«Ogni esperienza è importante: aiuta e rafforza»

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La parola ai giovani • Paolo Della Cà, di Brusio, ha 23 anni. Dopo aver frequentato la Scuola cantonale a Coira e la scuola reclute, studia per alcuni mesi l’inglese in Inghilterra. Rientrato in Svizzera, si iscrive al Politecnico federale di Zurigo: vuole studiare elettrotecnica. Lo studio lo obbliga a rimanere sui libri, senza poter metter subito in pratica ciò che ha imparato. Una situazione che convince Paolo a lasciare la scuola dopo un anno.

Paolo Della Cà

Fra le varie idee che gli affollano la testa, sceglie i treni, una passione che lo accompagna fin da bambino. Si annuncia come macchinista presso la Ferrovia Retica. Dopo vari esami su numerose materie scolastiche, un difficile test psicologico e alcuni colloqui, è ammesso ai corsi.

Dopo alcuni mesi di teoria e come osservatore di segnali e cartelli, può iniziare a svolgere alcune manovre da solo. Paolo sperimenta le varie difficoltà che si incontrano guidando un treno e fa tesoro dell’esperienza acquisita. Poi, assistito da un macchinista esperto, allarga il suo raggio d’azione, guidando su alcune tappe della Ferrovia Retica. Infine corona il suo sogno: supera l’esame finale e diventa macchinista nel Cantone dei Grigioni, passo del Bernina escluso.

Paolo, alla fine è stata la passione, che coltivi fin da piccolo, a spuntarla. Non hai mai nutrito dei dubbi sulla tua decisione?
All’inizio, quando non avevo la certezza di essere preso tra i nuovi iscritti, ho avuto alcuni dubbi. Poi, durante la formazione, mi sono chiesto se la via dello studio non fosse comunque migliore e più interessante. L’elettromeccanica mi affascina molto e il fatto di non potermene più occupare, mi rende a volte un po’ insicuro. Ma credo che la scelta di cambiare sia stata quella giusta.

Tanti dubbi dunque con cui non è sempre facile convivere.
Sì, è così. Sono sicuro che se avessi continuato lo studio teorico, sarei riuscito a terminarlo. Tuttavia ci sono vari aspetti che mi preoccupavano molto. I complimenti di chi mi ha seguito durante la formazione di macchinista mi hanno spronato a continuare sulla nuova strada.

Quali sono le caratteristiche che apprezzi di questa professione?
Ciò che più mi piace è la possibilità di guidare in mezzo alla splendida natura del nostro cantone. Mi piace incontrare persone nuove a ogni stazione, così come il cambiamento di orari, la varietà dei treni da guidare, le molteplici tratte da seguire e gli orari di lavoro diversi.

E qual è il lato che meno apprezzi, invece?
I turni lunghi e la ripetizione continua di una tratta ferroviaria sono forse il rovescio della medaglia. Inoltre, il mio compito è molto più complesso e difficile di notte o quando il tempo è brutto.

La flessibilità è sicuramente una competenza necessaria per svolgere la tua professione.
Già, proprio così. Bisogna essere molto flessibili, soprattutto quando il turno di lavoro inizia alle due o alle tre di mattina: ci si deve coricare presto la sera per essere riposati quando ci si alza nel cuore della notte. La flessibilità è richiesta anche per quanto riguarda il posto di lavoro: è l’azienda a scegliere il luogo in cui sarai impiegato. Chi ha famiglia deve sicuramente considerare con attenzione questo aspetto prima di abbracciare questa professione. Inoltre, il macchinista deve essere in grado di rimanere da solo durante il viaggio e nello stesso tempo, nelle stazioni e nelle pause, riuscire ad interagire con i turisti e i collaboratori.

Ora hai trovato il lavoro che ti rende felice. Tuttavia hai avuto qualche difficoltà a imboccare la strada professionale giusta. Se potessi tornare indietro, rifaresti il percorso fatto fin qui?
Sì, ogni esperienza è importante: aiuta e rafforza. Vale la pena scegliere ciò che ci appassiona e ci piace fare, anche se questo comporta cambiamenti di rotta per imboccare la strada giusta.

Quando si è giovani non è certo facile prendere delle decisioni. Chi ci potrebbe aiutare?
Consiglio di discutere con i familiari o le persone in cui si ha fiducia. Di certo è importante accettare tutti i consigli, affinché si considerino sia i lati positivi sia quelli negativi di una professione. Alla fine la scelta spetta comunque al giovane; una scelta che magari non tutti gli adulti approvano. L’importante è di non farsi prendere dalla paura o dai dubbi, ma portare avanti il proprio progetto professionale. Poco importa se alla fine la scelta dovesse rivelarsi sbagliata: basterà guardarsi attorno e cogliere un’altra opportunità.

Dopo aver trasformato la tua passione per i treni in una professione, hai ancora dei sogni nel cassetto?
La tratta del passo del Bernina mi manca ancora. Sarà quindi una grande soddisfazione viaggiare vicino a casa. In un futuro più lontano, dopo alcuni anni di esperienza, vorrei intraprendere un’altra formazione per diventare capo dei macchinisti. Per ora mi basta il sogno di percorrere con il trenino rosso la tratta del Bernina.


La parola ai giovani • Che cosa farò da grande? La ballerina, la restauratrice, l’informatico, il macchinista, l’infermiera, il falegname o il prete missionario. Mille possibilità e altrettanti dubbi su un futuro tutto da disegnare. I giovani collaboratori de IL BERNINA vi fanno entrare, attraverso una serie di interviste pubblicate a scadenze regolari, nel mondo della scelta professionale, invitandovi a partecipare a un dialogo tra coetanei.


Foto: Selena Raselli


Natalia Crameri