Padre Georges Aboud dalla Siria visita Poschiavo

Mercoledì 5 e giovedì 6 ottobre

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padre Georges Aboud, dalla Siria

Padre Georges Aboud di Damasco, già ospite nella Svizzera Italiana lo scorso novembre alla cattedrale di Lugano per la Giornata nazionale di preghiera per i cristiani discriminati e perseguitati in tutto il mondo, mercoledì 5 e giovedì 6 ottobre sarà a Poschiavo per offrire la sua testimonianza sulla situazione nella quale si trova attualmente il suo Paese, la Siria. Padre Georges Aboud parla correntemente l’italiano.

Mercoledi, 5 ottobre 2022
Monastero Suore Agostiniane
ore 11.00 Santa Messa
ore 15.00 Incontro con padre Aboud
ore 16.30 Santa Messa

Giovedi, 6 ottobre 2022
Monastero Suore Agostiniane
ore 07.00 Santa Messa
ore 11.00 Santa Messa

Padre Georges Aboud, dalla Siria

Georges Aboud è membro dell’Ordine basiliano del Santissimo Salvatore e si è occupato dei circa 15‘000 fedeli della più grande parrocchia della capitale siriana. Ha servito come Presidente della Corte Suprema del Patriarcato e appartiene alla Chiesa cattolica greco-melchita, che è unita a Roma. Da diversi mesi lavora in Germania, dove si occupa dell’accompagnamento spirituale dei cristiani del Medio Oriente.

Due terzi dei cristiani se ne sono andati
In Siria il dolore e la morte sono ancora onnipresenti. Anche se la guerra, che sta devastando il Paese dal 2011, non viene quasi più menzionata nei notiziari, la popolazione si trova ancora confrontata con il degrado, la mancanza di cibo e di medicinali e con la crisi umanitaria. I cristiani in Siria hanno sofferto molto durante la guerra: come minoranza religiosa in un Paese a maggioranza musulmana, sono stati e sono un facile bersaglio e un capro espiatorio per gruppi jihadisti come lo Stato Islamico o Al Qaeda. Secondo la Chiesa locale, il numero dei cristiani è diminuito negli ultimi anni da 2,5 milioni a circa 700’000 persone.

Offrire una prospettiva ai giovani
A Homs, la terza città della Siria dopo Damasco e Aleppo, ci sono ancora molti cristiani. Vivono principalmente nel centro storico, la parte più antica della città, che si trova ai piedi dell’antica cittadella, ed alcune centinaia di loro hanno appena ripreso gli studi. Uno di questi è Pascal Napki, che studia economia e segue regolarmente i messaggi del Santo Padre da Roma: «Non conosco personalmente Papa Francesco, ma dalle sue parole e dalle sue azioni capisco che è un uomo umile. Ogni volta che lo sentiamo, ci convinciamo che per la Siria ci sia ancora la speranza di una pace. Mi commuove soprattutto quando chiede preghiere per il nostro Paese». Con Pascal c’è Halil, uno studente di farmacia che riflette per qualche secondo quando gli chiediamo che cosa si aspetta dalla Chiesa, per poi rispondere: “Che ci capisca, che ci incoraggi, che ci dia la possibilità di credere anche in noi stessi. So che non è facile, ma significa percorrere questo cammino insieme, fidarsi e sostenersi a vicenda”.
In risposta alla situazione ancora drammatica dei cristiani in Siria, «Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)» sostiene 20’550 famiglie cristiane di varie confessioni con un ulteriore programma di aiuti d’emergenza. Questa forma di aiuto è estremamente importante, soprattutto in questo momento in cui sta infuriando anche il coronavirus. Inoltre, nel Paese vengono finanziati oltre 100 altri progetti.

Parola chiave: cattolici greco-melchiti
La Chiesa cattolica greco-melchita si staccò dalla Chiesa greco-ortodossa di Antiochia nel XVIII secolo e raggiunse l’unità con Roma sotto Papa Benedetto XIII (1724-1730). Dal 1848 la sede del Patriarca si trova a Damasco (che si trovava allora nell’Impero Ottomano).
Le funzioni melchite vengono celebrate in arabo seguendo il rito bizantino. Questa Chiesa conta circa 1,3 milioni di membri, che si trovano soprattutto in Siria (250’000 fedeli), in Libano ed in Israele, oltre che negli USA. La Francia ne conta circa 30’000, il che è probabilmente da ricondurre al fatto che dopo il crollo dell’Impero Ottomano (nel XX secolo), la Siria ed il Libano si trovarono temporaneamente sotto l’amministrazione francese.

Per sostenere padre Aboud e Aiuto alla Chiesa che soffre puoi cliccare QUI.