Opinioni contrastanti sul futuro della mobilità elettrica in Valposchiavo

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Il barometro dell’elettromobilità, ovvero lo studio annuale del Touring Club Svizzero sulla diffusione delle auto elettriche, segnalava, alla fine di agosto 2020, un netto aumento rispetto ai precedenti anni di nuovi veicoli elettrici immatricolati. Lo studio in oggetto ha inoltre stabilito che una percentuale pari al 53% degli svizzeri pensa di spostarsi in futuro con un’automobile a propulsione elettrica (il 44% ad acquistarla nei prossimi quattro anni o più). Il Bernina, sul finire dello scorso anno, ha interrogato sull’argomento diversi Garage e officine dislocati in Valposchiavo. 

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Nicola Frigerio del Garage Battaglia SA di Le Prese

L’acquisto di auto elettriche sta aumentando anche in Valposchiavo? Nell’ultimo anno hai riscontrato un qualche aumento nelle vendite?
Già dal 2019 l’interesse della clientela per la mobilità elettrica è fortemente aumentato; nel 2020, con la disponibilità dei primi modelli di nuova generazione le vendite hanno cominciato a muoversi. Volkswagen e Skoda sono sul mercato con vetture elettriche dal 2016, ma solo dal 2020 sono stati introdotti i nuovi modelli basati su una piattaforma nuova, pensata da zero per essere usata solo con motori elettrici. Audi è già invece da un anno operativa con vetture elettriche e 4×4.

Nella nostra Regione, se una vettura non è 4×4 molto difficilmente si riesce a vendere. Alla fine del 2020 e inizio 2021, Skoda e Volkswagen daranno il via alla vendita delle nuove vetture 4×4 interamente elettriche; seguiranno, sempre nel corso del 2021, Audi e Volkswagen Veicoli Commerciali. In considerazione di quanto detto, la mia previsione è che entro il 2021 almeno il 30% delle vetture da me vendute sarà interamente elettrico.

Come pensi sarà il futuro delle auto elettriche in Valposchiavo nei prossimi anni?
Prevedo che nei prossimi 4 o 5 anni la maggioranza delle vetture vendute sarà elettrica. La data determinante sarà il 1 gennaio 2025, quando verranno ulteriormente inasprite le sanzioni per le emissioni di anidride carbonica (Co2) per chilometro (Km). Inevitabilmente le auto tradizionali diventeranno più costose e meno appetibili delle loro alternative elettriche.

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Aimone Formolli del Garage Formolli GmbH di Poschiavo

Immagine da: www.formolli.ch

Anche nel vostro Garage avete riscontrato un aumento nella vendita di auto elettriche?
Sinceramente aumenti per quanto concerne la vendita di auto elettriche non ne abbiamo avuti. Alcuni clienti si interessano, ma poi preferiscono rimanere sul tradizionale motore endotermico.

E per quanto riguarda la manutenzione di veicoli elettrici?
Abbiamo già alcuni clienti in possesso di auto elettriche o ibride, che trattiamo e ripariamo essendo in possesso dei tester di diagnosi per poter trovare e risolvere dei problemi su queste vetture.
Ogni anni svolgo personalmente diversi corsi di formazione: la mobilità elettrica è uno degli argomenti che viene trattato con sempre maggior frequenza.

Come vedi il mercato delle auto elettriche in Valposchiavo nei prossimi anni?
A mio parere nei prossimi anni in Valposchiavo non ci sarà un grande cambiamento. Io personalmente sconsiglio le auto elettriche e non le vedo come una soluzione per il futuro. Sono al momento poco affidabili, non esiste una vera e propria soluzione per lo smaltimento delle batterie. Il cobalto, una delle sostanze chimiche necessarie per produrre queste batterie, viene in parte estratto a mano dai bambini in Congo (sfruttamento minorile).
Un modello ibrido rispetto ad una vettura a benzina o diesel, pesa molto di più, avendo un pacco batterie e un motore elettrico. Raggiungere a questi compromessi all’incirca un autonomia elettrica di 50km la ritengo una cosa poco sensata.

Un’altra domanda che bisogna porsi prima di acquistare un’auto elettrica è: quale sarà il valore di una di queste vetture quando avrà raggiunto all’incirca l’età di 10 anni? Verosimilmente, con il pacco batterie da sostituire (può costare in base al modello, da 10000.- CHF a 40000.- CHF), la soluzione sarà smaltire l’intera vettura e acquistarne una nuova. La mia domanda è: sono davvero così ecologiche?
Detto questo, secondo me, nei prossimi anni in Valle la percentuale di vetture elettriche in circolazione rimarrà invariata.

