Tino Zanetti: tre agenzie non sono sostenibili

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Tino Zanetti, dal 2006 Presidente del CdA della BRVP

In seguito alla missiva diramata ai mezzi stampa e firmata da Rolando Crameri e Livio Mengotti (e altri 92 soci) relativa ad alcune scelte strategiche della banca Raiffeisen Valposchiavo contestate, proponiamo l’intervista a Tino Zanetti, presidente del Consiglio d’Amministrazione.

Presidente, nella lettera inviata ai mezzi di comunicazione il 28 aprile si accusa il Cda di non aver interpellato i soci in merito alla chiusura dell’agenzia di San Carlo e della sede di Li Curt. Avete agito nel modo corretto?
Prima di tutto è bene chiarire che le chiusure e le aperture di agenzie come pure l’acquisto, la costruzione e la trasformazione d’immobili per uso della Banca sono, sulla base dello Statuto, di competenza esclusiva del Consiglio d’amministrazione, il quale non può delegare questa competenza strategica ad un altro organo. Inoltre, giova precisare che la strategia della banca Raiffeisen Valposchiavo sottostà alle direttive di Raiffeisen Svizzera e dell’autorità di vigilanza (Finma).

La strategia strutturale 2020 del gruppo Raiffeisen, la terza banca Svizzera per fatturato, ha determinato un volume minimo di 600 milioni e una dimensione minima di unità di personale di 20 persone come parametro minimo per una banca Raiffeisen autonoma. Se una banca non adempie tali criteri, quest’ultima, per forza di cosa, deve fusionare con un’altra cooperativa Raiffeisen. Inoltre la strategia 2020 del gruppo Raiffeisen prevede una forte riduzione delle agenzie bancarie sul territorio, d’altronde è da anni che assistiamo a delle chiusure di agenzie Raiffeisen in tutta la Svizzera.

Sulla base di queste condizioni quadro le sfide per la banca Raiffeisen Valposchiavo non sono poche, valutando che abbiamo una somma di bilancio di 307 milioni e 10 unità di personale. Inoltre, bisogna rilevare che gestire sul territorio tre agenzie, sia a livello operativo che di sicurezza, non è più possibile: è necessario fare degli adeguamenti per rinforzare la nostra struttura ed essere conformi con la strategia 2020 del gruppo Raiffeisen.

Creare una nuova sede nel centro di Poschiavo ha la funzione di garantire ai nostri soci, anche in futuro, la presenza della banca Raiffeisen in valle e di conseguenza, il mantenimento di posti di lavoro in Valposchiavo.

I responsabili della missiva vi accusano poi di aver dato notizia delle chiusure “solo una settimana prima dell’assemblea”…
Premesso, come detto in precedenza, che le decisioni relative alle chiusure sono di competenza del Cda, riguardo a questa situazione siamo stati trasparenti nei confronti dell’assemblea: già nel 2016, infatti, si era segnalata la problematica della gestione di tre agenzie in valle sotto il profilo operativo e strategico. Va inoltre ricordato che i soci hanno ricevuto assieme con l’invito per l’assemblea generale un’informazione specifica circa la nuova sede rispettivamente le decisioni del Cda.

La realizzazione del progetto comporta un tempo di due anni e, fino a quel momento, le due agenzie rimarranno aperte. Aggiungo anche che le sfide della strategia del gruppo Raiffeisen, comunicata in modo dettagliato nell’assemblea dell’aprile 2016, erano già state discusse e valutate dal Cda del quadriennio precedente; anche, per esempio, l’ubicazione di una nuova struttura al Borgo.


Storia delle Banche Raiffeisen in Valposchiavo

1994 Fusione delle Banche di Prada e St. Antonio Banca Raiffeisen Li Curt
1997 Fusione con la Banca di Le Prese
1999 Fusione delle Banche di Li Curt e Brusio Banca Raiffeisen Valposchiavo
2006 Fusione con la Banca di San Carlo

 


Si tratta di scelte obbligate?
Se guardiamo l’andamento a lungo termine non ci sono dubbi. Nel 1988, in Svizzera, erano 1’223 le banche autonome, contro le 270 attuali. Nel Cantone dei Grigioni erano 104, contro le 9 di oggi; le agenzie sono attualmente 42, mentre una volta erano più di 100. Il compito del Cda e della Direzione, ora, è quello di preparare, per il prossimo futuro, un centro funzionale in grado di affrontare il prossimo passo, ovvero la fusione con la Banca Raiffeisen Engiadina Val Müstair. In questo caso, sì, la decisione definitiva spetterà all’assemblea.
Anche per me non è stata una scelta facile: abito fuori valle, ma mi sento attaccato alla Valposchiavo e a Prada, dove ci torno regolarmente.

Concludo dicendo che, se i firmatari della missiva, contrariamente alla stragrande maggioranza degli soci che hanno partecipato all’assemblea generale di quest’anno, non sono d’accordo con il Cda o il suo Presidente hanno la facoltà di proporre alla prossima assemblea generale un nuovo Cda.


Intervista a cura di Marco Travaglia

Caporedattore e membro della Direzione

2 COMMENTI

  1. Oramai sono ” quasi ” in pensione e mi ritiro con la mia dolce mogliettina al centro di Poschiavo, e per questo non mi cambia niente per la sede ..anzi meglio ancora..
    Abon sa vedè al Centrale..!!