La conoscenza del tedesco è fondamentale

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Carriera professionale e tedesco
Siamo lieti di potervi comunicare che i dati raccolti (in modo anonimo) tramite l’inchiesta sulle pagine dei giornali online www.ilbernina.ch e www.ilgrigione.ch ci permettono di inquadrare la situazione relativa al tema: Carriera professionale e tedescoLa situazione dei valposchiavini.

Qual è il verdetto dei numeri? Vediamo.

Alla prima domanda del sondaggio, Secondo te, quanto incide la conoscenza della lingua tedesca per una persona della nostra valle per accedere e avere successo nel mercato del lavoro svizzero?, unicamente il 4% degli interpellati è del parere che il tedesco incida solo in parte (o poco), mentre per il 96% la conoscenza del tedesco è un’esigenza di prim’ordine (82% molto, 14% in buona parte).

La stessa domanda, focalizzata questa volta sul mercato interno della Valposchiavo, fornisce i seguenti risultati: il 19% ritiene che il tedesco incida solo in parte, rispettivamente poco; l’81% lo considera invece un’esigenza (36,5% molto, 44.5% in buona parte).

Un dato interessante è l’evidente tendenza ad attribuire maggiore importanza al tedesco (anche per chi rimane in valle) da parte di chi è in età più avanza. Nell’interpolazione dei dati del sottogruppo “giovani” a quello “anziani”, l’importanza attribuita alla lingua tedesca aumenta in modo lineare nella misura del 17%.

Questo dato lascia presumere che le conoscenze acquisite negli anni si consolidino. Esiste dunque nelle famiglie un potenziale di memoria storica da usare ulteriormente a favore di chi ci segue? Sfruttiamo sufficientemente in seno alle famiglie questa consapevolezza acquisita nel corso dei decenni?


La terza domanda chiede di Mettere in ordine d’importanza per l’acquisizione del tedesco i seguenti fattori: la scuola, l’insegnante, l’impegno personale e la famiglia.

L’aggregato di tutte le opinioni evidenzia solamente che chi pone al primo posto “la scuola”, mette in successione l’impegno personale e quello della famiglia.

Coloro che ritengono come elemento cardine “il maestro”, valutano importante anche la scuola come istituzione nonché l’impegno personale, ma meno la famiglia. Chi considera “l’impegno personale” come fattore determinante, ritiene importante l’insegnante e la scuola e, in misura minore, la famiglia. E, infine, chi vede nella “famiglia” l’elemento basilare, considera gli altri fattori in modo percentualmente equilibrato.

Da una visione complessiva dei dati non emerge quindi un elemento ritenuto prioritario da una solida maggioranza degli intervistati.

Diverso si presenta però il quadro in base all’analisi effettuata sulla scorta della formazione seguita (tirocinio, maturità, formazione professionale superiore, università professionale, università o politecnico): l’attenzione ai punti di riferimento si focalizza in modo diverso. Non esiste comunque la ricetta valida per tutti, ma solo soluzioni differenziate. I punti fermi rimangono “l’impegno personale” (legato alle capacità in cui ci si riconosce e all’autostima) e il clima emanato dalla famiglia.


Il quarto elemento dell’inchiesta, utilizzando i predicati “poco”, “in parte”, “in buona parte”, “molto” e “non saprei”, mira a dare una risposta alla domanda Siamo sulla strada giusta negli ambiti “scuola”, “datori di lavoro”,” impegno personale” e “famiglia”?

L’aggregato di tutte le risposte mostra la famosa “campana” della distribuzione statistica. “La scuola” riscuote un valore del 30% “in parte”, del 44% “in buona parte” e del 14% “molto”; i “datori di lavoro” 38% “in parte”, 31% “in buona parte” e 7% “molto”. “L’impegno personale” raccoglie il 58% di valutazioni positive (36% “in buona parte” e 22% “molto”); sulla base dello stesso criterio valutativo “la famiglia” si ferma al 41% (31% rispettivamente 10%).

I dati settoriali sono più complessi. Saranno dunque i vari gruppi d’interesse – ognuno nella propria ottica – a trarre le dovute considerazioni.

È da evidenziare il fatto che, dal punto di vista di chi non prosegue negli studi, le soluzioni e le premesse per imparare il tedesco sono recepite come suscettibili di miglioramento dai vari punti di osservazione: scuola, insegnanti, datori di lavoro e famiglia.


 

La quinta domanda del sondaggio Sei soddisfatto delle tue conoscenze del tedesco e di quanto hai potuto applicare nella tua occupazione? fa trasparire che il 24% degli intervistati è poco o solo parzialmente soddisfatto. La grande maggioranza si ritiene appagata (33% “in buona parte”, 43% “molto”). Chi ha seguito un tirocinio, come nella domanda precedente, si sente meno avvantaggiato. Quali soluzioni si prospettano?


L’ultima domanda apre il ventaglio su aspetti individuali: Se le tue conoscenze del tedesco ti hanno aperto le porte negli studi e/o nella professione, quali fra gli elementi seguenti sono stati importanti: La scelta della professione, L’impegno e il sostegno del datore di lavoro, Corsi o lezioni in immersione, Soggiorni linguistici, Mezzi in lingua tedesca, Altro?

Il fattore principale risulta la “scelta professionale”. Gli accademici e coloro che hanno frequentato una scuola universitaria professionale indicano quale elemento fondamentale la frequenza di corsi in modalità immersiva (vale a dire lezioni o corsi seguiti integralmente in lingua tedesca). I giovani (fino alla maturità) hanno fatto la stessa scelta. Conoscono e apprezzano questa via: che sia una strada da percorrere maggiormente?


Interessanti sono poi i numerosi spunti e suggerimenti personali; “Übung macht den Meister”, servizio civile in ambiente tedesco, conoscenze, relazioni umane, soggiorni linguistici, disponibilità a mettersi in gioco, attività culturali in ambiente tedescofono, vita reale sul campo, corsi privati, buona volontà, non aver paura a parlare, caparbietà, immersione, voglia d’imparare ecc.

Trecentoventicinque persone ci hanno fornito più di cinquemila risposte che ci permettono di addentrarci nel tema da diciannove diversi punti di vista.

Siamo convinti che ogni settore professionale interessato farà le proprie valutazioni e cercherà delle soluzioni consone e lungimiranti. La famiglia, la scuola, gli insegnanti, le aziende formatrici, i responsabili delle scuole professionali hanno ora la possibilità di approfondire la tematica sulla scorta dei risultati emersi dal sondaggio. Un fatto è però chiaro già fin d’ora, al di là di tutti gli sforzi dei genitori, della scuola, dei datori di lavoro: l’atteggiamento individuale e la volontà di fare sono e rimangono gli elementi cardine per il successo.

Per le famiglie, ricordiamo la serata informativa del 21 maggio ac., alle ore 20.00 all’Albergo La Romantica a Le Prese; interverranno relatori di spicco nell’ambito dell’educazione e dell’insegnamento.

 

Ci rallegra il fatto che molte persone si siano chinate sull’argomento e, grazie alle loro risposte, sia ora possibile approfondire questo tema. L’abbiamo fatto per coloro che ci seguiranno!

Grazie!

 

Daniele Misani                                                                     Roberto Nussio

Presidente Associazione Artigiani e Commercianti              Presidente PER