Ufficio postale Brusio, chiesta soluzione di partenariato

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Sul finire dell’Assemblea ordinaria di domenica scorsa del comune in bassa Valposchiavo, di cui abbiamo ampiamente riferito in un precedente articolo, al punto “Domande e varia” le discussioni si sono un po’ ravvivate a seguito di alcuni interventi.

Il primo a prendere la parola è stato Delio Iseppi, che ha chiesto lumi sulla pianificazione territoriale del Cantone nel comune di Brusio, un tema di cui si era discusso alcuni anni fa. A questa domanda ha risposto direttamente il granconsigliere Dario Monigatti, affermando che la strategia immobiliare del Cantone sta puntando ad una concentrazione dei servizi in centri regionali. Nel caso della Valposchiavo ciò riguarda purtroppo solo il territorio del Comune di Poschiavo.

Gli ha fatto eco il sindaco Arturo Plozza asserendo che, ad ogni buona occasione presentatasi, avrebbe sempre reso attenti i responsabili del Cantone del fatto che la Valposchiavo non terminasse a Miralago. A titolo di informazione egli ha poi dichiarato che anche la struttura della ex scuola di Campocologno sarebbe potuta rientrare negli obiettivi della nuova pianificazione cantonale. A proposito del futuro di questo immobile il sindaco non ha voluto fare ulteriori dichiarazioni, ma ha fatto intendere che attualmente vi sarebbero delle trattative in corso per un diverso o maggiore utilizzo.

Un secondo dibattito è stato infine animato dall’avvocato Plinio Pianta, il quale ha stigmatizzato il comportamento poco reattivo da parte delle autorità comunali nella trattativa relativa al futuro dell’ufficio postale di Brusio. Citando l’esempio di un paese del Canton Uri, ribellatosi apparentemente con successo alla decisione di smantellare l’ufficio postale, egli ha poi sottolineato che la direzione della Posta indicherebbe una distanza massima fra domicilio e ufficio postale pari a 20 minuti percorribili con mezzi pubblici. Una distanza temporale che, nel caso dovesse scomparire la posta di Brusio, non sarebbe più garantita ai cittadini del comune.

A chiarire la questione è quindi intervenuta la consigliera comunale Michela Cazzaniga, la quale ha gestito le trattative con la Posta assieme al sindaco. La consigliera ha dichiarato che di fronte ad argomenti quali, ad esempio, la distanza massima percorribile, i dirigenti della Posta avrebbero controbattuto che, grazie all’introduzione di servizi innovativi, la distanza domicilio-ufficio postale non sarebbe più un criterio valido.

Il sindaco ha poi informato l’Assemblea che il Comune ha insistito affinché la Posta optasse per una soluzione di partenariato e, in data 20 ottobre 2017, ha inviato un’ultima missiva per avere dei chiarimenti, ma al momento non è ancora pervenuta alcuna risposta. A dimostrazione di come i tempi stiano cambiando, egli ha inoltre illustrato il clamoroso smantellamento dello storico ufficio postale di Coira presso il “Postplatz”, ribadendo che il Comune non dispone degli strumenti adatti a influenzare le strategie di un’azienda privata come la Posta, né tantomeno ha intenzione di combattere i mulini a vento alla don Chisciotte.


Achille Pola

1 COMMENTO

  1. Cosi d’istinto mi chiedo dove e’finito il lato combattivo dei politici e dei cittadini Brusiesi!?
    Un po’di tempo fa’mi ero chiesta,conosceranno gli adetti alla posta la geografia del comune di Brusio?
    Leggendo il giornale mi sembra proprio di no….la posta se e’vero con l’arroganza che si trova non ha ancora dato una risposta!!!Cosi si va’avanti e lo sportello in breve si chiudera’!
    Arroganti certi impiegati del cantone e della confederazione che quando hannno bisogno di voti e denaro conoscono la via che porta al “piccolo”comune di montagna!
    Ormai e’da’ anni che la valle di Poschiavo termina a Miralago!!!
    Vedendo come il tutto funziona forse sarebbe il caso di volgere uno sguardo a SUD e non a NORD!