Energia termica in Valposchiavo, la termopompa della famiglia Micheli

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Dopo aver lanciato negli scorsi mesi una serie di articoli sul fotovoltaico in Valposchiavo, realizzati grazie all’aiuto di Carlo Vassella, abbiamo riscontrato un grande interesse dei lettori per questa tipologia di approfondimenti. Volendo idealmente proseguire nel parlare di energie pulite e rinnovabili, Il Bernina ha contattato Reto Cortesi, titolare della A. Cortesi SA, per parlare questa volta di energia termica, analizzando alcune delle recenti progettazioni e installazioni dalla A. Cortesi SA in Valposchiavo.

La casa della famiglia Micheli, situata in zona Prada Alta sul cono di deiezione rivolto a sud (parte soliva), è un edificio costruito nel 1997, anno nel quale vigevano già alcune norme di isolazione stabili, utili a ricevere il permesso di costruzione.
All’interno del complesso abitativo è stata installata una pompa termica esterna; questa pompa di calore sfrutta il calore dell’aria, tramite uno scambiatore trasmette il calore al circuito interno (gas refrigerante) il quale viene compresso tramite un compressore, aumentando la temperature e tramite un secondo scambiatore viene trasmessa all’acqua del riscaldamento. La ditta A. Cortesi SA di Reto ha svolto il lavoro principale (pompa termica, accumulatore, bollitore e accessori), il fondamento per la termopompa è stato eseguito da Venanzio Crameri (vicino di casa dei Micheli), mentre l’impianto elettrico è stato realizzato dalla ditta ARI Group Sagl.

Signori Micheli, come è nata la vostra esigenza di installare ed utilizzare la pompa termica con split esterno?
Dato che nel 1997 non era ancora così sentita la problematica del surriscaldamento globale, avevamo installato un impianto a olio combustibile. A seguito di un guasto dello stesso impianto, del riacutizzarsi dell’emissione di Co2 nell’atmosfera e la pressione mediatica sempre legata al clima, abbiamo deciso – trascorsi 24 anni – di ripiegare su qualcosa di più ecologico.

Quali esigenze energetiche avevate?
Poter usufruire di un riscaldamento alternativo per ridurre le emissioni e non da ultimo i costi di gestione.

Con questa installazione sono state soddisfatte tali esigente?
Naturalmente. Avendo percorso questa strada, siamo più che soddisfatti del risultato complessivo raggiunto.
Aggiungerei inoltre che, viste le diverse ditte che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, possiamo affermare che tutti hanno operato molto professionalmente, soddisfacendo appieno le nostre aspettative.

Ha qualche consiglio da dare a chi sta ancora pensando se passare o meno ad una termopompa simile alla vostra?
Possiamo consigliarla vivamente per l’avanzata tecnologia delle termopompe attuali, eliminando di conseguenza la dipendenza dei vettori energetici fossili.

La parola a Reto Cortesi

Alle nostre latitudini e specialmente in zone soleggiate, per edifici di piccola/media grandezza con un certo coefficiente di isolamento dell’edificio le pompe termiche ad aria sono un’ottima alternativa a impianti con vettore fossile, come pure per edifici nuovi.

La variante posa interna o esterna (split o compatta) dipende dalle possibilità di posa; nei risanamenti, per evitare interventi alla costruzione viene quasi sempre scelta la variante esterna. La tecnologia, le possibilità il grado di rendimento e non di meno l’estetica, negli ultimi anni sono migliorati notevolmente; le temperature raggiunte si aggiravano sui 50°C, oggi si raggiungono i 60°C e con certi modelli anche i 70°C.

I costi, le possibilità e il risparmio va valutato per ogni edificio: si trova sempre una soluzione ottimale, dando ai committenti la possibilità di realizzare un nuovo impianto ecologico.


Ivan Falcinella e Reto Cortesi

Membro della redazione