NO all’iniziativa UDC che ci isola nel mondo

Pubblichiamo il commento di Andrea Lanfranchi all'intervento di Romano Losa sull'iniziativa UDC "Dieci milioni".
14.05.2026
3 min
Tipografia di una macchina da scrivere con la scritta "Lettera aperta" su un foglio.

Il candidato UDC al Gran Consiglio, Romano Losa, elenca vari problemi reali che devono essere affrontati e risolti nel medio-lungo termine: strade intasate, mancanza di alloggi, ecc. Se bastasse mettere un coperchio – o un “tetto”, come lo definisce Losa – dopo il decimilionesimo abitante (“straniero”?) per risolvere tutti i mali della nostra società, voterei sì anch’io.

La vera natura del discorso del candidato UDC emerge però nella parte finale di un intervento che, nella sua prima metà, viene sviluppato in modo pacato e trova anche il mio consenso su diversi punti, fino al passaggio conclusivo: “(…) si auspica che chi arriva da noi contribuisca al benessere della collettività e si integri con le nostre tradizioni e la nostra cultura, e non approfitti della nostra positiva situazione finanziaria e sociale senza aver minimamente contribuito.” Capito?

Vorrei reagire brevemente solo su due punti: “l’aumento della criminalità” e il fatto che vi siano “sempre più persone che richiedono aiuti e prestazioni sociali”.

Per quanto riguarda il primo punto, è necessario distinguere tra la statistica criminale di polizia (SCP) e la statistica delle condanne dell’Ufficio federale di statistica (UFS). Secondo il comunicato stampa dell’UFS dell’11 maggio 2026, gli stranieri rappresentavano il 54,7% delle condanne, vale a dire circa il doppio della percentuale della popolazione straniera residente in Svizzera (27%). Non si tratta dell’80% dei detenuti nelle carceri svizzere citato da Losa – senza indicazione delle fonti e senza precisare quanti di loro siano in custodia cautelare in attesa di giudizio – ma resta comunque una sovrarappresentazione preoccupante. Le cause sono molteplici e vanno analizzate: Oltre ai reati legati alla legge sugli stranieri e al soggiorno irregolare, vi sono quelli commessi da una popolazione giovane di richiedenti l’asilo privi di reali prospettive di accoglienza, nonché quelli riconducibili al cosiddetto turismo criminale.

Per quanto concerne il secondo punto, dobbiamo dire che ad “approfittarne” sono soprattutto coloro che possiedono il passaporto bianco e rosso. Gli immigrati e le immigrate, infatti, contribuiscono alle assicurazioni sociali più di quanto gravino sul sistema. Nell’AVS versano il 41% dei contributi, ma percepiscono meno del 30% delle prestazioni (Favre, Föllmi & Zweimüller, 2023). L’immigrazione produce quindi un effetto positivo ed essenziale che, secondo le proiezioni, persisterà fino al 2070. Ciò è dovuto principalmente al ringiovanimento della struttura demografica.

Chi vuole creare caos a vari livelli, isolarci dal resto dell’Europa e mettere a rischio il benessere che ci siamo costruiti anche grazie al contributo dei lavoratori immigrati, voti sì il 14 giugno.


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