Il federalismo è per sempre?

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Immagine da: www.parlament.ch

E’ un appuntamento triennale, istituito nel 2002 in occasione della Conferenza Internazionale sul federalismo di San Gallo, voluto dai Cantoni, dal Consiglio Federale e dal Consiglio degli Stati; sono certa che qualcuno di voi ha già capito: si tratta delle Conferenze nazionali sul federalismo, giunte quest’anno alla quinta edizione.

 

A Montreux i confederati ne discutono in occasione della Quinta Conferenza nazionale sul federalismo

Un appuntamento davvero speciale che, mi permetto di suggerirlo, un cittadino svizzero (e non solo) dovrebbe seguire almeno una volta nella vita. Ho avuto l’onore e il previlegio di parteciparvi nel 2011, a Mendrisio, terza edizione della Conferenza. In quegli anni l’Italia era nel pieno del dibattito federalista; erano state varate le prime riforme per un federalismo cosiddetto fiscale che poi la storia turbolenta di quell’anno travolse. Ospite della Conferenza fu Regione Lombardia; furono due giorni di dibattiti serrati sui confini interni della Confederazione, tavole rotonde e incontri tematici per approfondire le scelte strategiche di Cantoni e Comuni (all’epoca era in fase di attuazione la grande trasformazione del Canton Glarona, con uno dei più vasti accorpamenti comunali che ricordi la storia svizzera contemporanea).

Mi colpirono la concretezza degli interventi, il formalismo ridotto ai minimi termini, la sobrietà e l’essenzialità dei lavori; emerse con chiarezza un tratto dominante del federalismo elvetico, la concorrenza di buone pratiche e soluzioni che ha trasformato la Confederazione nel Paese più competitivo al mondo da molti anni a questa parte. C’era tutta la Svizzera italiana in quella due giorni dedicata al territorio confederato; non mancò neppure Poschiavo, con il nostro podestà invitato in una delle tavole rotonde conclusive.

Quest’anno, a fine ottobre, a Montreux, i “confederati” sono tornati a riunirsi per la Quinta Conferenza; non ho potuto partecipare ma dal lontano 2011 non ho perso l’abitudine di seguire i lavori via web e di scaricare i documenti (www.federalismo2017.ch); stimolante il tema scelto: “la Svizzera sarà ancora federalista tra cinquanta anni?”. Un segnale forte che racconta di un Paese così maturo da interrogarsi senza timori e reticenze sul proprio futuro, in un’ottica intergenerazionale; un interrogativo che è sintesi del pragmatismo elvetico, elemento fondante del federalismo, strumento di governo che evolve con i tempi e il popolo, in sintonia con le rinnovate esigenze. Un interrogativo che racconta di un Paese che non teme le risposte e che cerca proattivamente il proprio futuro. Tuttavia le analisi condotte tra i cittadini hanno messo in luce che c’è bisogno di rafforzare la comprensione del federalismo; vantaggi, specificità, punti di forza e vulnerabilità sono conosciuti spesso con superficialità; in un Paese federalista, in cui il Popolo governa grazie alla democrazia diretta, i cittadini informati sono il primo baluardo di libertà e partecipazione.

Ebbene, come mette in luce la Dichiarazione finale di Montreux, “i risultati del sondaggio realizzato in previsione della quinta conferenza nazionale testimoniano la mancanza di consapevolezza, confermata da uno scarso attaccamento a questo tipo di governo. Sembra che ampie fette della popolazione ignorino ciò che il federalismo significhi effettivamente per il nostro Paese. Questo vale specialmente per i più giovani, benché il futuro della Svizzera appartenga proprio a loro.” A fronte di questa situazione, i lavori di Montreux però hanno messo in luce i punti forti del federalismo più antico e longevo del mondo; come ha osservato nella prolusione d’apertura Pascal Broulis, Consigliere di Stato del Canton Vaud, Capo del dipartimento delle finanze e delle relazioni estere, il federalismo elvetico è un modello istituzionale che esige molto dai propri cittadini, ma è capace per contro di offrire resilienza e grande capacità di adattamento, permettendo a popoli diversi di coesistere, accettando le reciproche diversità.

Come ha sottolineato “Le sujet est d’ailleurs d’une actualité brûlante. Songeons à l’Espagne avec la Catalogne, à L’Italie avec la Vénétie et la Lombardie, à la Grande-Bretagne avec l’Ecosse… Autant de territoires où l’on entend soupirer après une organisation fédéraliste. “ Negli anni Sessanta Denis de Rougemont scrisse che è tempo di spiegare al mondo la Svizzera autentica, quella della “pratica federalista”, in cui risiedono passato e futuro non solo della Confederazione ma anche dell’avvenire dell’Europa. Parole più che mai attuali che potrebbero trasformare il destino di un continente smarrito, alla ricerca di un’identità perduta.


Chiara Maria Battistoni