Revisione parziale – Zona artigianale Apollo

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Quali proprietari della “nuova zona artigianale Apollo” parcelle ex. Apollo 12, vogliamo ringraziare di vero cuore quel 73% di cittadine e cittadini nonché tutti i partiti politici che hanno sostenuto e capito il nostro progetto, in modo particolare le necessità della ditta Bondolfi Metalcostruzioni Sagl.

Colgo l’occasione per esprimere alcune considerazioni personali inerenti al comunicato stampa del comitato dell’Associazione Agricola Poschiavo (AAP), pubblicato la settimana scorsa sui media locali.

La perdita di terreno agricolo
Vorrei sottoporre all’attenzione dei cittadini che gli stessi agricoltori (7), per costruire le proprie casette unifamiliari con rispettivi giardini e relative strade d’accesso, hanno sottratto all’esistenza delle stesse aziende agricole, ca. 6’500 m2 di prezioso terreno agricolo, ottimale sia per l’agricoltura che per la campi-coltura. Dov’era il comitato dell’AAP in quell’occasione? Oppure il terreno sottratto all’agricoltura per le case unifamiliari degli agricoltori non conta?

Tramite il nostro ufficio fiduciario ed immobiliare, negli ultimi anni, abbiamo realizzato 15 nuove unità abitative, “sottraendo” terreno edificabile all’agricoltura per un totale di 3’130 m2. Questa superficie, rapportata alle abitazioni in questione, risulta essere di 208 m2 per abitazione/famiglia. È palese come invece la superficie agricola (zona non edificabile) sottratta dagli agricoltori per la costruzione delle proprie casette unifamiliari, sia ben superiore, infatti parliamo di ca. 930 m2 per abitazione/famiglia.
Le altre costruzioni effettuate da parte nostra, sono state realizzate recuperando edifici esistenti.

L’inserimento di ca. 4’300 m2 in zona artigianale permetterà a ulteriori 4-5 artigiani di insediare la propria azienda. Grazie alle varie sinergie del progetto, per artigiano, vengono sacrificati soltanto ca. 900 m2 di prezioso terreno. Gli stessi agricoltori invece, per insediare le proprie aziende, in media per azienda, hanno scarificato ca. 2’700 m2 di prezioso terreno agricolo (incluso piazzali e strade d’accesso). Anche in questo caso, la sproporzione rispetto al nostro progetto è palese, ma ovviamente per il comitato dell’AAP questo non conta. Mi permetto di dire…. COERENZA signori!

Disparità di trattamento
La ditta Bondolfi ha acquistato uno stabilimento esistente, in zona edificabile (2’258m2), pagandolo molto più che un appezzamento agricolo. Questo verrà demolito e vi costruirà la nuova officina risparmiando quindi prezioso terreno agricolo. Tre anni fa, il Consiglio comunale di Poschiavo, ha bloccato la domanda di costruzione preliminare proprio per non pregiudicare lo sviluppo sostenibile della zona verso sud permettendo in questo modo anche l’insediamento di altri artigiani.

Revisione parziale “ad personam” ?
Facendo riferimento a quanto già esposto sopra, sottolineo nuovamente che noi comproprietari dell’ex-superficie Apollo, eravamo già in possesso di 2’258 m2 di terreno edificabile. Nostro malgrado abbiamo accettato di sospendere la progettazione dei nostri edifici (perdendo tempo e denaro) in quanto anche noi, abbiamo riconosciuto che, estendere la nuova zona verso sud, sarebbe sicuramente stato d’aiuto anche ad altri artigiani.

La tattica del “salame”
Contrariamente a quanto da voi scritto, i vari tagli previsti nella revisione totale della pianificazione locale, sono tutti a favore dell’agricoltura. A conclusione della revisione totale, la superficie agricola aumenterà a scapito della zona edificabile.

Concludo ringraziando nuovamente le cittadine ed i cittadini che hanno sostenuto la revisione anticipata della zona artigianale Apollo.


Romano Rossi

2 COMMENTI

  1. Caro Ilario Serve una strategia da parte dell’ AAP.n Invece di opporsi a tutti progetti dicendo che occupano terreno coltivabile, battetevi in seno alla nuova pianificazione territoriale per recuperare terreno dall’insensato spazio riservato alle acque. Combattete seriamente questo ladroneggio di terreno agricolo che
    ci hanno fatto votare assieme al Progetto Lago Bianco. Una gran parte della politica, secondo me, é disposta a sostenervi!

  2. Carissimo Romano,

    partendo dal presupposto che il popolo è sovrano e la netta maggioranza ha deciso che va bene cosi!

    Che L’azienda Bondolfi abbia imminente bisogno di uno sviluppo conforme con i tempi io non lo Metto in dubbio! Come pure altre imprese o ditte hanno bisogno di una sistemazione.

    Nella tua lettera aperta contesti punto per punto l articolo di perplessità del AAP In special modo gli insediamenti di nuove stalle e abitazioni agricole. per quanto riguarda le abitazioni è dal 2018 che sono cambiate le normative e in valle risulta praticamente non più possibile costruire insediamenti abitativi in zona agricola, per quanto riguarda le stalle effettivamente ti do pienamente ragione io sono stato uno di questi, che dopo 12 anni e 6 progetti ha invaso una superficie SAU ossia superficie utile agricola.
    Per quanto riguarda l’insediamento votato domenica scorsa, personalmente sono perplesso non per la zona in sé, ma per due fattori diversi e ben distinti:

    1.
    Lo spazio riservato alle acque sviluppato in concomitanza con il progetto Lago Bianco dove veniva esageratamente gonfiato in modo d’avere i punti necessari per tale progetto. A questo punto c’erano tutti i presupposti per modificarlo e ridimensionarlo, ma devo presumere che non ci sia stato il coraggio politico di entrare in materia con l’ufficio ANU .

    2.
    L indice di sfruttamento visto che al punto 1 non si è interagito ne risulta compromesso, ma con il senno di poi e visto il probabile risanamento delle centrali Cavaglia Palü e dighe lago Bianco; la superficie è scialaquata! Fino alla Val di Viale e pure a sud fino ai magazzini comunali verà utilizzata per poter dar modo di compensare gli interventi sopracitati vedi legge protezione delle acque!

    Io personalmente sono del avviso che con un approccio diverso da parte delle parti competenti si potevano costruire dai 10 ai 12 capannoni in modo modulare, non sei, ripeto non sei !

    Dobbiamo pure fare un altra considerazione :
    in Svizzera abbiamo un auto approvvigionamento del 45% l intenzione politica è di portarlo al 60% ma dopo le prime valutazioni, L UFAG ê giunto alla conclusione che non è possibile per la mancanza della SAU ( superficie utile agricola) e allora mi chiedo cosa ne abbiamo fatto di questa SAU ? Forse l’abbiamo cementificata. e cosa diremo ai nostri nipoti? Che una volta cera il latte non sintetico e le farine erano prodotte con il grano ma ora sono d’insetti?

    Mi chiedo pure quando sarà che la SAU avrà una compensazione?

    Carissimo Romano ci tengo a precisare che come parte interessata, come coltivatore, non mi sono mai espresso a sfavore e che queste mie sopra considerazioni sono puramente di carattere mio privato, e non in rappresentanza del AAP.

    Un amichevole
    Ciao

    Godenzi Ilario