In attesa del responso delle urne, il progetto Pozzolascio divide

0
1884

Durante le votazioni di domenica 27 novembre, i cittadini di Poschiavo saranno chiamati ad esprimersi in merito al progetto Pozzolascio. Se i partiti locali hanno tutti espresso il loro favore, si sono alzate le voci critiche di alcuni cittadini che chiedono di rimandare la decisione a tempi più maturi e di prendersi il tempo di analizzare tutte le soluzioni possibili. In questo contesto, abbiamo interpellato l’ingegnere Gilbert Berchier dell’Ufficio foreste e pericoli naturali.

Foto M. Travaglia

Tra i primi ad esprimere la propria perplessità in merito al progetto Pozzolascio è stato il Comitato dell’Associazione Agricola Poschiavo (AAP), che ha denunciato, in prima istanza, la perdita di terreni agricoli (“oltre mezzo ettaro”). Un altro tema, ripreso da più parti, riguarda l’ampliamento del parcheggio di Sfazù: secondo alcuni si tratterebbe della soluzione più sensata. Il suo ingrandimento, tuttavia, dovrebbe passare da una messa in sicurezza dell’area. Secondo l’opinione di Giovanni Lardelli, invece, si potrebbe realizzare un nuovo parcheggio a Sfazù all’inizio della strada per Prudaint.

“Il parcheggio di Sfazù – spiega l’ingegnere Gilbert Berchier – si trova all’infuori di un perimetro di rilievo degli eventi naturali, dunque all’infuori delle aree dove le zone di rischio sono definite. Ciò non significa, però, che il parcheggio sia in un luogo sicuro. La carta dei pericoli – precisa – indica un rischio di caduta di valanghe elevato per la parte est del parcheggio e uno medio per la parte ovest”.

Secondo l’ingegnere dell’Ufficio foreste e pericoli naturali, “un ampliamento del parcheggio di Sfazù è possibile, se si tiene conto dei rischi naturali esistenti, quali il pericolo di caduta di valanga dal Vündül da Sfazù o quello di colata di fango dal Solghet-Val Scüri. Dunque un ampliamento è possibile all’infuori delle zone esposte a pericolo e con un concetto di gestione dei rischi, per esempio chiusura del parcheggio in caso di minaccia di valanghe o altre misure da definire in caso di elaborazione di un progetto concreto”.

Nel 1997, il parcheggio di Sfazù era stato ampliato all’interno della superficie boschiva, regolandone l’utilizzo “quale parcheggio in estate e quale deposito per il legname durante l’inverno. Questa soluzione – aggiunge Berchier – non è più idonea e si dovrebbe trovarne una di alternativa per il deposito del legname (per esempio presso il ponte Acqueti)”.

Sono diverse le criticità elencate dagli oppositori, che si possono trovare al seguente link: https://ilbernina.ch/tag/progetto-pozzolascio/. Detto questo, dal punto di vista degli addetti ai lavori (Consiglio comunale, commissione di Giunta, così come la maggioranza dei membri di Giunta) i vantaggi prevalgono sugli svantaggi. Per questo motivo, ad oggi, è difficile fare delle previsioni: solo le urne potranno dare un’indicazione definitiva.

Marco Travaglia
Caporedattore e membro della Direzione