Cambiamo rotta finchè siamo in tempo

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Cambiamo rotta finchè siamo in tempo

In politica… e in modo particolare prima degli appuntamenti elettorali sembra opportuno non toccare i temi salienti. Evidentemente nella logica abituale è preferibile non esporsi, evitare di pregiudicare la possibilità del sostegno trasversale. E a volte questo atteggiamento assecondante ha degli esiti favorevoli per i partiti o i movimenti minori, poiché viene ricompensato con i voti ceduti dalle formazioni politiche di maggiore spessore. In parte, questo modo di presentarsi interpreta le aspettative dell’opinione pubblica, la quale è magari propensa a privilegiare una simulata armonia piuttosto che il confronto o il dibattito sullo stato dell’amministrazione politica.

La riflessione critica ha altri obiettivi. Prende spunto da altre premesse, considerato che il costante sviluppo e miglioramento dello stato istituzionale dovrebbe rispecchiare le legittime aspettative della popolazione. Per restare al passo con i tempi è indispensabile quindi analizzare continuamente i risultati prodotti e intervenire, cambiando persino la rotta quando si profila la necessità. Questo modo di procedere nulla toglie ai meriti, che possono essere considerati utili per il Comune, ciononostante non può omettere di rilevare gli aspetti controproducenti o l’indifferenza verso i fondamentali principi legali. In sostanza, si tratta di stabilire le priorità politiche e istituzionali, eliminando le manifeste carenze strutturali, che influenzano direttamente l’efficacia delle attività politiche e amministrative.

L’efficienza del sistema politico deve essere garantita

L’alternativa è quella di restare in silenzio, lasciare correre e sperare che col tempo tutto si risolva. Ignorando che questa situazione non è accidentale, poiché l’attuale condizione istituzionale è legata alle alleanze politiche tessute nel corso delle ultime elezioni comunali. Ma se riteniamo che l’efficienza del sistema politico debba essere garantita, in questo caso è inevitabile discutere concretamente l’impostazione del Consiglio e dei dipartimenti. Nondimeno, un proseguimento lineare del ragionamento dovrebbe pure interessare la necessità d’evitare il cumulo delle cariche politiche, separando l’impegnativa attività comunale da quella cantonale. Le idee per conservare la possibilità d’estendere la carriera pubblica non mancano e porterebbero alla costituzione di una forma professionistica per le cariche del Podestà e magari anche dei Consiglieri. Le riserve nei confronti di un simile progetto sono legate al presupposto, che difficilmente si troveranno dei candidati idonei, disposti ad assumere una tale funzione nel rispetto dei criteri democratici. Pertanto, simili modelli non possono raffigurare il nostro obiettivo per il futuro, perché ci porterebbero direttamente nei fondali della politica italiana, dove domina l’immagine del ruolo politico piuttosto che le prestazioni concrete.

Tutti questi argomenti non hanno niente a che vedere con le ormai consumate ideologie politiche, le quali padroneggiano ancora nel campo cantonale e federale con risultati contestabili. Gli ultimi anni hanno presentato una realtà molto cruda per le regioni periferiche e anche il ceto medio non ne è uscito indenne, messo in disparte per privilegiare sfrontatamente gli interessi di pochi. Per fortuna nel contesto pratico comunale la rilevanza delle ideologie è marginale. Tuttavia, la questione degli interessi è sempre latente e proprio nell’ambito della prossima elezione cantonale la posizione, il radicamento dei candidati è un tema centrale. In questo senso, ha un’importanza sostanziale valutare la potenziale conflittualità, che emerge dal confronto fra le esigenze dei votanti di Poschiavo, le istruzioni dei partiti e gli interessi particolari dei singoli candidati.

POSCHIAVO VIVA si è formata, sostituendo definitivamente i precedenti movimenti, perché sussiste una solida convergenza sugli argomenti essenziali per il futuro di Poschiavo. La presenza di varie realtà personali e professionali dimostra l’interesse per il contesto pubblico, ma anche la volontà di contribuire attivamente a un processo interdisciplinare. In questo senso, proprio l’attenzione per l’ambiente e le nostre radici sociali e culturali rappresenta un importante punto di riferimento. E illustra fondamentalmente un’identità politica, che supera la statica circoscrizione ideologica. Tanto è vero che a Poschiavo non occorre una politica impostata su poche briciole rimaste dagli ideali ottocenteschi: le contingenze odierne richiedono analisi fondate e idee concrete.

Allo scopo di attuare questi obiettivi POSCHIAVO VIVA propone i seguenti candidati:

ELEZIONI DI CIRCOLO

Gran Consiglio

  • principale: Bruno Raselli
  • supplente: Franco Vassella

ELEZIONI REGIONE VALPOSCHIAVO

Presidente:

  • Cassiano Luminati

Direzione regionale

  • Sergio Gurini

Parlamento regionale

Principali:

  • Thomas Compagnoni
  • Arno Dorsa

Redatto da Comitato Poschiavo Viva – info@poschiavoviva.ch