La Poesia di Gilberto Isella incontra l’Arte di Valerio Righini

Venerdì 8 maggio con il poeta luganese Gilberto Isella è iniziata la nuova serie di incontri proposta a Madonna di Tirano nello studio Alcantino dall’artista tiranese/ticinese Valerio Righini.
Presentazione di un evento culturale con il nome "Alcantino" e il titolo "Gilberto Isella: Quando la poesia incontra l'arte". Sullo sfondo è visibile

“Forse la più grande emozione estetica me l’ha data il Bernina, la discesa del Bernina fino a Poschiavo. È forse la cosa più bella in assoluto che abbia visto nella mia vita”, questa la confessione del filologo Gianfranco Contini, docente a Friburgo, riportata da Gilberto Isella nel suo “Engadina”, Unicopli, 2019. E il poeta luganese chiosa: «confessione dominata da un entusiasmo sorgivo, quasi infantile. Questo genuino sentimento, ne sono certo vale più di un panegirico».

Nel prezioso volumetto (un tascabile di 222 pagine), che meriterebbe una trattazione a parte, Isella propone una vasta documentazione storica e una nutrita campionatura di testi letterari riferiti all’altopiano solcato dall’Inn, ma anche dalla propaggine valliva incidente, scavata a sud dal Poschiavino. E per l’area del Bernina troviamo testi di Oscar Peer, Otmar Nussio, Marcel Proust, Chasper Pult e via citando.

Il focus dell’incontro, come annunciato dal titolo, ha però riguardato il rapporto tra “Arte e Poesia”. Tra i molti testi, che hanno visto operare insieme Isella e Righini, scegliamo emblematicamente “I boschi intorno a Sils Maria”, edito dalla sondriese “l’officina del libro” nel 2000, oggi non più attiva, purtroppo.


“Il lago sotto

col suo basto di monti.

Dove fare catena con genti,

contendere ogni gomito verde

in questo finale

d’ombre. O il ramo caldo

di nube, il non ancora esposto.”


Isella, pagina 9.

Righini, pagina 13.


«Valerio ed io - racconta Isella - ci siamo messi d'accordo di non fare un'opera descrittiva, ma di andare nella nostra direzione sperimentale, sia nel campo dell’incisione, insomma dell'arte figurativa, sia nel campo della poesia.

Ecco non abbiamo detto una cosa fondamentale: se l'artista dicesse allo scrittore, senti mi fai delle poesie o viceversa se è lo scrittore che chiede all'artista immagini, se lo si fa è solo per un’operazione commerciale. Guai a usare la parola illustrazione. In verità ognuno ha il suo universo immaginario ed un proprio linguaggio».

«Ribadisco - aggiunge Righini - che la mia opera si è accompagnata all’opera di Gilberto mantenendo una sua autonomia senza voler illustrare o tantomeno descrivere niente dei testi».

Possiamo aggiungere per sovramercato un passo della prefazione di Grytzko Mascioni: “Solo dunque per eccellenza è il poeta, solo è l’artista, quando, dell’Altro in cerca, scavano in sé la materia loro propria, in realtà immateriale anche se di visibili tracce grafiche materiata (…) Isella e Righini, pur nella scelta d’arare insieme un campo comune (…) restano arroccati e nello stesso tempo prigionieri nel loro proprio destino, ciascuno alle prese con il suo ineludibile privato problema (…) A noi il compito di cooperare al loro singolare esercizio di ascesi creativa: le incisioni di Valerio Righini, i versi di Gilberto Isella, sono un dono che pretende paziente ed amorosa adesione”.

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Nel corso della serata Isella è stato anche ironico e pungente. Il 12 giugno sarà ospite di Alcantino l’editore Matteo Bianchi, sodale tanto di Righini che di Isella. Per le sue “Pagine d’Arte” (Capriasca, TI) ha pubblicato di Jacques Dupin “Alberto Giacometti, testi per un approccio”.

E Isella ha voluto ricordare il racconto di Giacometti all’amico comune Dupin. Un regista della RSI era approdato a Parigi per realizzare un’intervista: «Questi ha chiesto a Giacometti: “Ma come mai deforma così tanto la realtà Come mai insomma non ci fa vedere degli uomini normali, invece che far loro quei piedoni a scarpone e la testa così piccola?” Lui ha capito che doveva rispondere in modo “giacomettiano”, cioè con un'ironia amara. Ha detto: “Io sono fallito, io sono uno che non sa fare bene e allora mi arrangio a fare queste piccole cose. Evidentemente sapendo che poi non hanno un grande valore, proprio perché mi manca competenza”(!)».


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Gilberto Isella è poeta, critico letterario, autore teatrale e traduttore. Laureato in lettere italiane e filosofia presso l’Università di Ginevra, ha insegnato italiano al Liceo Cantonale di Lugano e alla SUPSI. Collabora con il sito online “L’osservatore” e con diversi periodici. È stato cofondatore, nel 1979, della rivista svizzero-italiana di cultura “Bloc notes”, che ha diretto per dieci anni. Al suo attivo numerosi studi su scrittori del passato e contemporanei, pubblicati in miscellanee, riviste cartacee e in web. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in Svizzera e Italia. Nel 2024 gli è stato conferito il Premio Franco Loi - PontedilegnoPoesia alla carriera.

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I prossimi appuntamenti di Alcantino - Righini.

29 maggio Stefano Strazzabosco e Marco Munaro Poesia: figure e discorsi

12 giugno Matteo Bianchi Aldo Carpi e il suo Diario di Gusen

26 giugno Antonio Muraca Italia da salvare - un viaggio nella storia di Italia Nostra, tra le grandi sfide nazionali e la difesa del nostro territorio.

10 luglio Moreno Raselli Ponti culturali tra due valli, Valtellina e Valposchiavo

24 luglio Franco Folini Oltre l’Algoritmo: l’IA come “Musa” e non come Autore

7 agosto Francesca Bormetti Andar per Madonne - il dietro le quinte di uno studio pioneristico

21 agosto Jaqueline Ceresoli Donne, luce e libertà - Storie di Light Arte e di altre illuminazioni

4 settembre Roberta De Monticelli Con gli occhi della figlia – Ricordo di Milli Martinelli

11 settembre Michela Nava Omobono Tenni - Lettura dal vivo dell’episodio dedicato al campione di motociclismo tiranese, soprannominato “The Black Devil”, tratto dal podcast “Vicini di fama”

25 settembre Giacomo Doglio e Enrico Perotto RITTANA - un paese rigenerato con l'arte



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