Gestione materiale pulito: “Tutti assolti, nessun colpevole”

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Il sesto punto all’ordine del giorno della seduta di Giunta di lunedì 7 ottobre ha riguardato la “Risposta al postulato sulla gestione del deposito di materiale di scavo pulito” (Clicca qui per accedere alla documentazione integrale) presentato dal PLD il 17 giugno scorso.

Da quella data ad oggi, però, il Comune ha frattanto individuato una soluzione, definita, come sappiamo, “non ideale”, in zona Pozzolascio. E’ per questo motivo che il Podestà Giovanni Jochum, nell’entrare in materia, ha dichiarato che “la questione, nel frattempo, si è risolta praticamente da sola”.

“Tutti assolti, nessun colpevole”, ha dichiarato con una battuta il consigliere Fabio Zanetti (PLD). “Non mi spiego – ha aggiunto – come il Cantone abbia potuto pretendere la chiusura [del deposito di materiale di scavo pulito a Permunt, Ndr] così in breve tempo. Per me – ha concluso – la questione è evasa, anche se in futuro mi auspico si possano risolvere i problemi con anticipo”.

Se si volevano trovare dei colpevoli, questo il pensiero di Fulvio Betti (UDC), forse sarebbe stato meglio affidare la questione alla “Commissione di gestione” piuttosto che al Consiglio comunale. Il consigliere UDC ha inoltre palesato le sue perplessità in merito alla metodologia con cui il Cantone ha comunicato l’obbligo di chiusura del deposito di Permunt, ossia oralmente, senza un documento scritto.

Nella risposta alla prima domanda del postulato, infatti, viene scritto che “Nella seduta del 12 dicembre 2018, l’Ufficio per lo sviluppo del territorio ha comunicato a voce, facendo grande pressione, sia al Comune di Poschiavo, al Comune di Brusio che alla Regione Bernina l’illegalità del deposito di materiale a “Permunt”. L’obbligo di chiusura è stato riconfermato nel mese di gennaio 2019. A questo proposito, l’Ufficio per lo sviluppo del territorio ha allestito una bozza di accordo riguardante gli ulteriori passi da intraprendere in tempi strettissimi. La deponia a “Permunt” è stata chiusa il 31 marzo 2019. In questo contesto, – si legge ancora – non esiste un decreto che abbia imposto una chiusura”.

Da parte di alcuni uffici cantonali, ha concluso Betti, si registra una certa chiusura nonché una burocrazia indecente: “La situazione – ha concluso il consigliere con quello che lui stesso ha definito uno sfogo personale – comincia a diventare ingestibile”.


Marco Travaglia

2 COMMENTI

  1. …… alla risposta del punto 1 leggo che la ricoltivazione del sito Permunt doveva essere eseguita entro il 2007 tenor permesso fuori zona EFZ. Dunque il tempo per fare le cose il Cantone ce l’aveva concesso se ha poi tollerato fin verso la fine del 2018. Perchè in questa ultima decina d’anni ( più di due legislature) non siamo riusciti a trovare una soluzione non è ben chiaro dalle risposte. Concordo che la chiusura improvvisa imposta dal Cantone e il modo di fare degli uffici cantonali, sono molto discutibili. Dopo la chiusura repentina la soluzione si è poi trovata in breve tempo. Non quella ideale però, come affermato dal Podestà. Certamente più ideale sarebbe stato su terreni di proprietà comunale non coltivati.