In ricordo di suor Elisa Rosa, l’educatrice di tanti bambini valposchiavini

2
2017

Suor Elisa, l’educatrice di diverse centinaia di bambini della Valposchiavo, è spirata alcuni giorni fa alla veneranda età di 89 anni. In qualità di ex allieva della scuola dell’infanzia di Brusio, la ricordo con affetto, quasi certa che almeno parte dei miei ricordi siano condivisi da tanti altri.

Non ricordo esattamente quanti eravamo a frequentare l’asilo di Brusio alla fine degli anni ‘80, ma eravamo parecchi e Suor Elisa era sola. Non so come le riuscisse di mantenere la calma, ma non ricordo di averla mai sentita urlare contro noi bambini. Per ripristinare l’ordine in classe, talvolta, anzi, spesso, ci faceva sedere ai banchi con la testa appoggiata sulle braccia conserte. Certo che ci scocciava dover stare fermi e in silenzio, soprattutto se la punizione era dovuta alle azioni di un qualche singolo monello, ma in fin dei conti il castigo era dolce, serviva a tutti, anche a chi necessitava di recuperare sonno. Ripristinata la calma, di solito era una questione di pochi minuti, potevamo tornare a giocare o a fare quelli che Suor Elisa chiamava “i lavoretti”, delle semplici attività manuali tramite le quali si imparavano per esempio le basi del cucito.

Non so se Suor Elisa avesse seguito un’istruzione specifica per esercitare come educatrice, se leggesse testi di pedagogia e/o se il suo era un intuito pedagogico del tutto naturale, ma in ogni caso, questo io l’ho capito più tardi, i suoi metodi erano in gran parte in linea con quelli di Maria Montessori, che sottolineava, fra le altre cose, l’importanza di sostenere i bambini nella loro ricerca di autonomia. Infatti ci aiutavamo tanto anche fra bambini e questa era per noi una cosa normale: i grandi aiutavano i piccoli per esempio ad allacciare le scarpe, a indossare la giacca o a fare altre cose che non tutti riuscivano o ancora non sapevano fare da soli. Eravamo noi bambini a riordinare i giochi, talvolta strappavamo anche le erbacce dalle aiuole. Chi era triste per un motivo o l’altro, aveva il privilegio di poter stare un momento in braccio a Suor Elisa, che nel mio ricordo profumava di biscotti petit-beurre, ma forse era anche il profumo di una crema. In braccio a Suor Elisa tornavamo sereni e infilavamo spesso anche la mano sotto il velo: la curiosità di sapere come erano i suoi capelli era forte, ma mai nessuno, nei miei ricordi, osò sollevarlo. Ai più affidabili era concesso anche di partire, in coppia, per piccole “missioni speciali”, come andare a comprare farina o qualche altro ingrediente necessario alle attività, al negozio della signora Lilly o della signora Palma. Insomma, Suor Elisa credeva nei bambini, ci prendeva sul serio e ci incoraggiava, lasciandoci sì essere bambini, ma facendoci assumere anche delle responsabilità all’interno di quella piccola comunità che era la scuola dell’infanzia. Per me e per tanti altri, Suor Elisa è stata per questo una figura importante. Ma siamo stati importanti anche noi per lei, perché a decenni di distanza si ricordava ancora praticamente tutti i nomi degli ex allievi e chiedeva notizie di quello e quell’altro, con discrezione ma con interesse e affetto genuini.

Ai bambini di oggi auguro di poter incontrare come educatrice una persona come lei. Che possa riposare in pace la nostra cara Suor Elisa!


Arianna Nussio, Brusio/Andeer

2 COMMENTI