniziare la mia risposta con un “purtroppo”. Purtroppo, no, mi sembra che la parità non sia ancora del tutto rispettata. Per farvi sorridere, posso fare un piccolo esempio di vita quotidiana: mio marito ed io lavoriamo entrambi, e assieme ci occupiamo di nostra figlia e delle faccende domestiche, però, se il pranzo non è pronto per le 12.00 e la casa è un po’ in disordine, secondo l’opinione pubblica, la colpa è un po’ più mia che sua, no?
Scherzi a parte, non mi profilo come femminista convinta, non mi indigno per la declinazione di un verbo o l’uso del maschile in un discorso. Abbiamo fatto tante conquiste in questi decenni, spero cha alcune le faremo ancora, ma dobbiamo riconoscere che siamo fortunate a vivere in questa parte del mondo dove la parità, di base, è garantita.

Se potessi, con una bacchetta magica, realizzare un’opera in Valposchiavo o risolvere un problema, quale sarebbe?
Vediamo, se proprio parliamo di magia, farei apparire i soldi dal nulla, così potremo accontentare i desideri di tutto il popolo senza dover far economia su niente.
Tralasciando l’ironia, mi piacerebbe migliorare la viabilità in Valposchiavo. Ritengo che siano ancora molti i punti pericolosi o lenti sulle nostre strade. Macchine, moto, camion ecc. non sono destinati a diminuire e mi piacerebbe che alcune frazioni non siano più tenute a subire il traffico; anche il turismo, nostro potente motore economico, ne trarrebbe beneficio.

1 COMMENTO

  1. brava Veronica, condivido le tue risposte. Non mi trovo del tutto d’accordo sul fatto che gli uomini ostacolino l’affermazione delle donne in politica. Il nostro partito PLD, ma penso anche gli altri, sono alla continua ricerca di donne volonterose di occuparsi di politica locale. Con scarso successo purtroppo.