Solo variante delta nelle cure intensive grigionesi

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La variante Omicron non è ancora arrivata negli ospedali grigionesi. In tutti e sette i pazienti ricoverati nelle cure intense è stata rilevata la “variante delta”. Oggi il medico cantonale ha parlato di una stabilizzazione ad alto livello.

Negli ospedali grigionesi sono ricoverati attualmente 32 pazienti affetti da coronavirus. Nei Grigioni sono circa 3’400 le persone in isolamento.

Nella conferenza stampa di oggi a Coira il medico cantonale Marina Jamnicki è apparsa cautamente ottimista. Ha detto, al cospetto della variante Omicron, la situazione nei nosocomi grigionesi è meno drastica di quanto si potesse temere. “Sembra di intravvedere una luce in fondo al tunnel”, ha commentato Jamnicki.

Il numero di casi è diminuito. “Uno dei motivi”, così Jamnicki, “è la rinuncia a test aziendali e scolastici ripetitivi a causa del sovraccarico dei laboratori”. Inoltre, dopo le recenti decisioni del Consiglio federale, si osserva una forte riduzione del numero di persone in isolamento e in quarantena.

Attualmente, nei Grigioni, vengono sottoposti regolarmente ai testi solo i dipendenti delle strutture sanitarie e di assistenza, i bambini della scuola dell’infanzia e quelli delle prime due classi della scuola elementare. Le mascherine saranno obbligatorie dalla terza elementare in poi a partire da lunedì prossimo fino al 5 marzo. Il direttore dello stato maggiore di condotta cantonale Martin Bühler ha comunicato che nel mese di febbraio si deciderà se introdurre nuovamente i test aziendali ripetitivi.

Nuovo servizio SMS
Marina Jamnicki ha spiegato che dopo la riduzione del periodo di isolamento a cinque giorni, spesso si è notato che le persone infette riscontrano ancora sintomi. Per questo motivo, nei prossimi giorni sarà istituito un servizio SMS che permetterà a questi pazienti di prolungare la durata dell’isolamento di tre giorni.

Dopo otto giorni, sarà inviato un altro SMS che consiglierà di andare dal medico di famiglia qualora dovessero persistere i sintomi.

Pronti 300 sanitari ausiliari
Tutte le persone che dispongono di una formazione nel settore sanitario, domiciliati nei Grigioni, ma che non esercitano la professione appresa, sono obbligate a registrarsi presso il Cantone. Il Governo retico solleciterà il loro contributo operativo nel caso in cui si dovesse verificare una penuria di personale nel sistema sanitario.

Jamnicki ha dichiarato che finora se ne sono annunciate 300. In occasione della prima chiamata all’inizio della pandemia, si erano però registrati circa 1’000 professionisti del settore sanitario. Questa discrepanza è dovuta al fatto che molte persone, che all’epoca avevano risposto “presente”, ora lavorano di nuovo nelle strutture ospedaliere, per esempio nei centri di vaccinazione.