
Ieri sera l’assemblea comunale di La Punt Chamues-ch (GR) ha bocciato il progetto di integrazione dell’ospedale di Samedan in quello cantonale di Coira. Per proseguire è necessario il consenso di tutti gli undici Comuni dell’Alta Engadina.
Il Comune di La Punt Chamues-ch è stato il primo ad esprimersi in modo definitivo sull’integrazione dell’ospedale con sede a Samedan con quello cantonale. Con 45 voti contrari, 36 favorevoli e quattro astenuti gli aventi diritto di voto hanno deciso di fermare il progetto. Una partenza in salita, dato che è necessaria l’approvazione di tutti gli undici Comuni dell’Alta Engadina per continuare con la fusione delle due strutture ospedaliere.
Giovedì sera pure la popolazione di Samedan si è detta contraria all’unione dei due ospedali. Dei 213 presenti, circa il 10% degli aventi diritto di voto, 139 hanno bocciato il progetto, mentre 70 l’hanno sostenuto. Si è trattato però di un voto consultivo. La votazione definitiva si terrà il 18 maggio alle urne.
Domani sarà invece il turno degli aventi diritto di voto di St. Moritz.
Secondo un’analisi del Consiglio di fondazione, il mantenimento della situazione attuale metterebbe a rischio la sostenibilità economica, ma anche la qualità dei servizi medici in futuro. Nel 2023 i Comuni altoengadinesi erano corsi in soccorso del nosocomio con un credito supplementare di cinque milioni di franchi. L’integrazione nell’ospedale cantonale dei Grigioni sarebbe dunque la soluzione migliore per garantire un’assistenza sanitaria di qualità nella regione.