Suoni al buio: il jazz duo Sandro Schneebeli & Max Pizio a Poschiavo

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    Sabato scorso l’Aula della comunità evangelica di Poschiavo è stata teatro di un evento di rarissima intensità emotiva. Il concerto, organizzato dalla Pgi Valposchiavo e legato alla cena al buio – di cui abbiamo già riferito nel nostro giornale -, ha avuto per protagonisti due valenti musicisti ticinesi affermatisi sulla scena jazz nazionale e internazionale.

    Come nell’evento precedente, ad accompagnare il pubblico dentro lo spazio completamente oscurato per il concerto, vi era ancora Marco Lavizzari, coadiuvato questa volta da Giovanni Ruatti (operatore culturale della Pgi), che grazie alle esperienze accumulate nei giorni precedenti è stato in grado di condurre il pubblico a sedersi. Ad attendere gli spettatori, completamente immersi in una meditativa oscurità, vi erano Sandro Schneebeli e Max Pizio. Poi la performance ha avuto inizio con il suono cristallino delle corde della chitarra, a cui si è aggiunto quello più caldo del sax, mentre il pubblico in sala poteva solo immaginare chi dei musicisti suonasse l’uno o l’altro strumento musicale.

    Non è mancata la varietà di suoni e melodie in un concerto che ha portato un po’ in giro per il mondo gli spettatori partendo da musiche e ritmi mediterranei, passando per il blues afro-americano, la samba brasiliana, fino ad arrivare alle esotiche tonalità dell’Estremo Oriente. Un viaggio musicale che si è sviluppato intorno al buio (e aggiungerei pure al silenzio) quale elemento costitutivo di ogni creatività, come scandito in poche ma pregnanti parole da uno dei musicisti a metà concerto: “la creatività nasce dall’oscurità come ogni quotidianità”. Un’interruzione che induce a una breve riflessione in merito al punto di intersezione fra linguaggio musicale e parlato, fra spirito e materia.

    Ma il concerto è stato anche un’ubriacatura di ritmi, suoni e coloriture musicali che rimandano a quelli della natura. Di notevole interesse sono stati la riproduzione, in forma di dialogo, del canto degli uccelli, oppure del respiro del mare accompagnato dallo stridio dei gabbiani, o del muggito di un vitello che risponde al richiamo di uno strano flauto simile alla cornamusa, tanto per citare solo alcuni esempi.

    Quando gli artisti hanno acceso le due candele per abituare gradualmente il pubblico alla luce, ognuno ha potuto rendersi meglio conto da dove provenissero tutti quei i suoni e della ricca varietà di strumenti usati dai due musicisti, che a fine concerto si sono gentilmente prestati a rispondere alle curiosità suscitate nel pubblico.

    I due artisti stanno lavorando intensamente a questo progetto da più di due anni e le prove musicali avvengono prevalentemente al buio, anche singolarmente. “Un esercizio, quello svolto nell’oscurità, che si rivela essere di grande utilità anche per quando si suona con la luce, per meglio riuscire a concentrarsi sulla purezza del suono”, ha dichiarato Max Pizio.

    L’idea di eseguire questo tipo di concerti è venuta a Sandro Schneebeli, alcuni anni fa, ispirandosi alle esperienze fatte nel ristorante “Blinde Kuh” di Zurigo. Al momento il progetto musicale Event in the dark, portato avanti con Max Pizio, è unico nel suo genere a livello mondiale.


    Achille Pola