
L’Ufficio per le foreste e i pericoli naturali grigionese vuole sapere in modo più preciso dove potrebbero verificarsi degli scoscendimenti. Ha dato così incarico alla Berner Fachhochschule di sviluppare una carta indicativa dei pericoli su tutto il territorio retico.
“Per circa il 10% della superficie cantonale abbiamo delle carte dei pericoli che coprono in particolare le aree di insediamento con zone edificabili. Nel mezzo del territorio non abbiamo informazioni dettagliate”, spiega Andreas Huwiler, responsabile pericoli naturali e opere di protezione all’interno dell’Ufficio per le foreste e i pericoli naturali grigionese, a Keystone-ATS. Per questo già decenni fa sono state create delle carte indicative dei pericoli, che come già dice il termine, indicano dove c’è il pericolo che avvenga un evento naturale. Il Canton Grigioni è uno dei primi in Svizzera ad aver aggiornato le carte indicative dei pericoli relative alle valanghe e alle frane. Entro fine anno dovrebbero arrivare anche i risultati sulle inondazioni. Recentemente è stato pubblicato sul foglio ufficiale l’aggiudicazione diretta alla Berner Fachhochschule per ricalcolare quella riguardante gli scoscendimenti.
“In questo campo distinguiamo due processi: gli scoscendimenti permanenti, che durano per decenni o secoli, come nel caso di Brienz, e quelli spontanei. Questi ultimi si verificano ad esempio quando forti precipitazioni colpiscono una zona con dei pendii”, illustra Huwiler. Su quest’ultimo processo naturale il Cantone vuole saperne di più. “Ci sono molte infrastrutture sparse sul territorio, ad esempio i tralicci dell’alta tensione, su cui attualmente abbiamo informazioni scarse sulla situazione di pericolo. Una carta indicativa può aiutarci a valutare l’entità dei rischi e di conseguenza proteggere meglio le infrastrutture”, ha continuato il geologo.
Una panoramica su tutto il Canton Grigioni
Per rendere più concreto il tutto, Huwiler mostra su uno schermo una mappa raffigurante la zona di Coira. “Finora le carte indicative dei pericoli ci dicevano solo se c’era un rischio di scivolamento oppure no”, spiega Andreas Huwiler. “Grazie a una migliore base di dati sarà possibile affermare quanto questi fenomeni saranno intensi e frequenti”, ha detto il funzionario cantonale. E questo su tutto il territorio cantonale, dunque anche fuori dalle zone edificabili, dove sono presenti infrastrutture importanti, come ad esempio strade o collegamenti ferroviari.
È una delle grandi differenze rispetto alle carte dei pericoli, che riguardano appunto solo una piccola parte degli oltre 7000 chilometri quadrati dei Grigioni. “La stesura necessita più tempo, perché si va sul campo e si valuta anche la situazione in loco per descrivere il pericolo in modo più accurato possibile”, continua Huwiler. Queste mappe mostrano se gli insediamenti sono minacciati da piene, scivolamenti, crolli o valanghe. Proprio questo giovedì verrà presentata quella di Sorte, in Mesolcina, fortemente colpita dall’alluvione del giugno 2024. Le carte indicative dei pericoli sono invece meno precise e vengono create grazie a calcoli e modelli matematici.
Efficacia delle opere di protezione
Ma quindi perché sono utili, se non sono così esatte? “Ci aiutano a verificare le carte dei pericoli, per capire dove ci sono dei potenziali deficit”, continua il geologo. Inoltre gli esperti possono dimostrare l’efficacia delle opere di protezione o i benefici del bosco di protezione. “In questo modo vogliamo indicare quante possibili vittime e quanti danni economici vengono evitati”.
Entro la fine del 2027 l’Ufficio delle foreste e i pericoli naturali vuole concludere la stesura di tutte le carte indicative dei pericoli per valanghe, frane, inondazioni e scivolamenti. “Le nuove mappe indicheranno in modo più preciso dove ci sono dei pericoli, ma ciò non significa che non ci si potrà più muovere nei Grigioni”, rassicura Huwiler.