Musica contemporanea tra Poschiavo e Tirano

    0
    303

    Giovedì 12 e sabato 14 gennaio i musicisti da camera contemporanea e di composizioni istantanee Mario Mariotti e Elia Moretti si esibiranno a Tirano e Poschiavo. In un’intervista esclusiva raccontano del proprio lavoro e del soggiorno in Valposchiavo.

    Mario Mariotti si specializza nel linguaggio musicale contemporaneo. Diplomato con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Trento e ottenuto il Master of Advanced Studies al Conservatorio di Lugano con Gabriele Cassone, ha collaborato con l’ensemble Sentieri Selvaggi di Milano, il FontanaMix Ensemble di Bologna e la Biennale Musica di Venezia. Ha partecipato alle registrazioni discografiche delle musiche di Karlheinz Stockhausen, Flavio Testi, Bruno Maderna, Gabrio Taglietti e Gianni Mimmo.

    Elia Moretti si dedica all’interdisciplinarità fra musica e arti performative. Diplomato in percussioni al Conservatorio Nicolini di Piacenza con Stefano Bagnoli e Umberto Petrin, dal 2007 collabora con diverse compagnie teatrali in Italia e all’estero. Attualmente è impegnato nella nuova produzione della Compagnia Divadlo Continuo in Republica Ceca. Scrive per la rivista italiana Musica Jazz.

    Come vi siete conosciuti e come mai avete deciso di lavorare insieme?
    Ci siamo incontrati nel 2011, eravamo entrambi parte di un progetto orchestrale diretto da Paolo Damiani e prodotto da Cremona Mondo Musica, l’importante fiera di strumenti musicali. L’elemento che ci interessava maggiormente era la combinazione di musica scritta e improvvisazione, oltre che il sincretismo estetico. Non sarà stato un caso che nello stesso periodo entrambi partecipassimo anche ai laboratori con il violoncellista Tristan Honsinger e il sassofonista Rob Brown. Così prendemmo la decisione di formare un ensemble cameristico in grado di mescolare i linguaggi, sia che fossero provenienti dagli Stati Uniti, dall’Europa del nord o dal Mediterraneo, eccetera.

    Che genere di musica proponete?
    Crediamo che il nostro linguaggio porti avanti una ricerca che si possa definire musica contemporanea. Purtroppo qui non abbiamo lo spazio per definire cosa sia l’arte contemporanea.
    Il duo è formato da tromba, flicorno, tromba piccola, percussioni, vibrafono e batteria. Una formazione, che pur non essendo scontata, ritrova le proprie radici nella musica del rinascimento. L’indagine sull’essenzialità strumentale ci ha permesso di aderire a un determinato materiale sonoro e di sviluppare una raffinata ricerca sul timbro, il parametro sonoro spesso poco considerato nella musica occidentale.

    Quali sono le tecniche e il metodo di lavoro per questo tipo di musica?
    Noi intendiamo il processo creativo come un processo artistico sé stante. Cerchiamo di sviluppare un pensiero originale fin dal metodo di lavoro. Per questo motivo è necessario un rigore nella praxis e un confronto continuo.
    Per esempio durante la residenza strutturiamo le nostre giornate con ascolti analitici, letture di estetica, filosofia e teoria musicale, esercizi fisici, esercizi sulla vocalità e sui nostri strumenti.
    Alterniamo fasi in cui eseguiamo brani d’autore a sessioni di libera improvvisazione, cercando di compenetrare i diversi stimoli in composizioni originali, nel vero senso del termine.
    Parte fondamentale della nostra giornata lavorativa a Lo Spazio, il nostro atelier qui a Poschiavo, è il concerto quotidiano, che intendiamo come un accumulo di esperienza in grado di restituirci una diversa consapevolezza performativa.

    Cosa vi ha spinto a venire a Poschiavo e Tirano?
    L’opportunità della residenza a Poschiavo si lega all’esperienza del prestigioso festival UNCOOL, ideato e diretto da Cornelia Müller. Una rassegna che ha portato fra queste bellissime montagne artisti esemplari, i nostri eroi! Dobbiamo anche aggiungere che la vicinanza, anche solo spirituale, con i luoghi dove Nietzsche ha scritto “Così parlò Zarathustra”, cioè Sils-Maria in Engadina, è di grande ispirazione.

    Come si svolge la vostra giornata presso la residenza di Cornelia?
    Siamo arrivati a Poschiavo appena dopo Natale e ci fermeremo oltre la metà di gennaio. La residenza di Cornelia ci offre una condizione di lavoro ottimale, lo spazio è raccolto e funzionale. Bisogna riconoscere che è praticamente impossibile ottenere una condizione di silenzio simile in città. La nostra giornata per cui si articola in varie attività, ma sempre con grande concentrazione, tanto che il tempo qui lo percepiamo in un modo completamente diverso.

    Con che approccio bisogna avvicinarsi alle due esibizioni?
    La curiosità è di fondamentale importanza, l’ascoltatore deve venire con un certo interesse e che si lasci sorprendere. Ci vuole anche consapevolezza che lo spettatore è creatore della performance insieme al musicista. Il pubblico è responsabile del fatto che ogni volta si produca uno spettacolo diverso e che in questo senso ogni singolo concerto è unico e irripetibile.

    Quali sono i vostri “consigli di ascolto”in preparazione ai concerti?
    Olivier Messiaen L’ascension pour orgue
    André Jolivet Heptade
    Luciano Berio Laborintus II
    Morton Feldman Neither con le parole di Samuel Beckett
    Salvatore Sciarrino Infinito nero. Estasi in un atto
    Giacinto Scelsi Three Latin Prayers
    Ensemble Akn Pénitence et Résurrection
    Tomasz Stańko Leosia
    Bill Dixon Papyrus vol.1
    Charles Lloyd / Billy Higgins Which Way Is East
    John Cage The Percussion Works vol.3
    Edgard Varèse Ionisation


    L’appuntamento è per il giorno 12 gennaio presso la Vineria di Tirano, alle ore 21:00, e il giorno 14 gennaio presso Casa Hasler a Poschiavo alle ore 17.00. Entrata libera.


    Marco Travaglia