Martin Schmid e le valli del Grigionitaliano

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L’intervista di Mirco Rosa all’Onorevole Schmid

Onorevole Schmid, da quasi nove anni Lei è membro del Governo cantonale, come valuta questa esperienza?

Positivamente in tutti i sensi. Sono grato al popolo del Canton Grigioni che mi ha dato la possibilità di far parte del Governo. Quando sono stato eletto, malgrado fossi stato membro del parlamento per diverse legislature, avevo solo 32 anni e perciò, ancor di più dovevo dimostrare di essere all’altezza del compito affidatomi. Sentivo forte questa responsabilità e ho cercato di far del mio meglio.

Non ne dubitiamo, ma sicuramente non tutto è andato sempre e solo bene; non ci sono stati momenti dove ha rimpianto di non aver continuato a fare l’avvocato specializzato in economia e fisco?

Vede, quando nasce un problema o quando si perde una votazione che si considerava importante, non c’è tempo per recriminare e tutti i sensi sono focalizzati alla ricerca delle possibili soluzioni, alla valutazione delle varianti possibili… No, non ho mai dubitato che la politica fosse il posto dove volevo essere.

Per tornare brevemente alla prima domanda: questo incarico mi ha dato moltissimo e mi ha permesso di conoscere tante persone che mi hanno arricchito. Qui non penso solo alle colleghe ed ai colleghi: nell’amministrazione cantonale ma anche nei nostri Comuni ho conosciuto gente in gamba che mi ha dato la possibilità di imparare molto da loro.

Prima di diventare Consigliere di Stato forse conosceva poco le vallate e i comuni del Grigioni Italiano, nevvero? E cosa ci dice oggi, cosa pensa di noi?

Una delle cose più importanti che ho imparato in questi anni è sicuramente a resistere alla tendenza di generalizzare. Difatti non si può parlare del Grigioni Italiano senza prendere atto che, al di là della magnifica lingua che le unisce, le vallate del Grigioni Italiano non possono essere trattate e discusse come se fossero un’unità e come se possibilità e problemi fossero comparabili.

Quali sono le differenze? E posso chiederle se capisce e parla la lingua di Dante?

Mi sembra di capire tutto e per parlarlo meglio ho seguito dei corsi di italiano. Per tornare alla questione di fondo: al di là delle evidenti differenze fra Comuni come, ad esempio Brusio e Mesocco, vanno constatate differenze essenziali: la Mesolcina, ma anche la Calanca hanno grazie alla vicinanza con i centri del Canton Ticino altre possibilità di sviluppo. Penso che turisticamente le possibilità siano intatte e grazie agli ampi spazi che potrebbero essere adibiti a zone industriali mi sembra che uno sviluppo positivo possa essere dietro l’angolo.

La Valle di Poschiavo, anche grazie alla Repower sta vivendo, economicamente parlando, un buon periodo che, se i grandi progetti verranno realizzati, dovrebbe durare. La fortuna di questa valle è data anche dalla Ferrovia Retica che ha un immenso valore turistico. Prendo atto che c’è la volontà di aprirsi al sud e penso e spero che i progetti volti a intensificare i contatti economici con la Valtellina e la Lombardia possano aver successo.

La valle del Grigioni Italiano che al momento mi sembra la più decisa a prendere in mano – come vallata – il proprio futuro è la Val Bregaglia. Le bregagliotte e i bregagliotti hanno deciso di far fronte tutti assieme alle sfide del futuro, fondando il Comune di Bregaglia. Questo Comune avrà più peso in tutte le discussioni e le possibilità di sviluppo non sono compromesse da discussioni fra piccole unità comunali. Mi sembra che sia un esempio da seguire.

Le valli del Grigioni Italiano sono però accumunate della loro posizione periferica. Si pensava che con le nuove tecnologie le distanze non avessero più importanza, ma non è stato così. Come giudica la situazione e il Cantone non potrebbe fare di più?

Ha ragione quando constata che internet ecc. non hanno portato alla riduzione delle distanze. Forse siamo stati ingenui pensando di poter delegare alle nuove tecnologie la soluzione dei problemi delle zone periferiche. Voglio però ricordare che alcuni pionieri , penso per esempio al gruppo de ilBernina, stanno avendo il meritato successo puntando sulle nuove tecnologie.

Il Cantone aveva, fino a pochi anni fa grosse difficoltà finanziarie, ora risolte anche grazie alla gestione oculata delle finanze. Ora ci sono le necessarie riserve finanziarie per superare le crisi che si intravvedono all’orizzonte e per lanciare grandi e piccoli progetti.

Concretamente?

Non tocca a me definire i progetti. Il mio credo politico, da liberale convinto, è che lo Stato debba dare a tutti la possibilità di svilupparsi in piena libertà, rispettando peraltro la libertà altrui. Per garantire questo sono necessari soldi da spendere nell’istruzione pubblica, mi piace parlare di investimenti nel futuro dei giovani. Poi lo Stato deve rimanere prevedibile, solido e garantire con la giustizia l’adempimento delle leggi da parte di tutti. Voglio mettere in rilievo che aiutare temporaneamente coloro che senza colpa sono in difficoltà , penso ai bambini, alle famiglie ecc., sia pure un compito dello Stato. Ma è chiaro che non si possono delegare allo Stato le soluzioni di tutti i problemi. La libera iniziativa dei privati – vero punto di forza di tutte le società evolute – deve essere favorita. Quando necessario lo Stato può agevolare le iniziative con contributi, ma solo dove questo sia previsto da una legge. Le buone idee non nascono grazie a dei contributi statali e se il progetto è valido i finanziamenti si trovano.

Essendo nato e cresciuto a Splügen, so cosa vuol dire vivere lontano dai centri e so che si deve lottare di più. Il Cantone sa e considera che trovare finanziamenti è più difficile se il progetto di sviluppo economico è lontano dai centri.

A fine anno, se eletto, come tutti si aspettano, Lei lascerà il Governo per rappresentare il Cantone come Consigliere agli Stati. Cosa vuole raggiungere a Berna?

Se eletto voglio difendere al meglio, assieme a Stefan Engler gli interessi del Cantone dei Grigioni nella Camera dei Cantoni. Mi rendo però conto che è un parlamento nazionale e che dunque ci sarà da lavorar sodo affinché questa nostra patria continui a restare un paese dove vale la pena di restare a vivere.

Penso di interpretare i nostri lettori se la ringrazio per quanto fatto e nell’augurarle buona fortuna per le sue prossime sfide politiche.

Intervista Mirco Rosa