Un osservatorio economico a disposizione di pubblico e privato

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Un osservatorio economico a disposizione di pubblico e privato

La Regione Valposchiavo si ripropone ai cittadini con una scheda informativa sullo stato di avanzamento dei vari progetti in corso e le motivazioni che hanno indotto a determinate scelte.

Osservatorio economico

Gli studi sviluppati dall’Istituto di ricerca svizzero EMPA, in collaborazione con l’istituto italiano CNR-IENI, hanno dimostrato la fattibilità tecnica del progetto e hanno quantificato una dispersione di energia elettrica per un valore annuo medio pari a ca. 40-45’000.- Fr.

I quantitativi citati non sono rilevanti in sé, tuttavia, in prospettiva, il progetto servirebbe a testare, in condizioni di reale utilizzo, soluzioni capaci di recuperare energia che non potrebbe essere sfruttata altrimenti. Tutto ciò utilizzando l’energia elettrica in esubero per produrre idrogeno attraverso un processo chiamato elettrolisi, che, in sintesi, divide l’acqua nei suoi elementi base: l’ossigeno e, appunto, l’idrogeno. Quest’ultimo è un gas con una straordinaria particolarità; bruciando non produce CO2, bensì nuovamente acqua in combinazione con l’ossigeno presente nell’aria, quindi, se applicato su larga scala, potrebbe contribuire ad attenuare le conseguenze del fenomeno conosciuto come effetto serra.

Il progetto Rh2B si proponeva in origine di inaugurare un impianto prototipo per la produzione di idrogeno, da utilizzare per il trasporto pubblico locale a partire dal 2010 per ricordare il centenario della tratta del Bernina. Alcuni fattori hanno indotto la Regione Valposchiavo, in accordo con la direzione della Ferrovia retica, a sospendere momentaneamente il progetto per i seguenti motivi:

  • Con l’entrata in funzione dei nuovi elettrotreni, a partire dal 2010, potrebbero modificarsi sensibilmente i quantitativi di energia recuperabile. Si valuterà dunque la situazione dopo la sostituzione di tutti i vecchi locomotori con i nuovi elettrotreni;
  • Le tecnologie attuali per la produzione di idrogeno richiedono un flusso costante di energia elettrica; considerato che quella recuperabile lungo la tratta del Bernina si verifica in modo irregolare, andrebbe previsto un sistema di accumulo con grosse batterie al piombo, operazione non particolarmente innovativa e difficilmente sostenibile da un punto di vista ambientale.

La Regione Valposchiavo mantiene costanti rapporti con gli istituti di ricerca citati in precedenza, che stanno verificando la possibilità di sviluppare soluzioni innovative in grado di evitare il sistema intermedio di accumulo con batterie al piombo.

Per concludere si ricorda quanto sia importante, a prescindere dall’esito finale del presente progetto, dare il giusto peso alle tecnologie legate all’idrogeno. Esso non è una fonte energetica, bensì un vettore energetico, presente in natura solo in combinazione con altri elementi e estraibile unicamente con l’apporto di energia. Suscita parecchio interesse perché non inquina; pertanto, se è vero che non potrà certo soddisfare la fame mondiale di energia, potrà comunque contribuire ad attenuare il problema dell’inquinamento dell’aria.


Nelle prossime settimane la Regione Valposchiavo informerà sugli altri progetti in via di sviluppo.

Redatto da Il Bernina – redazione@ilbernina.ch