Carlo Crameri: Basilare l’esperienza in Giunta per un incarico nel Consiglio

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Continuano le interviste ai candidati al Consiglio comunale di Poschiavo per le elezioni del prossimo 23 settembre. Dopo Marco Betti, intervistiamo l’altro neo candidato di questa tornata elettorale, Carlo Crameri (PDC).

 

Come è maturata la decisione di candidarsi? 
La proposta di una candidatura al Consiglio comunale è stata oggetto di un’attenta valutazione da parte del comitato e della commissione candidature del PDC. Da parte mia ho valutato attentamente sia gli impegni che l’esperienza politica maturata negli ultimi anni e sono convinto che possa dare un valido contributo nel Consiglio comunale.

In che modo la sua esperienza in Giunta potrebbe aiutarla all’interno del Consiglio comunale?
Ritengo basilare l’esperienza in Giunta per un incarico nel Consiglio comunale, in quanto le dinamiche che portano alle varie decisioni di un legislativo hanno un processo politico del quale occorre conoscere determinati meccanismi per raggiungere un consenso di maggioranza. Lo si nota chiaramente nei vari Consiglieri comunali.

Pensa che ci sia spazio di miglioramento all’interno delle dinamiche del Consiglio comunale? Se sì, cosa andrebbe fatto?
Prima di esprimere un parere in relazione alle dinamiche ritengo che queste debbano essere concordate e elaborate quando sarà nota la composizione dell’esecutivo. Alla base deve esserci un lavoro serio e impegnato con conoscenza dettagliata delle varie tematiche nel pieno rispetto delle leggi, mettendo come priorità il bene del Comune e dei suoi cittadini.

C’è qualche tematica comunale che le sta particolarmente a cuore?
Direi che sono più i temi principali ai quali tengo particolarmente. La gestione del territorio, la valorizzazione del paesaggio, l’ubicazione di determinate aree in un contesto urbano corretto e ben definito possono fare la differenza fra la Valposchiavo e le tante altre valli alpine. Infrastrutture pubbliche e sportive sono una tematica alla quale dedicare particolare attenzione. L’approvvigionamento d’acqua potabile e la relativa produzione di energia possono essere in futuro un elemento importante vista l’interessante ubicazione del comune di Poschiavo. Lo sviluppo economico dovrà essere uno degli obbiettivi, sempre in relazione alle finanze comunali.

Se venisse eletto, quali saranno i suoi obiettivi di mandato?
Uno sviluppo economico sano ed equilibrato a favore del territorio e dei suoi cittadini.
Una famiglia forte come asse portante della società.
Una scuola che prepari nel miglior modo alla vita.
Un Comune dalle finanze sane che possa affrontare con fiducia il futuro.
Una sicurezza sanitaria e pubblica efficiente.

Cosa farà invece se non verrà rieletto? Ha, in questo senso, altri progetti politici in cantiere?
Al momento ritengo concentrarmi su questa candidatura, sarà il risultato delle urne a decretare il mio futuro politico.

Secondo lei, anche alla luce dei risultati al Gran Consiglio, chi è il favorito alla carica di Podestà?
Innanzitutto condivido il fatto che il cittadino abbia delle scelte, ritengo però che le elezioni al Gran Consiglio e quelle di Podestà siano due elementi ben distinti e difficilmente paragonabili fra di loro; abbiamo potuto constatare che un’ottima elezione in Consiglio comunale di 4 anni fa non è stata confermata nelle ultime elezioni a livello cantonale. A mio modo di vedere vale lo stesso discorso dell’importanza dell’esperienza prima in Giunta e poi in Consiglio comunale, in questo caso specifico prima in Consiglio comunale e poi alla carica di Podestà. Sarà compito dell’elettore giudicare attentamente le sfide che ci aspettano nel prossimo mandato, in primo luogo la pianificazione del territorio in relazione al piano direttore e alla legge sulla pianificazione cantonale, che sarà una sfida molto impegnativa, in modo particolare per un presidente comunale, data la complessità della materia, e dare un seguito alle finanze comunali che da due anni presentano cifre positive; questi sono, a mio avviso, gli elementi principali che devono portare l’elettore ad una scelta fra l’esperienza e la novità.


A cura di Marco Travaglia

Caporedattore e membro della Direzione