Concerto dell’Orchestra della Svizzera italiana

0
0

Concerto dell’Orchestra della Svizzera italiana

L’Orchestra della Svizzera italiana farà  tappa, sabato 16 agosto 2008, a Poschiavo. Sotto la direzione del maestro svizzero-ungherese Marc Kissoczy si potranno ascoltare le musiche di Gion Antoni Derungs (concerto per orchestra d’archi, op. 73), Franz Joseph Haydn (concerto per violoncello e orchestra in do maggiore), Felix Mendelssohn (”Le Ebridi» – la grotta di Fingal, ouverture da concerto, op. 26) e, in prima assoluta, il brano ”Pennellate» di Peter Cadisch. A quest’ultimo abbiamo chiesto di presentarci brevemente la sua nuova composizione.

«Il punto di partenza per la composizione è l’idea di una pennellata. Questa idea ha ispirato la mia immaginazione musicale e ha dato vita alla composizione» – spiega Peter Cadisch, compositore che per diverso tempo ha vissuto in Engadina e in Bregaglia e che oggi divide la propria attività tra Coira, Zurigo e la scena musicale internazionale.
La creazione – o prima esecuzione – di un’opera musicale è sempre un passaggio delicato, un momento di grande apertura in cui il pubblico si confronta con l’inudito, con lo sconosciuto. A maggior ragione se l’opera in questione è un’opera di «musica contemporanea colta». Il pubblico si trova a vivere un’esperienza totalmente nuova.
Diventano così molto utili le parole d’introduzione del compositore, perché possono creare un contesto concettuale in cui accogliere più agevolmente i suoni nuovi.
È perciò senz’altro utile sapere – come già il titolo Pennellate suggerisce – che la nuova composizione di Cadisch ha a che fare con il mondo della pittura, e più precisamente con l’arte di Mark Rothko. «Dei suoi quadri mi piace il fatto che comunicano una forte impressione spaziale, non solo lineare ma anche di profondità. E il gesto della pennellata ha un ruolo centrale nell’evocare questa dimensione spaziale; soprattutto nel rapporto tra le lunghissime pennellate, riconoscibili a metri di distanza e quelle più piccole e puntuali che si scoprono solo andando vicino al quadro». Un equilibrio di parti che è molto simile a quello dell’orchestra sinfonica, che da lontano sembra un tutt’uno quasi granitico e indivisibile ma avvicinandosi rivela i piccoli punti costituiti dalle individualità degli strumenti.
In Cadisch la relazione tra musica e quadro non è di tipo descrittivo, non è un’esplicazione che i suoni danno dei colori; anche perché questo risultato sarebbe irraggiungibile data la fondamentale differenza delle due materie artistiche. L’obiettivo della composizione è piuttosto quello di «dipingere un quadro musicale astratto, di rielaborare in musica l’atmosfera sprigionata dalle opere del pittore statunitense». La definizione di un’atmosfera, dunque, di uno stato emotivo fatto di tranquillità interiore, quasi religiosa, è il fine che si è posto Peter Cadisch.
E per ottenerlo farà affidamento sull’Orchestra della Svizzera italiana (con cui ha già proficuamente lavorato nel 2006 per il brano Omaggio a Mozart) e sul direttore svizzero-ungherese Marc Kissoczy, che proprio nell’interpretazione del repertorio contemporaneo vanta una solidissima esperienza, avendo studiato con Pierre Boulez ed avendo diretto l’Ensemble Intercontemporain di Parigi.

Il concerto prevede inoltre un’altra pagina di un autore grigionese, il Concerto per orchestra d’archi di Gion Antoni Derungs, così come il Concerto per violoncello e orchestra in do maggiore di Joseph Haydn (affidato a Christian Poltéra, uno dei più celebrati giovani solisti svizzeri). Si concluderà con l’ouverture da concerto Le Ebridi di Felix Mendelssohn.

L’appuntamento è dunque per sabato 16 agosto 2008, alle ore 17.30, presso la Chiesa evangelica di Poschiavo. Il prezzo di entrata è di 20.-CHF (13.-euro). Non è prevista una prevendita.

Per il prezioso sostegno si ringraziano il Cantone dei Grigioni, promozione della cultura, il Comune di Poschiavo e lo sponsor Rätia Energie.

Si ricorda inoltre che lo stesso concerto avrà luogo, venerdì 15 agosto, a Bondo (Val Bregaglia), presso la locale Sala polivalente.

Redatto da Nicola Zala, operatore culturale PGI Valposchiavo – nicola.zala@pgi.ch