Nel segno della tenacia: un bilancio della Vuelta di Badilatti

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Con l’odierna passerella verso Madrid si è conclusa l’avventura di Matteo Badilatti alla Vuelta a España. Il tempo finale nel quale il ciclista poschiavino ha percorso i 2908 km delle 18 tappe è di 76h 36′ 01” e la sua posizione finale è il 110° posto. La sua migliore prestazione è stato un 25° posto nella terza tappa.

Fino a qui la statistica. Rinchiudere però un’esperienza come quella di Badilatti nei numeri è però riduttivo e rischia per molti versi di essere fuorviante per diversi motivi. In primo luogo, la competizione a tappe è una delle più importanti al mondo (insieme al Giro d’Italia e al Tour de France) e anche delle più dure, perché vi si trovano i più quotati ciclisti professionisti al mondo.

Già all’inizio, per questo, ricordavamo come la partecipazione di Badilatti alla Vuelta fosse già di per sé una vittoria. La seconda vittoria del ciclista poschiavino è stato il portare a termine una corsa dura e sfiancante con condizioni avverse. Ciò che i numeri non raccontano, ad esempio, è che dopo una settimana di gara Matteo Badilatti ha sofferto di un virus gastrointestinale ma ha stretto i denti e non ha mai mollato (al contrario di altri partecipanti), dimostrando tenacia e cercando di onorare la maglia della sua squadra e la sua prima partecipazione a una grande corsa a tappe.

Siamo certi che questa occasione abbia avuto da un lato il merito di mettere in luce il carattere e la resistenza del poschiavino, dall’altro di costituire un’importante esperienza che, di sicuro, gli sarà utile in futuro per le sfide che lo attendono con la sua nuova e prestigiosa squadra, la Groupama-FDJ Cycling Team.