Per quanto attiene al pagamento delle fatture degli ospedali per la cura degli ustionati di Crans Montana, la Svizzera intende attenersi semplicemente ai regolamenti e alle leggi vigenti. L’ Italia (l’ambasciatore Cornado, Sergio Harari C.d.S.) ne fa una questione di massimi sistemi: Etica, Moralità, Solidarietà, Umanità, Empatia, Civiltà, Reciprocità ecc. Massimi sistemi che rappresentano valori fondamentali, e nel caso di Crans di Montana non possono in alcun modo essere messi da parte.
Fin qui penso che tutti siano d’accordo in quanto, se il mondo funzionasse davvero secondo questi valori, non ci sarebbe bisogno né di leggi né di regolamenti, non ci sarebbero guerre, né crisi, né conflitti. Il guaio è che, quando ci sono in ballo interessi finanziari, c’è un doppio pericolo: o che nell’adempimento dell’obbligo di pagamento si escludano questi valori e si tenga conto solo delle leggi, o che vengano strumentalizzati secondo la sensibilità, gli interessi e le convenienze politiche del momento. Un pericolo clamorosamente confermato da un recente fatto di cronaca – che non c’entra nulla con Crans Montana, ma che illustra a che aberrazioni si può arrivare: in nome dell’umanità e della beneficenza una intermediaria di circuiti di sfruttamento sarebbe stata trasformata in una Maria Goretti al fine di essere graziata dal Capo dello Stato per i reati commessi.
Insomma, l’Italia, o meglio il suo Governo, a causa della gravità della suddetta tragedia definisce incivile e offensiva l’applicazione delle leggi vigenti. La Svizzera ritiene giusto applicarle. Sarà veramente un comportamento incivile? Secondo il verso di Dante “ Le leggi son, ma chi pon mano ad esse”, direi che, a scanso di conflitti e di crisi diplomatiche, è l’unico modo di procedere ragionevole.