“La visita del Vescovo”

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“La visita del Vescovo”

Un copioso gruppo di studenti grigionitaliani sta unendo artisticamente le nostre valli proponendo la messa in scena di una commedia brillante, scritta da Alfredo Testoni: “La visita del Vescovo”. Dopo l’esordio a Coira, il gruppo si è presentato sabato, 20 marzo sul palco del Rio a Poschiavo; sabato prossimo sarà a Roveredo e sabato, 3 aprile a Vicosoprano.

Lo spettacolo è iniziato con un prologo, un balletto sulle celebri note di Grease, canzone faro del film sui giovani ribelli degli anni Cinquanta. Come moderni John Travalta e Olivia Newton-John ragazzi e ragazze si sono lanciati in una piacevole coreografia.
Due sono poi gli ospiti che scombussolano il quieto vivere di casa Cornetti: la vedova allegra, una vamp che fa ammattire tutti i maschi della casa, e il vescovo, che tutti attendono ma nessuno sa quando arriverà. Il prete, don Alessio, fa da collante alle confessioni e agli sfoghi di tutti gli abitanti della casa.
Una commedia esilarante con un intreccio di battute che ha invitato spesso e volentieri il pubblico a delle sonore risate, accompagnate da scroscianti applausi. La messa alla berlina della chiesa, rappresentata da don Alessio, non voleva essere né sfrontata né irriverente. L’accento veneziano e le battute dialettali dal prete hanno conquistato il pubblico della Val Poschiavo, ancora memore (forse) della vicinanza con la Serenissima e dei buoni rapporti che ad essa lo legava. Il vescovo, in perfetto bolognese, sembrava direttamente uscito dal Don Camillo interpretato da Fernandel. Tutti comunque si sono distinti per l’originale ricerca del proprio personaggio, riuscendo in questa difficile operazione. Alcuni attori si sono lasciati trasportare eccessivamente dall’emozione e intervenivano con affanno nel discorso senza permettere al pubblico di concludere la risata: anche questi sono evidentemente dei piccoli trucchetti che col tempo si imparano. Il pubblico, in quanto personaggio, va pure tenuto in considerazione.
Una troupe affiatata che supera i trenta allievi ha contribuito al successo di questo spettacolo; vedere tutti i tecnici e gli attori riuniti sul palco alla fine dello spettacolo è stato un quadro toccante, bello. È anche questo lo spirito che ci piace traspiri dal periodo studentesco liceale, uno spirito dedito anche all’impegno culturale, arricchente per chi lo propone e avvincente per chi lo può gustare.

Redatto da Luigi Menghini – luigi.menghini@bluewin.ch