Poschiavo nominata dalla Pisa University Press in un libro

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Nel libro appena pubblicato dal titolo “Sovrani tra ereditarietà ed elezione” della prestigiosa Pisa University Press, grazie al contributo del direttore culturale dell’associazione “i Borghi più belli della Svizzera” Francesco Cerea, si parla anche del cerimoniale svizzero nei borghi di Poschiavo, Le Landeron e Porrentruy.

In tempi di Covid-19, dove si prevede un aumento del turismo a livello nazionale, diventa ancora più interessante scoprire le tradizioni custodite dalle nostre istituzioni democratiche. Alcune di esse trovano origine nelle antiche consuetudini della vecchia Confederazione, che sono delle vere e proprie testimonianze tangibili, in particolare in certi luoghi della Svizzera. A riprova di questo, troviamo lo scritto appena pubblicato “Elementi di storia del cerimoniale svizzero tra passato e presente” di Francesco Cerea, professore a contratto di storia dell’ospitalità all’Università Europea di Roma e direttore culturale dell’associazione dei Borghi più belli della Svizzera. Il testo sottolinea la manifestazione degli emblemi della sovranità, dal punto di vista elvetico, dall’antico regime ad oggi. Gli esempi protocollari sono molteplici nella storia della Confederazione, tra questi solo per citarne qualcuno vi è l’elezione degli Scoltetti tra le fila del patriziato, uomini fieri con lo scettro e i simboli del potere dell’antica Repubblica di Berna; oppure la piccola e raffinata corte nel castello di Porrentruy, residenza del principe-vescovo di Basilea, che in occasione del rinnovo del giuramento di alleanza ospiterà nel 1655 i delegati dei Cantoni cattolici, celebrando l’evento per giorni con banchetti e fuochi d’artificio. La Svizzera con le sue differenti entità politiche, ci mostra nel ‘700 anche delle curiose tradizioni cerimoniali, come quella della designazione dell’illustrissimo podestà di Poschiavo, all’epoca eletto annualmente dalla popolazione della valle grigionese, che visti i suoi poteri era una sorta di “sovrano democratico”. Viene ricordato inoltre che nella storia dei Confederati, per accordarsi a livello diplomatico e concludere le trattive, non c’era niente di meglio che sorseggiare del buon vino tra autorità, come nel caso del borgo di Le Landeron e della città di Soletta durante il XV secolo. Infine il testo analizza a livello contemporaneo anche il regolamento sul protocollo ticinese, tenendo conto della storia peculiare del Cantone nato nel 1803. Lo scritto edito dalla Pisa University Press è uscito nel volume che raccoglie gli atti del convegno tenutosi il 14 novembre 2018 nella sede della Camera dei deputati a Roma. Questa iniziativa culturale rappresenta un modo per mostrare, anche all’estero, alcune vetuste tradizioni della storia elvetica, ancora percettibili in alcuni dei nostri borghi.


I Borghi più belli della Svizzera