#bibliocoltura: Génie la matta di Inès Cagnati

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Descrizione: Génie la matta è un libro che torna come un pugno mentre si allontana. È la schiena di una donna da inseguire, da aspettare o da raggiungere: “torna a casa, su”; a cui segue la schiena di Pierre che alla chiusura della porta del treno scompare: “ti porterò nelle dolci isole dove gli uccelli volano rossi nei cieli azzurri”, e sentirsi per un istante quell’uccello rosso annidato al fondo delle grotte.

Ambiente: Questo libro necessita di un volto vuoto, di una stanchezza che assenta, della lontananza che prosciuga chi non ha avuto niente – “hai me” – della miseria che ritorna come una cantilena a cullare speranze mai attecchite, lasciandole fare quelle cose insopportabili senza dire niente “perché non c’era niente da fare, no”.

Germoglio: “La chiamavano Génie la matta. A volte attraversava il paese a passi svelti con al braccio il cestino di legno in cui metteva sempre il sacco di iuta che le serviva da cappuccio in caso di pioggia. Io le correvo dietro con tutta la forza delle mie gambette. Se spariva all’angolo di una strada o dietro una macchina o dietro al crocchio di donne che al mattino chiacchieravano facendo la spesa o che, sulla soglia di casa, raccoglievano l’acqua dei rigagnoli per innaffiare i fiori e lavare il loro tratto di marciapiede, mi prendeva la paura che ne approfittasse per lasciarmi là, da sola in quella strada piena di case sconosciute, di facce sconosciute. Non sarei stata nemmeno capace di ritrovare la vecchia casa vicino ai salici del fiume. Allora correvo con tutta la velocità delle mie gambette, col cuore che faceva il matto, per riacchiapparla. A volte si fermava un istante. Io rallentavo per riposarmi un po’, raggiante verso di lei che mi aspettava. Si rimetteva sempre in cammino prima che riuscissi a raggiungerla. Ricominciavo a correre fissando la sua schiena”.

Scheda tecnica: Génie la matta di Inès Cagnati, Adelphi Edizioni, romanzo, ISBN 978-88-459–3656-2.