«Ho sempre avuto la passione della pasticceria»

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La parola ai giovani • Alessia Migliacci, 17 anni, di Brusio. Figlia di albergatori, fin da piccola ha aiutato nel ristorante Miravalle, sfornando con piacere dolci e dessert. Trainata da questa passione, durante le secondarie svolge parecchi stage come pasticciera in diversi hotel; uno di questi le propone un posto d’apprendistato. Accetta e ora si trova al secondo anno presso l’Hotel Hauser a St. Moritz.

Alessia Migliacci

Alessia, hai sempre avuto le idee chiare sul tuo futuro professionale?
No, avevo fin troppe idee in testa: dalla fiorista alla cantautrice, passando per una scuola d’arte. Ho sempre avuto la passione della pasticceria, forse anche perché ero confrontata quotidianamente con la cucina. Prima della seconda secondaria non pensavo però di farne una professione.

Che cosa ti ha aiutato a decidere?
Gli stage, l’orientatore professionale e il fatto che non volevo una professione sedentaria; volevo usare la creatività e inventare cose con le mie mani. Sono stati tutti fattori che mi hanno indirizzata verso la pasticceria.

Ti vedo convinta di questa scelta. A chi consigli di intraprendere la tua stessa strada?
Convintissima. È un lavoro davvero creativo, dove i risultati si vedono. Ma può anche essere pesante ed è nessaria tanta concentrazione e precisione. È una professione che consiglio a chi possiede queste doti.

Di recente hai vinto la medaglia d’oro all’Esposizione grigionese per apprendisti pasticceri e panettieri con una scultura di cioccolato. Sono questi i risultati di cui parlavi?
È sicuramente una grande soddisfazione, che mi motiva ancora di più ad andare avanti. Anche nella quotidianità, la semplice riuscita di una torta, ad esempio, è un risultato che ti rende orgoglioso.

Dove ti vedi fra cinque anni?
Dopo il diploma, il mio sogno sarebbe quello di viaggiare e apprendere nuovi aspetti della mia professione, in quanto a gusti, culture e metodi di decorazione.  La mia prima meta sarebbe sicuramente Londra. Ho scelto questo mestiere proprio perché penso che ti permetta di scoprire e apprendere lati spettacolari del mondo e di tutto ciò che ci circonda.


La parola ai giovani • Che cosa farò da grande? La ballerina, la restauratrice, l’informatico, il macchinista, l’infermiera, il falegname o il prete missionario. Mille possibilità e altrettanti dubbi su un futuro tutto da disegnare. I giovani collaboratori de IL BERNINA vi fanno entrare, attraverso una serie di interviste pubblicate a scadenze regolari, nel mondo della scelta professionale, invitandovi a partecipare a un dialogo tra coetanei.


Foto: Selena Raselli


Matilde Bontognali