Ridotta la produzione di latte
Il caldo record, che ha colpito non solo la Valposchiavo nel mese di luglio, ha avuto delle ripercussioni importanti anche per gli allevatori.
Come abbiamo avuto modo di apprendere attraverso l’intervista a Piernando Binaghi, ingegnere aeronautico e noto volto della RSI, il mese di luglio appena trascorso è stato il più caldo degli ultimi 150 anni.
Questa anomalia meteorologica ha avuto una ripercussione anche per gli allevatori valposchiavini. Otmaro Beti, interpellato sull’argomento, ha dichiarato che il gran caldo ha portato una maturazione precoce della vegetazione producendo un’erba dura, con scarsi valori nutrizionali, e poco gradita dalle mucche che si trovano così a produrre meno latte.
Oltre a questo danno collaterale, la calura estiva, unita all’assenza di precipitazioni, ha causato una bruciatura dell’erba stessa causando così una perdita, rispetto agli anni precedenti, di circa il 50% della fienagione. Questo almeno per quanto riguarda il secondo taglio che, abitualmente, avviene ad agosto.
La situazione, d’altra parte, sembrerebbe pareggiata dal primo taglio, avvenuto tra maggio e giugno. Come confermato anche da Diego Cortesi, infatti, la prima fienagione è stata molto positiva e, in linea teorica, potrebbe pareggiare le carenze della seconda. “Viviamo un po’ alla giornata – ha detto – perché se ci sono ancora due o tre settimane di caldo estremo ci brucia tutto il raccolto”. “La situazione – gli fa eco Otmaro Beti – è stata critica fino a qualche giorno fa, ma se fosse continuata così sarebbe diventata drammatica”.
Fortunatamente, i temporali accorsi settimana scorsa sulle nostre montagne sembrano aver dato un po’ di respiro ai nostri allevatori.
Articolo correlato: