Bormio – Discesa Libera di Coppa del Mondo, la Svizzera vicina al podio

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Dopo giorni di preparativi, dedizione e impegno, è giunto finalmente il tempo della gara. Meteo quasi perfetto per la discesa libera di Bormio con temperature miti ma non troppo calde, cielo azzurro almeno nella prima parte della mattinata a rendere la festa ancora più festa e tanti tifosi assiepati nella zona di arrivo e distribuiti lungo la pista.

Per chi non scia raggiungere la pista è sempre un’avventura che richiede buone doti di equilibrio, visto che l’ascesa lungo i prati innevati (e ghiacciati) comporta il superamento di molte balze. Sforzo che viene premiato da una visuale impareggiabile sul paese e sull’ultima parte del tracciato. A dire il vero, lo spettacolo nello spettacolo è offerto dai tifosi, motivati e assai sportivi, a giudicare dai tanti applausi riservati agli atleti che dopo essere caduti nella parte alta del tracciato hanno poi raggiunto il traguardo. Lo sci, sport duro e impegnativo, conserva una dimensione ancora comunitaria: il tifoso appassionato tiene ai propri atleti ma ha grande rispetto degli avversari ed è sempre pronto a riconoscerne i meriti con un applauso, un “bravo!”, un sorriso.

Al parterre sono proprio gli svizzeri ad animare l’attesa; campanacci, trombette e soprattutto sventolio di bandiere colorano la mattinata di gara. E quando, con un po’ di ritardo, prende il via il primo discesista, lo svizzero Stefano Rogentin (poi 15esimo) è un tripudio di applausi; il pubblico esplode in un boato quando a tagliare il traguardo è il primo degli italiani in gara, Mattia Casse, pettorale 2 e poi nono in classifica, cinque centesimi più veloce di Dominik Paris, decimo. La gara però entra nel vivo con la prestazione dell’austriaco Vincent Kriechmayr, pettorale 9, che chiude con un tempo tra i migliori della storia della pista Stelvio, 1:54.68 e scalza dal primo posto il canadese James Crawford. Poi arriva il favorito delle prove, Aleksander Aamodt Kilde che si piazza terzo. Con il pettorale 13 è la volta di Marco Odermatt, protagonista di una gran gara ma non sufficiente per salire sul podio, tanto che deve accontentarsi del quarto posto. A interrompere la lunga fila degli atleti svizzeri in classifica è lo statunitense Ryan Cochran-Siegle, quinto. Dopo di lui la classifica è tutta elvetica: sesto è Urs Kryenbuehl, settimo è Justin Murisier, ottavo è Giles Roulin.

 

Poco meno di un’ora ancora e la competizione si conclude; dei 56 atleti iscritti, si classificano in 46, ben 7 non raggiungono il traguardo. Il pubblico confluisce verso il parterre, ci si prepara per la cerimonia di premiazione, mentre i tecnici della pista sono già al lavoro per il super gigante di domani. E’ la routine, intensa ed elettrizzante, della Coppa del Mondo; quando non è il tempo atmosferico a dettare i tempi, i ritmi sono quasi sincopati ma nulla è lasciato al caso e tutti si muovono in sintonia. Forza, domani si torna in pista!