Iniziativa del caos: opportunisticamente “sostenibile”

Riceviamo e pubblichiamo il pensiero di Paolo Paganetti, Candidato al Gran Consiglio, rispetto all'iniziativa UDC "No a una Svizzera di 10 milioni!".
04.06.2026
5 min
Una macchina da scrivere vintage con un foglio che riporta la parola "Votazioni".

Mi ha stuzzicato la curiosità tutto quanto leggo (e soprattutto sento) a proposito della votazione isolazionista “No a una Svizzera da 10 milioni!”. Ho quindi studiato i dati credibili provenienti principalmente dall’Ufficio federale di statistica (Ust) e dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e della migrazione (SEM). La statistica è una scienza poco digeribile, ma per chi tra di voi vuole prendere una decisione informata su come votare, riassumo i risultati ottenuti e non quelli tendenzioso riportati dagli slogan di partito e da vari gruppi di interesse.

Per la popolazione straniera in Svizzera, a partire dal 2004, per il mese di aprile (il mese con le cifre più aggiornate disponibili), quello del 2010 è stato il mese con più disoccupati. Trovo opportuno coprire un periodo di circa 15 anni confrontando i dati più attuali con quelli del 2010.

La popolazione svizzera è cresciuta del 16% raggiungendo i 9.1 milioni. Una crescita minore del 18% a livello mondiale oggi a 8.3 miliardi. In Svizzera gli stranieri residenti sono aumentati del 43% raggiungendo il 28% della popolazione (21% nel Cantone dei Grigioni), mentre 11% degli svizzeri sono loro stesso stranieri all’estero. La stima delle persone che vivono come straniere in altre nazioni del mondo è cresciuta del 42% durante lo stesso periodo.

Per quel che riguarda gli impieghi, mi sono concentrato sulla fascia di età attiva professionale. A livello svizzero, 6.1 milioni di persone hanno tra i 15 e i 65 anni di età con 33% di stranieri residenti. Gli over 65 sono il 23% tra gli svizzeri e 8% tra gli stranieri, gli under 15 anni sono il 15% sia tra gli svizzeri che tra gli stranieri. A fine aprile 2026, il 2.3% della popolazione in Svizzera tra i 15 e i 65 anni era in cerca d’impiego (1.6% tra gli svizzeri, 3.7% tra gli stranieri). Tra il 2010 e il 2025, i disoccupati sono diminuiti da 158'570 a 142'902, mentre i posti vacanti sono aumentati da 17'294 a 48'453. Quindi malgrado una crescita della popolazione del 15% e una crescita di stranieri del 47%, negli ultimi 15 anni i disoccupati sono diminuiti del 10% e i posti vacanti sono cresciuti del 280%, mentre i salari reali sono aumentati in media del 7.6%. Interessante notare che nel Cantone dei Grigioni i disoccupati sono 1’175, a fronte di 4’059 posti vacanti, quindi coperti teoricamente solo al 30% dai disoccupati del Cantone, questo significa che mancano lavoratori!

Queste cifre dimostrano che la Svizzera non si trova in una situazione unica, ma si discosta di poco dall’andamento medio mondiale. Non abbiamo bisogno di soluzioni semplicistiche che vertono a isolarci pensando di poterci così protegge da quello che succede al di là dei confini nazionali. Impegniamoci a trovare soluzioni condivise per ridurre drasticamente i flussi migratori causati dalle disparità di opportunità come impieghi decenti, cure sanitarie, condizioni dell’ambiente, ricchezza e fermiamo guerre inutili e fratricide.

Un altro tema è quello della criminalità. Le pene detentive senza condizionale in Svizzera nel 2025 ammontavano a 4’963, 22% gli svizzeri e 14% gli stranieri con permessi B, C o Ci, i rimanenti 64% erano stranieri senza i citati permessi. La proporzione relativa più elevata degli stranieri nelle statistiche sulla criminalità è riscontrato in tutte le nazioni. Per quel che riguarda la Svizzera, l’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni!” non andrà a influire, a mio avviso, sui quasi due terzi dei detenuti stranieri senza i permessi di lavoro citati, poiché vuole che la popolazione residente (!) non debba superare i dieci milioni prima del 2050. Va ribadito che se per gli svizzeri la detenzione preventiva (presunti innocenti) non viene solitamente applicata, per gli stranieri questa è una prassi normale per contrastare il rischio di fuga dalla Svizzera. Il risultato di tutto ciò e che le persone in detenzione preventiva ammontavano al 44% delle persone incarcerate, di cui 79% di nazionalità straniera. Tornando alle cifre, negli ultimi 15 anni il numero di detenuti è aumentato del 15%, la carcerazione preventiva ha visto un più del 17%, l’esecuzione anticipata un più del 113%, l’esecuzione pene un più del 1%. Le misure coercitive secondo la Legge federale sugli stranieri e l’integrazione, colpisco logicamente solo gli stranieri. In questo ambito le procedure di espulsione di richiedenti l’asilo sono diminuite del 39%. Le espulsioni dalla Svizzera nel 2025 sono state 2’272 (37% per persone provenienti dall’UE).

Gli obiettivi dell’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni!” vanno però ben oltre al tema degli stranieri. Lo scopo è quello di distruggere tutto quanto raggiunto, in primis la collaborazione con l’Unione Europea. Io sono contrario al peggioramento delle condizioni lavorative e pensionistiche e voterò un chiaro no all’iniziativa dell’UDC. Sono contrario all’aumento di frontalieri e il ritorno dello statuto di stagionale, sono contrario al peggioramento delle condizioni lavorative e pensionistiche di tutti. Io sono contrario all’isolazionismo (“dividere per regnare”, e non “l’unione fa la forza”) a confronto delle sempre più crescenti conflittualità armate e criminalità organizzata facilitate a gran voce dai peggiori despoti a pochi passi dall’Europa. La situazione nel mondo e nell’Unione Europea può e deve migliorare, contribuiamo attivamente a tutto ciò non isolandoci. Questi sono temi importanti, non quello di giocare con le cifre (sono un ricercatore, mi baso su dati reali) o sostenere la tesi beota che i nostri problemi sono causati dagli altri. Non quello di diventare opportunisticamente “sostenibili” quando da decenni si combatte ogni forma di sostenibilità.

Paolo Paganetti

Dottore in scienze naturali e candidato al Gran Consiglio retico, lista numero 6

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