Poschiavo scelto per la Rassegna Organistica della Svizzera Italiana

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Il 30 agosto è ricominciato il Festival organistico ticinese, giunto alla sua quarta edizione. Dopo i successi ottenuti negli anni scorsi, nel 2018 il Festival si allarga coinvolgendo anche località dei Grigioni italiani: si chiamerà infatti Rassegna organistica della Svizzera Italiana (ROSI), esplorando in maniera più capillare le risorse offerte dagli organi delle zone di lingua italiana. Giovedì 6 settembre toccherà anche Poschiavo, alle ore 20.30, presso la Chiesa Evangelica Riformata. Qui si esibirà Nicolò Sari, direttore artistico del Festival Organistico Internazionale “Gaetano Callido” e organista presso le chiese di S. Trovaso e Carmini a Venezia.

Abbiamo scelto Poschiavo – spiega a Il Bernina il Maestro Molardi – per le sue bellezze naturali, per l’importanza storica della città e per la presenza di un bellissimo organo Metzler nella chiesa evangelica riformata.
Siccome lo scopo è anche quello di mostrare le caratteristiche foniche, musicali, culturali di cantoni che per loro natura si pongono anche a livello artistico a metà strada tra la cultura italiana e quella tedesca, Poschiavo rappresenta al meglio questo contesto. Inoltre, non solo nella musica d’organo, il dualismo e il reciproco rispetto, ammirazione, influsso a livello culturale, in tutti i secoli ha prodotto pagine musicali di grandissimo spessore. Faccio un solo esempio: J. S. Bach e l’influsso che ha avuto sulla sua musica l’opera di Palestrina, Corelli, Vivaldi”.

Dopo questo primo contatto a Poschiavo non è esclusa una nuova e futura sinergia con la nostra regione. “L’intenzione – conclude il direttore artistico – è proseguire con questa collaborazione e allargare il raggio d’azione anche ad altre realtà, oltre naturalmente a Poschiavo. Brusio sarebbe un posto magnifico, con l’organo Serassi!”.

 

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Lo scopo della rassegna è quello di far conoscere e apprezzare non solo la grande musica composta nei secoli per questo monumentale strumento, ma anche quello di presentare ad un vasto pubblico il grande ed importante patrimonio originario di queste zone, a metà strada tra il gusto italiano e quello tedesco. L’organo, quindi, come testimone del passato, della tradizione, che va perciò di pari passo con la storia e la tradizione della Svizzera di lingua italiana, ma anche come strumento che ha affascinato tantissimi grandi artisti del passato.

L’iniziativa ticinese nasce proprio grazie all’idea del direttore artistico Stefano Molardi, docente di organo presso il Conservatorio di Lugano, con l’intenzione, anno per anno, di presentare al pubblico gli organi più belli, variando di volta in volta le sedi dei concerti. La presenza di artisti di livello internazionale valorizza gli strumenti impiegati, ma offre anche un’interpretazione della musica organistica aggiornata, creativa e frutto di anni di ricerche.


Marco Travaglia

Caporedattore e membro della Direzione