Tu cosa consigli in alternativa all’auto elettrica?
Secondo me, il futuro sarà a Idrogeno – Fuel Cell, molto più sensato.

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Manuel Heis della O.Heis SA di San Carlo

Trattate le auto elettriche presso il vostro Garage di San Carlo?
No, attualmente come O.Heis non abbiamo ancora venduto nessuna auto completamente elettrica, però siamo pronti a farlo appena ci sarà un acquirente interessato. In officina siamo inoltre formati e autorizzati per eseguire riparazioni e manutenzioni sui veicoli elettrici e siamo pronti a cominciare a trattarli.
Tra le altre cose, sempre per restare in tema di energie alternative, vendiamo anche prodotti per hobby e giardinaggio (tosaerba, tagliasiepi, decespugliatori, motoseghe, soffiatori ecc.) e in questi ultimi anni abbiamo riscontrato un netto aumento nelle vendite degli apparecchi a batteria e un calo di quelli a carburante.

Come vedi il futuro della mobilità elettrica in Valposchiavo nei prossimi anni?
Penso che un po’ questi mezzi aumenteranno. L’ideale sarebbe avere due auto: una elettrica per girare in Valle e una a carburante o ibrida per percorrere tragitti lunghi.
Il vantaggio dell’elettrico è che sposti l’inquinamento fuori dal centro urbano, ma per contro hai un tempo di ricarica maggiore rispetto a un normale rifornimento di carburante, senza tralasciare il ridotto numero di queste stazioni di ricarica a confronto delle pompe di benzina. Insomma, se si vuole affrontare un viaggio abbastanza lungo, bisogna studiarlo in maniera totalmente differente rispetto allo stesso con un’auto a combustione o ibrida.
Personalmente vedo meglio le auto ibride: hai lo stesso una parte di gestione elettrica e comunque ti salvi in ogni situazione di mobilità.

In Svizzera si sta diffondendo di recente anche l’idrogeno: entro fine anno ci arriveranno 50 camion di combustile per rifornire questi veicoli. Da quanto ho capito si parla di creare diversi distributori; vedremo come si evolverà la situazione.


A cura di Ivan Falcinella

3 COMMENTI

  1. Molto interessante. Penso anche io che il futuro sarà un mix di motori diversi. Uno solo non può prevalere altrimenti si creerebbe a lungo andare un problema di approvvigionamento, ecc. Un amico mio possiede da alcuni mesi una macchina elettrica ed è entusiasta. Vive in CH interna. In montagna la realtà è diversa e si rimane più scettici.
    L’drogeno è un gas esplosivo, non rappresenta più un problema ? Ma è sicuramente una valida alternativa ecologica.

  2. Come capita spesso, anche in questo contesto tre rappresentanti dello stesso settore (garagisti), esprimono opinioni ben diverse. Quello convinto che il futuro potrà essere “elettrico”, uno scettico (citare che l’estrazione di materiali in Africa vien fatta da parte di bambini, fa affetto; ma non tutto corrisponde a realtà) ed il terzo che deciderà a seconda dell’evolversi della situazione. Il Signor Costa esprime quanto si sta discutendo attualmente, supportato dalle grandi Lobby dei distributori classici (fossili) che cercano di mantenere la rete di distribuzione attuale ed in un primo passo nei trasporti pesanti. Il futuro prossimo, sarà elettrico (nelle città i numeri parlano chiaro, già ora). La carta vincente, sarà probabilmente un Mix ideale; importante é che si vada nella direzione delle energie rinnovabili. I prodotti petroliferi (combustibili e carburanti) devono e verranno sostituiti entro breve.

  3. Il mio punto di vista:
    L’auto puramente elettrica rappresenta un periodo di transizione. Fra qualche tempo lo smaltimento delle batterie usate rappresenterà un problema. Inoltre anche le batterie avranno una capacità limitata. Secondo varie opinioni l’auto elettrica non è ecologica
    Vedo nel futuro a media scadenza l’idrogeno, in quanto scomponendo l’acqua (H2O) si ottiene il gas (H), che poi dalla combustione si ottiene di nuovo acqua.
    Un progetto pilota è stato lo studio dell’uso della corrente elettrica di frenatura dei convogli RhB in discesa per la produzione di idrogeno, che era partito con il contributo dell’EMPA, il diploma di due studenti dell’università di San Gallo e gli autopostali in valle. Sarebbe stato un progetto da pionieri, che però ha incontrato il mancato interesse della Ferrovia retica.
    Il futuro rivelerà chi sarà in possesso della carta vincente (!?)
    Mario Costa