La RVP aggiungerà  un tassello regionale alla nostra imposizione fiscale

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La RVP aggiungerà  un tassello regionale alla nostra imposizione fiscale

Dino Beti di Panìsc

Perchè dovremmo accettare in marzo 2007 esattamente lo stesso statuto che abbiamo valutato inaccettabile e perciò respinto in marzo 2006? Le sue insufficienze che avevamo constatate un’anno fa sarebbero forse scomparse come per magia nell’intervallo di dieci mesi? Purtroppo non è il caso. Guardiamo un po’ il finanziamento della Corporazione.

Lo statuto, riproposto immutato, prevede l’introduzione d’imposte regionali. Lo dice la RVP nel suo comunicato del 1o febbraio: per pagare l’allestimento e il funzionamento dell’amministrazione centrale a Brusio, un possibile disavanzo e eventuali debiti della Corporazione, «la ripartizione dei costi è fatta sui singoli cittadini». La RVP illustra poi questo fondamentale aspetto aggiungendo che «lo stesso principio vale pure per le imposte cantonali, ogni cittadino paga la stessa percentuale sul suo guadagno.» La RVP insisterà magari che lo statuto non l’autorizza ad incassare imposte direttamente dai cittadini. Ma non importa che la Corporazione non possa intervenire lei stessa presso i contribuenti sul piano fiscale. Lo statuto, riproposto immutato, è limpido: i rispettivi costi vengono «ripartiti fra i due Comuni in modo proporzionale al numero degli abitanti». Dunque un’imposizione fiscale indiretta a fine regionale.

È logico che gli abitanti della Regione partecipino al finanziamento della loro Corporazione. Questo finanziamento deve potersi fare, in più delle tasse per servizi resi, tramite imposizione fiscale pro rata dei contribuenti valposchiavini. Nessuno avrebbe niente da ridirci, a condizione… Se «ogni cittadino paga la stessa percentuale sul suo guadagno», il voto di ogni cittadino – come «per le imposte cantonali» – deve poter avere lo stesso peso che quello di tutti gli altri nelle decisioni della Corporazione. Ciò non sarebbe il caso con lo statuto, riproposto immutato. Semplicemente perchè il drappello «ostruzionista» si è rifiutato a tutta modifica, mantenendo l’instaurazione di due classi di cittadine e cittadini. Ostinandosi a riproporre il loro statuto perpetuano contradditorie disuguaglianze.

Consideriamo le cifre (marzo 2006) per il comune di Brusio (1226 abitanti; 919 aventi diritto di voto) e per il comune di Poschiavo (3491 abitanti; 2616 aventi diritto di voto). Basiamoci per ipotesi sui costi accennati l’anno scorso dalla RVP. Se l’amministrazione generale della RVP costasse ai due comuni 300’000 franchi all’anno, Brusio dovrebbe pagare 77’973 franchi (26%), Poschiavo 222’026 franchi (74%). Gli abitanti a nord di Miralago assumerebbero 3/4 del costo. Tutto il contrario quando si tratta di votare su proposte importanti per l’avvenire della RVP: 1309 (e persino tutti i 2616) voti favorevoli degli aventi diritto di voto a nord di Miralago non gioverebbero niente se la proposta non fosse del gusto di 462 voti di aventi diritto di voto a sud di Miralago. Come spianare queste disuguaglianze? Due possibilità:

  • La più logica e promettente sarebbe di costituirci la nostra Corporazione davvero regionale e democratica: il voto di ogni abitante ha lo stesso peso, ognuno paga la stessa percentuale d’imposte regionali, le proposte sono decise regionalmente dalla maggioranza popolare.
  • Se però il drappello «ostruzionista» vuole fabbricarsi la sua Corporazione bi-comunale, lo faccia in tutta conseguenza mettendo i due comuni su piede di completa uguaglianza: entrambi sono alla pari nelle decisioni, un comune pesa esattamente quanto l’altro (poco importa il numero di abitanti), ciascuno assume esattamente la metà dei costi.

Ciò che ripropone il loro statuto immutato è disgraziatamente una soluzione ibrida che privilegia all’estremo la minoranza e lede la maggioranza nei suoi legittimi diritti democratici. Non augura niente di piacevole per il futuro della nostra regione… Il loro statuto, bocciato in marzo 2006 e purtroppo riproposto immutato, non è affatto più accettabile in marzo 2007!

Redatto da Dino Beti di Panìsc – dino.beti@bluewin.ch