Il futuro della formazione professionale di base in Valposchiavo è a un bivio?

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Tramite questo breve comunicato stampa, la Direzione e la Commissione di sorveglianza della Scuola professionale intendono informare la popolazione e le varie cerchie interessate sull’importanza e sulla possibilità di poter svolgere una formazione professionale di base in Valle.

La mancanza di manodopera qualificata è purtroppo da tempo una tematica spinosa che incombe sul mercato del lavoro. Questa problematica è ancora più accentuata nelle regioni periferiche come la nostra.

Le informazioni che leggete vengono fornite al fine di mettere chiarezza sulle voci di paese che in molti hanno sentito. Purtroppo c’è una certa pressione da parte dell’Ufficio della formazione professionale (UFP). Non è nostra intenzione sollevare un polverone mediatico, per cui se seguono ulteriori sviluppi sarà nostra premura, a tempo debito, informarvi in merito.

Descrizione della problematica e primi passi

In un primo momento siamo stati informati sulle sezioni delle professioni Impiegato/a del commercio al dettaglio e su quella delle professioni Installatore di impianti sanitari, Lattoniere, Metalcostruttore. I responsabili dell’UFP sono dell’opinione che nella nostra scuola i numeri delle persone in formazione sono bassi e che se non si riesce ad aumentare il numero di persone da formare sussiste la possibilità di spostarle in altre scuole del Cantone (rispettivamente a Samedan e Coira) o in un altro cantone (che per noi italofoni sarebbe il Ticino).

In questo contesto ci siamo subito attivati coinvolgendo l’Associazione Artigiani & Commercianti Valposchiavo e la responsabile dell’orientamento professionale ed i rappresentanti valligiani in Gran consiglio. La strategia sviluppata è articolata in tre fasi: presa di contatto con eventuali aziende formatrici (fine novembre-metà gennaio), convocazione delle singole categorie professionali per un’informazione in loco (inizio-metà febbraio) e campagna di reclutamento (metà febbraio-inizio marzo).

Una doccia fredda

In un secondo momento la situazione è cambiata in seguito ad una richiesta ben precisa da parte dell’Ufficio della formazione professionale sui numeri (minimi e massimi) di persone da formare. Abbiamo però la possibilità, come istituti professionali, di prendere posizione in merito. La speranza è quella di poter trovare un buon compromesso.

In base alle informazioni forniteci nella seconda fase, altre sezioni sono minacciate da tagli: si tratta delle professioni Falegname, Polimeccanico e Operatore in automazione che verrebbero a loro volta spostate altrove (all’interno del cantone o in un altro cantone) e che potrebbero venire a mancare tra le offerte formative proposte a Poschiavo.

Qualora si paventasse questo scenario, in ballo c’è una gran parte del futuro delle aziende in Valle e in altre parti del Cantone (Engadina in primis) con chiare ripercussioni economiche. A Poschiavo, ogni anno, diverse e diversi giovani conseguono un diploma per poi entrare nei vari ambiti lavorativi sia in Valle che nelle regioni limitrofe. A mo’ di esempio, basta pensare a quante persone formatisi in valle sono impiegate presso le varie aziende in Valle e in Engadina, ma anche più tardi come macchinisti per la Ferrovia retica, al centro comandi di Repower a Robbia, presso gli impianti di risalita nella vicina Engadina o come guardie di confine o poliziotti. Inoltre non dobbiamo dimenticarci di tutta la manodopera formata in favore dell’artigianato locale e regionale a livelli di Grigioni del sud. La già non facile situazione di reperire manodopera qualificata in loco verrebbe ulteriormente aggravata.

In questo contesto, la formazione di persone di lingua italiana (residenti e frontalieri) verrebbe fortemente compromessa se non addirittura impossibilitata, in quanto sarebbe difficile pensare di scolarizzare in modo particolare i giovani frontalieri in lingua tedesca (barriera linguistica e preclusione di poter attingere da un bacino di utenza interessante) o in un altro cantone a causa dei lunghi tempi di viaggio. Così facendo verrebbe inevitabilmente a mancare, anno dopo anno, un numero considerevole di professionisti nei vari settori.

Appello alla coesione

Alla luce di questi fatti, come Scuola professionale di Poschiavo facciamo un vivo appello a tutte le aziende operanti in valle di pensare alla possibilità di formare il maggior numero possibile di future forze lavorative.

La posta in gioco è alta e non da sottovalutare: la speranza è l’ultima a morire, ma serve l’apporto e il sostegno da parte di tutti gli attori in campo per una piccola realtà come quella della Scuola professionale di Poschiavo.


A nome della Scuola professionale Poschiavo
Gabriela Menghini-Inauen, Presidente della Commissione di sorveglianza
Lino Compagnoni, Co-direttore