Rimarremo tutti in brache di tela senza il fotovoltaico?

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Resoconto e osservazioni sulla serata
Conferenza del 14 febbraio 2014, tenuta da Daniele Ganser presso La Tor: il possibile collasso delle riserve petrolifere e la svolta energetica.

Venerdì scorso mi sono recato per conto de IL BERNINA a La Tor per seguire una conferenza sulla transizione integrale dell’umanità alle fonti rinnovabili, un tema certamente molto attuale e dibattuto. L’evento è stato organizzato dall’APES (Associazione Poschiavina per l’Energia Solare) e dal Polo Poschiavo, grazie alla sponsorizzazione dell’Alta scuola per la tecnica e l’economia di Coira HTW (Hochschule für Technik und Wirtschaft – University of Applied Sciences).

Relatore è stato il Dr. Phil. Daniele Ganser (classe 1972), storico di professione, già docente presso l’Università di Basilea e dal 2011 direttore del SIPER – Institute for Peace and Energy Research che pure ha sede a Basilea.

Questo servizio per IL BERNINA non è un semplice condensato della presentazione di Ganser. Oltre a riferire sui concetti principali esposti organicamente dallo studioso, mi permetto qualche puntualizzazione. Credo infatti che quello trattato da Ganser sia un campo complesso dove l’incertezza, gli interessi e persino l’integralismo possono contrapporsi, confondendo le carte in tavola.

Ho impostato il servizio in 17 punti consequenziali che, con qualche inevitabile rinuncia alla comprensione del tutto, possono essere consultati in modo abbastanza indipendente; ciascuno richiede un paio di minuti per essere letto. Alla fine (punto 18) ho aggiunto una ricapitolazione molto sintetica che per chi ha fretta è senz’altro lo scritto di elezione.


UN ASSAGGIO

A La Tor ho fatto presente a Ganser le mie riserve sulle illazioni relative agli (indiscutibili) interessi petroliferi di cui si fa portavoce il SIPER. Tra l’altro, trovo un peccato che la prima parte della serata, così circostanziata e razionale, sia stata fatta seguire da una serie di allusioni a intrighi. Lo studioso basilese mi ha risposto che una parte del suo pubblico reagisce come ho fatto io, ma un’altra parte si lascia trascinare dai sospetti e si fa prendere ancora di più dall’idiosincrasia verso le risorse di greggio.

La risposta è intellettualmente onesta, ma mi pare che lasci trapelare un atteggiamento un po’ strumentale. Che il fine giustifichi i mezzi è un’opinione classica di molti attivisti. In effetti, Ganser non ha avuto la minima esitazione a riferirmi ch’egli si pone effettivamente anche come attivista. Questo mio giudizio di semplice astante presso La Tor può forse apparire ingeneroso. Non vorrei però essere frainteso. Non ho difficoltà a riconoscere che senza alcuni attivisti il mondo sarebbe un luogo peggiore. Secondo me Ganser è un attivista di quelli ‘buoni’, ossia che svolgono un lavoro per cui hanno passione e che arricchiscono con contributi competenti.

Tra l’altro, Ganser è il primo ad ammettere pacatamente che i dubbi sulla guerra in Iraq (o altro) sono appunto dubbi, cioè che non siano disponibili sufficienti informazioni per capire fino in fondo come l’interesse per il petrolio vi abbia giocato un ruolo, tantomeno per muovere precise accuse. Ganser avverte però che se, ad esempio, non si parla dell’11 settembre in modo critico non significa che si lascia la questione aperta, ma, al contrario, che si finisce per accettare la versione ufficiale dei fatti. Gli storici, spiega, hanno sempre il dovere di porsi domande sulla verità propugnata dai governi.

Ganser ha parlato di ‘energia interna’. Non si tratta di una variabile di stato termodinamica, ma di un moto d’animo. L’aspetto non prettamente razionale della sua esposizione è appunto mirato a stimolare l’energia interna. Quest’ultima è intesa come una progressiva coalescenza di pensieri, che parte da piccoli gruppi e che conduce alla fine a una più elevata consapevolezza collettiva sui rischi del nostro modello di vita greggio-dipendente e, come sottolinea Ganser, contraddistinto da un elevato tasso di suicidi.

Non conoscevo il SIPER, non ne condivido alcune considerazioni, non sono più preoccupato della nostra dipendenza dal petrolio di quanto non lo fossi già prima della conferenza, ma terrò d’occhio questo istituto indipendente che reca molte informazioni; informazioni che sono utili al pubblico, ma anche in qualità di azione di controllo su certi potentati e portatori d’interesse. Per finire, Daniele Ganser è una persona piacevole e simpatica e questo ovviamente non guasta. Ho conosciuto sostenitori delle energie alternative che hanno ben altri modi e ben minori spessori.


INDICE

  1. Il SIPER e il Dr. Phil. Daniele Ganser
  2. Il vorace consumo di petrolio
  3. Il possibile declino dei giacimenti petroliferi
  4. Le nuove rinnovabili per non rimanere a secco
  5. Il Peak Oil non va estremizzato
  6. Il Peak Oil non indica necessariamente un esaurimento
  7. Il costo della svolta energetica in Germania
  8. Gli incentivi sono più sostanziosi per le rinnovabili
  9. I costi nascosti del fotovoltaico
  10. Le grandi centrali fotovoltaiche creano problemi geopolitici
  11. Un’applicazione distribuita potrebbe premiare il fotovoltaico
  12. Le risorse fossili non convenzionali
  13. La rivoluzione dello shale gas
  14. Lo shale gas meglio delle rinnovabili?
  15. I costi della sicurezza
  16. La trappola delle illazioni
  17. L’energia interna dell’essere umano
  18. Sunto per punti

 

Roberto Weitnauer