Alice Isepponi: Mi piacerebbe che i giovani si interessassero maggiormente alla cosa pubblica

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Con questo contributo concludiamo la speciale rubrica alla ricerca di personalità, associazioni o eventi che, nel corso del 2021, si sono distinti in positivo.
In occasione del 50° anniversario del suffragio femminile in Svizzera, abbiamo deciso di proporre una serie di interviste alle donne valposchiavine impegnate in politica.
(Marco Travaglia)

Alice Isepponi è attualmente supplente in Giunta e fa parte del gruppo PoschiavoViva. Ha iniziato a occuparsi di politica nel 2018, con la carica attuale.

Buongiorno Alice, cosa ha spinto una giovane studentessa, per lo più fuori valle, a candidarsi per un ruolo politico attivo in Valposchiavo?
Direi che tale scelta è dovuta a due fattori. Durante le lezioni di civica al liceo ho iniziato a conoscere il nostro sistema politico e da subito ho trovato la materia molto affascinante. Con il proseguimento degli studi ho potuto approfondire le mie conoscenze e così è aumentato anche l’interesse per il processo legislativo e le dinamiche politiche all’interno di esso. Assumere un ruolo politico attivo per me è stato un modo per poter conoscere la politica da una prospettiva interna e non solo seguirla sui giornali.
Il secondo fattore è l’attaccamento a Poschiavo. Sebbene viva fuori valle da diversi anni, ogni volta che ho l’occasione faccio ritorno a quella che per me è la mia vera casa, qui coltivo la maggior parte delle mie relazioni e i miei interessi.

Questo tuo impegno influisce in qualche modo sulla tua quotidianità?
Sicuramente ha ulteriormente rafforzato l’abitudine di seguire i giornali locali, in modo da poter essere aggiornata sugli avvenimenti e sui temi discussi in valle.

Impegnarsi in politica, per te, cosa vuol dire?
L’impegno politico secondo me può assumere varie sfumature e dimensioni. Interessarsi dei temi posti in votazione, essere aperti al dialogo e votare costantemente e consapevolmente è già un modo per impegnarsi in politica.

Al di là del genere, qual è la cosa più difficile di quest’esperienza?
Ci terrei a specificare che il fatto di essere una donna non ha influito in modo particolare durante questa esperienza e sicuramente non è stato causa di difficoltà. La cosa più difficile è stata quella di rompere il ghiaccio durante le prime sedute, infatti ero spesso un po’ agitata. D’altro canto, superare la paura di esporsi è una premessa fondamentale se si vuole assumere un ruolo politico attivo.

Al di là della politica, pensi che la parità tra uomo e donna sia rispettata in Valposchiavo? E a livello cantonale e federale?
Non penso che si possa parlare di una situazione diversa per la parità tra uomo e donna a seconda del livello federale, cantonale o comunale. Piuttosto trovo che gli stessi progressi così come le stesse problematiche siano visibili a tutti i livelli. Come in Svizzera anche in Valposchiavo la sensibilità verso questo tema negli ultimi anni è aumentata notevolmente e direi che la situazione in generale è positiva. Forse per le regioni di periferia come la Valposchiavo è più difficile garantire quei servizi o caratteristiche che agevolano un’organizzazione familiare paritaria, come per esempio asili nido, mense scolastiche o posti di lavoro part-time. Ciò nonostante, l’impegno, così come i risultati, in questo senso in valle non scarseggiano, basti pensare alla realizzazione del Nido-Borgo.

Se potessi, con una bacchetta magica, realizzare un’opera in Valposchiavo o risolvere un problema, quale sarebbe?
Mi piacerebbe che più persone e in special modo i giovani si interessassero maggiormente alla cosa pubblica, in modo da poter garantire il ricambio generazionale delle varie autorità e avere una maggiore pluralità nel dibattito politico.