Repower: “I nostri valori di base non cambieranno”

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“Difficile valutare conseguenze del voto”
La Svizzera dice SÌ all’iniziativa contro l’immigrazione di massa e l’Unione Europea congela i lavori per un accordo sul commercio dell’energia. IL BERNINA ha sentito Repower, per avere una sua opinione in merito al voto del 9 febbraio e alle sue possibili conseguenze.

Sul voto di domenica 9 febbraio e sulle sue possibili conseguenze Repower preferisce non rilasciare molti commenti. “Non sappiamo come questa iniziativa sarà elaborata in legge”, ci dice il responsabile stampa di Repower Werner Steinmann, che spiega: “Per questo non vogliamo rilasciare affermazioni o speculazioni al riguardo. La palla ora è in mano alla politica.”

Così per la multinazionale dell’energia è difficile dire se o quanto l’approvazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, e il conseguente congelamento da parte dell’Unione Europea dei lavori per un accordo sul commercio dell’energia, allungheranno i tempi di realizzazione o metteranno addirittura in pericolo il progetto LagoBianco.

Il Lago Bianco, teatro di un importante progetto di Repower, che intende realizzare una centrale con sistema di pompaggio (foto di Federica Murbach).

 

Di una cosa Repower è però certa: “I nostri valori di base che abbiamo sempre comunicato non cambieranno. Anche in futuro manterremo le nostre radici grigionesi.” Uno spostamento della sede di Poschiavo sembra dunque scongiurato.

Infine la figlia delle Forze Motrici Brusio sottolinea che, in qualità di azienda internazionale, impiega personale di diversi paesi e che circa il 15% degli impiegati attivi in Svizzera è di nazionalità straniera. Così Repower: “La provenienza per noi non fa nessuna differenza, che contano sono le competenze delle persone.”

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