Conosciamo in parte, ma conosciamo

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1 Corinti 13,9
Sermone del 31 dicembre 2021

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C’è molta saggezza in questa affermazione dell’apostolo Paolo e c’è in essa tanta verità da poter sembrare addirittura una banalità. “Noi conosciamo in parte”. Questa semplice affermazione contiene tutto il senso della nostra pochezza di fronte al mistero che ci avvolge: il mistero della vita, della morte, della malvagità umana, il mistero di Dio e della sua volontà di salvezza per questo mondo.

La saggezza risiede in questo atteggiamento di apertura, di umiltà, che dovrebbe contraddistinguere chi si mette a seguire Gesù di Nazareth. “Noi conosciamo in parte”.

Purtroppo di questa saggezza non ne circola molta. Nel nostro tempo troviamo più facilmente posizioni estreme e contrapposte: troviamo gli scoraggiati e i temerari, gli scettici e gli infallibili, gente che afferma di non sapere nulla e gente che afferma o fa intendere di sapere tutto.

Anche tra i cristiani troviamo persone che pensano di avere la verità in tasca e che non sono pronti a riconoscere ogni cosa, tranne i propri limiti e i propri errori.

Allo stesso modo, troviamo anche una scienza piena di arroganza e orgoglio per le proprie conquiste e per i propri metodi di analisi. Sia che si tratti di filosofi, di sociologi, di teologi, di economisti, di medici o di politici, molti si distinguono per la loro aria di superiorità e per la poca disponibilità a discutere le proprie convinzioni e a considerare le idee degli altri.

C’è poi chi dice di non sapere nulla. Ma non si tratta, purtroppo, di discepoli dell’antico filosofo Socrate, conosciuto per la sua affermazione: “So di non sapere”. No, siamo noi quando siamo disorientati, schiacciati dalla complessità dei problemi odierni, preda degli “uomini della provvidenza” di turno, o delle teorie del complotto, pigri e incapaci di affrontare l’intricato labirinto della problematica sociale, politica, religiosa, etica del nostro tempo. È la turba che – come nell’antica Roma – chiede “panem et circensem” e che si accontenta e stordisce, in termini moderni, con “benessere e sport”.

“Noi conosciamo in parte”. Con l’affermazione dell’apostolo siamo lontani sia dalla vanità presuntuosa di quelli che sanno tutto, sia dall’inautentica umiltà di chi afferma di non sapere nulla e si accontenta di lasciarsi vivere.

Perché? “Conosciamo in parte”. Non c’è spazio per l’orgogliosa presunzione, ma nemmeno per la rinuncia o per la rassegnata ignoranza.

In questo nostro tempo in cui assistiamo all’altalena di facili dogmatismi, di dubbio, di indifferenza, di superficiali negazioni, è necessario che i credenti riacquistino coscienza delle certezze della propria fede.

Certo, “noi conosciamo in parte”, ma conosciamo.

Conosciamo che camminare con Gesù è vivere autenticamente. Non si tratta di una conoscenza puramente intellettuale, ma di una conoscenza nella pratica della vita. Chi accede a questa conoscenza non ragiona sulle nuvole, lontano dalla terra: anche l’apostolo Paolo parte da terra, ci dice quello che ha visto, provato, sentito. E dall’incontro con Gesù ha sviluppato la propria fisionomia  morale, il proprio pensiero e la propria azione.

Ricorderete anche le parole del cieco guarito da Gesù (Giovanni 9,25), il quale diceva: “Una cosa sola so, che ero cieco e ora vedo”.

Il cammino che la fede in Gesù ci propone è un cammino di speranza che ignora sia uno scetticismo disfattista che un arrogante infallibilismo. È un cammino che va da ciò che è parziale a una pienezza, dall’Egitto alla terra promessa, dalla fede alla visione.

Ecco dunque che come credenti possiamo proporre, con fermezza, quel poco che sappiamo, e cioè che la salvezza dell’umanità è nel camminare con Cristo: avevo fame, mi avete sfamato; avevo sete, mi avete dato da bere; ero in prigione, mi avete visitato; ero nudo, mi avete vestito.

È da questo camminare con Gesù, da questa parziale ma fondamentale conoscenza che può avere inizio una realtà nuova per avanzare, di conoscenza in conoscenza, nella costruzione di un mondo migliore per noi e per gli altri.

Pastore Paolo Tognina