Una vita fra le nuvole

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Fabrizio Balsarini, di Cavaione/Le Prese, classe 1988, di mestiere fa il pilota d’elicottero, realizzando così un sogno di tanti giovani: fare della propria passione un mestiere. Nell’immaginario collettivo fare il pilota è un mestiere privilegiato, di forti emozioni e magari pochi sforzi. Sappiamo che non è così, la concentrazione e la tensione alla quale è sottoposto il responsabile di un elicottero sono notevoli. «Il Bernina» ha incontrato Fabrizio durante un volo-regalo per la nostra testata, nella sua valle: l’alta Valle del Saiento (nei prossimi giorni pubblicheremo anche il video).

 

Fare il pilota è un po’ come un gioco? A parte la grande concentrazione, non sembra un lavoro di grandi sforzi..
La maggior parte delle persone s’immagina che pilotare un elicottero sia un vero e proprio spasso; devo ammettere che lo è, ma prima di ogni volo, anche un semplice volo panoramico da aeroporto ad aeroporto, bisogna prepararsi al meglio. La preparazione fisica e mentale, nonché sulla meteorologia e sulla sicurezza sono dei fattori indispensabili. Questa preparazione richiede molto tempo.

Come si fa a diventare pilota di elicotteri? Qual è il percorso formativo?
Innanzitutto si segue il corso di pilota privato di elicottero, corrispondente a 45 ore di volo (30 ore affiancato da un istruttore e 15 ore da solo), poi un corso teorico comprendente 8 materie aeronautiche ed alla fine bisogna superare un esame pratico di volo e uno teorico. Per poter poi esercitare la professione di pilota di elicottero è necessario completare il brevetto fino al livello di pilota commerciale, che si compone di 185 ore di volo, un altro esame finale pratico di pilotaggio e un corso teorico più approfondito su ogni materia con successivo esame scritto. In più, in Svizzera, per poter svolgere degli atterraggi sopra i 1’100 m di quota, l’Ufficio Federale dell’Aviazione Civile (UFAC) richiede un corso specifico di atterraggi in alta montagna con esame pratico.

Ci sono dei presupposti, fisici o mentali, per diventare pilota?
Per iscriversi al corso di pilota privato e commerciale, bisogna assolvere una giornata in un centro aeronautico riconosciuto, dove si svolgono dei test fisici e mentali. Il presupposto per il volo è il superamento di tutti questi test con conseguente decisione finale da parte degli psicologi e dei medici. Ad esito positivo si riceve una “licenza medica”, che si deve rinnovare annualmente presso un medico specializzato.

Durante il tuo tirocinio, non hai mai pensato di mollare tutto e di occuparti di un lavoro “normale”?
Per fortuna no. Ho imparato alla scuola per ufficiali, durante il mio servizio militare, che l’obiettivo è la cosa più importante per svolgere qualsiasi tipo di attività: se mi metto in testa qualcosa, cerco di raggiungerla a tutti i costi!

Quando hai deciso di fare questo mestiere?
Diventare pilota è il sogno di ogni bambino, il cosiddetto “Bubentraum”. Dopo la maturità e il servizio militare, dovendo scegliere se proseguire con gli studi o realizzare il mio sogno nel cassetto, ho scelto la seconda opzione e ne sono tuttora soddisfatto.

Volare, per i comuni mortali, significa pericolo. Come vivi questa particolare situazione lavorativa fra le nuvole?
Sono dell’idea che il pericolo c’è ovunque, sia in aria che in terra. Perché dovrebbe essere pericoloso? Fra le nuvole non vi è il traffico che abbiamo come su una strada. Volare mi fa sentire libero e questa libertà mi fa sentire l’uomo più sicuro al mondo in quel momento!

Una nota trasmissione televisiva a puntate, che parlava di elicotteri, recitava nel titolo «Il pericolo è il mio mestiere». Non ti è mai capitato di avere paura?
È una paura collegata ad un grande rispetto, quindi una paura positiva. Ci sono già state delle situazioni particolari, non le definirei proprio di paura, ma di famosa “ghetìna in dal stombic” che ti aiuta a prendere la decisione giusta al momento opportuno.

Quali sono i voli che prediligi?
A me piace qualsiasi tipo di volo, dal volo panoramico allo “Heliski“… ma volare nella “mia valle” è sempre un’emozione fortissima.

Pensi di fare ancora a lungo il pilota di elicottero? Hai altri sogni nel cassetto?
Più che pensarlo, lo spero. Spero di rimanere in salute, in modo da poter esercitare questa professione fino al pensionamento, l’appoggio dei miei famigliari e degli amici non mi manca. Sogni nel cassetto? Certo, uno c’è; ma teniamo ancora chiuso il cassetto al momento.


A cura di Bruno Raselli

Membro della Direzione e presidente del comitato de Il Bernina

3 COMMENTI

  1. Bravo Fabri! Ricordo che già in terza classe dicevi di voler fare il pilota…complimenti, hai raggiunto l’obiettivo! Sei sempre stato coraggioso e temerario…continua così! Auguri per il futuro e…in bocca al lupo!!!