Silvia Hildesheimer – Giardini e interni di Poschiavo e Urbino

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Museo d’Arte Casa Console, Poschiavo, 19 dicembre 2020 – 31 ottobre 2021

Silvia Hildesheimer è vissuta a Poschiavo dal 1957 fino alla sua morte nel 2014. È nata come Silvia Dillmann a Monaco di Baviera nel 1917. Nel 1952 si unì in matrimonio con lo scrittore Wolfgang Hildesheimer ad Ambach presso il Lago di Starnberg, dove la coppia e le due figlie di Sivia, Inge e Christa, vissero fino nel 1953, prima di trasferirsi a Monaco. Nel 1957 la coppia si stabilì a Poschiavo, prima in Devon House in via dei Palazzi e dal 1961 in Casa Gay in via del Pozzo. Da qui fecero numerosi viaggi in vari paesi europei per letture e le riunioni del Gruppo 47. Dal 1968 al 1976 il casale Cal Masante a Trasanni di Urbino fu temporaneamente la loro seconda residenza; a Poschiavo un primo atelier fu costruito nel 1959 nel Runchett, un secondo nel 1980 vicino al fiume. I primi disegni di Silvia Hildesheimer sono stati realizzati nel 1964, i suoi primi dipinti nel 1967, gli ultimi attorno il 2000; Silvia Hildesheimer si è infine dedicata al lascito letterario e artistico del marito, morto nel 1991, e si è trasferita in Casa Anziani a Poschiavo nel 2005.

“Bondo, settembre 71” Una lettera del pittore Varlin a Wolfgang Hildesheimer si chiude con l’augurio “Il meglio per lei e per la sua cara moglie, la sensibile pittrice, anche da parte di Franca”. Il premio Nobel Günter Grass visitò Silvia Hildesheimer a Poschiavo nel gennaio 2003 e acquistò un suo acquerello del 1991;egli, un amico dei vecchi tempi, arrivò in treno e rimase entusiasta del viaggio sul passo del Bernina innevato.

La poetica dei soggetti di Silvia comprende singoli mobili, un letto, una sedia o un tavolo. Gli interni poschiavini mostrano scorci dell’appartamento al primo piano di Casa Gay e dell’atelier presso il Poschiavino. Sono stanze deserte con una sedia come protagonista della scena silenziosa. L’opera meno recente in mostra, un raro disegno realizzato in Italia nel 1968, raffigura un Letto a Cal Masante in una stanza disadorna. Il tema “letto” è ricco di potenzialità e di allusioni: è probabilmentepreso a prestito dallo strumentario poetico di Wolfgang Hildesheimer, nel cui monologo in prosa Tynset, pubblicato nel 1965, offre lo scenario di immaginarie non-azioni dell’insonne io narrante.

Il dipinto Inverno in Valtellina del 1982 mostra un gruppo di case a sinistra dell’Adda, “un punto dove, anche in realtà, il sole non arriva in inverno”, come scrive Wolfgang Hildesheimer nel testo del libro Bilder der Stille [Immagini del silenzio] dedicato alla pittrice, che l’editore Gerd Hatje di Stoccardapubblicò nel 1990. Le case sono probabilmente ormai sfigurate, “derubate del loro segreto, e il quadro è un ricordo di ciò che è scomparso”. Ciliegio in inverno del 1983 apre la vista dall’atelier verso sud, bloccata da muti edifici dall’aspetto severo, come era prima che Silvia facesse piantare degli alberi sul posto. Spazio di pensiero e rifugio nella malinconia, il quadro con un albero al centro, in un ben dosato accenno di tragedia e pathos, sembra offrire un segno di fragilità e inevitabile casualità delle circostanze dell’essere umano.

La Poschiavo di Silvia Hildesheimer è un luogo reale e al contempo sognato, fittizio. Oltre all’atemporalità che prevale nei suoi giardini dipinti con muri di cinta e cancelli per lo più chiusi, questi quadri sono di spiccata attualità: sembrano un silenzioso e allo stesso tempo urgente monito alle generazioni presenti a prendersene cura e conservarli per il futuro. Questi interni rivolti verso l’esterno estendono l’ambito domestico e mantengono la promessa, attenuata da disillusione, di un luogo di sicura tranquillità. Sono scene di pausa e decelerazione. Immagini accuratamente composte come Angolo del cortile del 1971 e Posto all’ombra del 1978 variano liberamente lo stesso non-soggetto: quest’ultimo ha il formato significativo di un quadrato perfetto – emblema delle avanguardie classiche – e affascina lo spettatore con una tendenza all’astrazione e al contrasto cromatico complementare di fogliame verdastro e giochi impressionistici rossastri di luci e ombre: la particolare densità deriva da una riduzione dell’attrattiva del soggetto a favore di valori puramente artistici.

Curata da Gian Casper Bott e coordinata da Guido Lardi, la mostra presenta una trentina di dipinti, acquerelli e disegni di Silvia Hildesheimer, opere risalenti agli anni dal 1968 al 1994, messi a disposizione dal Museo d’arte dei Grigioni a Coira, dalla PGI Centrale e da diverse collezioni private in Svizzera e in Italia.