AlterItà*: un saggio su alcune minoranze diversamente italiane

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Fonte: Wikipedia

Gabriele Paleari è uno studioso di origini milanesi che vive e lavora in Inghilterra. Nel 2009 ha ricevuto dalla Nottingham Trent University – ateneo presso il quale insegna italiano da 18 anni – i fondi necessari a una ricerca etnografica sulle culture ʻitalianeʼ indigene di Istria, Dalmazia, Bocche di Cattaro e Grigioni italiano. Con questo lavoro, durato 8 anni, nel 2017 egli ha ottenuto un PhD in scienze culturali. Nel corso dello stesso anno ha presentato gli esiti dei suoi studi anche in alcune località della Svizzera italiana, dove gli è stato richiesto di pubblicare il suo lavoro in italiano. Grazie al sostegno di “SWISSLOS/Promozione della cultura – Cantone dei Grigioni” e di Repower, a febbraio del 2018 il libro «AlterItà» era già in stampa presso le Edizioni Dino e Fausto Isepponi di Poschiavo.

Nel suo saggio Paleari, pur gettando uno sguardo al passato per contestualizzare la storia delle regioni, ha usato un approccio metodologico interdisciplinare etnografico-letterario-fotografico svolgendo anche un lavoro di ricerca sul campo. Negli otto anni che lo hanno portato alla stesura della tesi egli ha vissuto per almeno due mesi in ciascuna delle aree oggetto d’indagine, e tramite l’osservazione partecipante, le interviste, la lettura di testi letterari e l’ascolto di trasmissioni radiofoniche ha focalizzato la sua disamina sulle vicende del XXI secolo, decidendo di “scavare” nella cultura ed evitando di soffermarsi sugli aspetti linguistici.

Nei primi capitoli del libro Paleari affronta temi quali nazione, confine, italianità, marginalità, legami, simboli e memoria dei luoghi da diverse prospettive, anticipando già nel primo capitolo il concetto di AlterItà a cui approda. Questo concetto esprimerebbe al meglio l’identità ʻitalianaʼ presente nelle aree geografiche esterne ai confini dello stato italiano da lui prese in esame nei capitoli successivi. La sua ricerca si contraddistingue per rigore scientifico e per il punto di osservazione sempre neutrale, mentre tutte le conclusioni a cui giunge si avvalgono di un’ampia bibliografia.

In alcune parti del libro – quando mette in discussione la funzione primaria della lingua quale elemento fondante di una cultura – Paleari può mettere in subbuglio l’animo dei lettori; in altre si potrebbe eccepire sul fatto che l’indagine si sia occupata troppo poco dell’opinione delle culture maggioritarie (appartenenti allo stato italiano, sloveno, croato, montenegrino e svizzero) confinanti o mescolate con queste culture minoritarie. Penso qui ad un’osservazione partecipante nell’area di Muggia, Tirano o St. Moritz, ad esempio. Ma le ricerche, si sa, devono porsi anche dei limiti.

Malgrado si tratti di una divulgazione scientifica, il linguaggio usato nel saggio è accessibile a tutti e presenta i tratti tipici dei testi dimostrativi, dove le argomentazioni vengono rielaborate a più riprese nei diversi capitoli. La tesi principale sostenuta da Gabriele Paleari si riassume molto bene in un’inferenza a cui giunge verso la fine del capitolo sul Grigioni italiano (pag. 310), dopo avere esaminato il caso mediatico scoppiato all’Expo 2015 di Milano in seguito alle ricette non ortodosse dei pizzoccheri, presentate nei padiglioni italiano e svizzero: “Se è ammissibile dire che ʻquando mangiamo gli spaghetti ingeriamo anche qualcosa di Danteʼ (Capatti & Montanari 1999: xx), allora sarebbe altrettanto accettabile asserire che, quando mangiamo pizzoccheri, assorbiamo anche qualcosa della cultura letteraria grigionitaliana”.

Per la novità metodologica, la consultazione di un numero ragguardevole di fonti e il coraggio di affrontare temi anche scomodi, come quelli sulle identità culturali e il nazionalismo (di qualsiasi bandiera esso sia), il saggio è di interesse e valore indiscutibili ed ha il pregio di mettere in luce alcuni aspetti della nostra cultura che – fatte le dovute distinzioni –, se confrontati alle altre culture ʻitalianeʼ autoctone d’Oltreadriatico, possono aprire nuovi orizzonti interpretativi.

L’autore si trova in questi giorni in Valposchiavo e in Valtellina per presentare il libro. Per chi fosse interessato, venerdì 1° giugno, alle ore 20.15, presso la biblio.ludo.teca in Via dal Cunvent a Poschiavo, l’autore dialogherà con il sottoscritto e sarà lieto di rispondere alle domande che il pubblico gli vorrà porre. Oltre che in quest’occasione il libro potrà essere acquistato presso la Tipografia Isepponi di Poschiavo e la libreria Il Mosaico di Tirano.

* AlterItà – Saggio sulle culture ʻitalianeʼ indigene di Istria, Dalmazia, Bocche di Cattaro e Grigioni italiano: vitalità, fragilità e legami. Edizioni Dino e Fausto Isepponi, Poschiavo – Svizzera (pp. 359)


Achille Pola