Alla presenza della presidente cantonale Julia Müller, sabato scorso la campagna elettorale del PS per il rinnovo del Governo e del Gran Consiglio ha fatto tappa a Roveredo. Gli onori di casa sono spettati al Granconsigliere Manuel Atanes che, dopo tre legislature, ha deciso di lasciare il Parlamento cantonale. Atanes ha ricordato i traguardi raggiunti dalla frazione socialista negli ultimi 12 anni, tra i quali spiccano l’implementazione del Green Deal e l’introduzione del sistema proporzionale. Un tempo fortemente osteggiate da molti, queste riforme, che stanno cambiando il volto dei Grigioni, ora trovano il consenso di una fetta molto ampia della popolazione grigionese. Per quanto riguarda la promozione della nostra lingua, il Granconsigliere uscente ha ricordato gli aiuti finanziari cantonali per i media grigionitaliani e la traduzione simultanea dei dibattiti nel Parlamento cantonale, anch’essi scaturiti da atti parlamentari depositati da granconsiglieri socialisti. Queste due importanti novità rafforzano non solo l’italiano, ma anche la coesione cantonale e la stessa democrazia.
Il Consigliere di Stato Peter Peyer si presenta per un terzo mandato nel Governo cantonale. Servizi di custodia dei bambini in tutte le regioni, un sistema esemplare a livello svizzero per la riduzione dei premi dell’assicurazione malattia, un budget culturale più elevato, più borse di studio e più protezione dalla violenza domestica sono le politiche delle quali il candidato socialista al Governo va particolarmente fiero. Per Peyer però le sfide non mancano per i Grigioni: il numero di alloggi a prezzi accessibili deve essere aumentato, il rischio è quello che intere generazioni lascino il cantone. Anche l’assistenza sanitaria decentrata è decisiva per la qualità di vita a ogni età. Infine, la crisi climatica non è uno scenario per il nostro Cantone, ma una dura realtà che compromette le basi stesse della nostra sopravvivenza. La protezione del clima deve quindi rimanere una priorità della politica cantonale.
Peyer ha ribadito il NO del PS all’iniziativa per una «Svizzera da 10 milioni» dell’UDC, che rappresenta un attacco diretto alla nostra prosperità economica, soprattutto nei Grigioni, perché il nostro Cantone dipende dall’apertura, dallo scambio e dalla manodopera qualificata. Chi limita drasticamente l’immigrazione e mette in pericolo la via bilaterale rischia posti di lavoro, indebolisce settori chiave come il turismo, la sanità e frena l’innovazione.
Ma mette in pericolo anche la nostra sicurezza. Secondo Peyer, proprio nel Moesano bisogna sottolineare che avere buoni rapporti con l’Unione Europea è importante anche per la sicurezza: se la Svizzera non potrà più accedere alle banche dati di Schengen/Dublino, la polizia sarà cieca. E proprio a Roveredo, nelle ultime settimane, si sono sentite molte accuse contro Coira e il Governo. Il Consigliere di Stato ha ribadito chiaremente che il Cantone non abbandona nessuno. L’anno scorso il Consiglio federale ha adottato il piano per combattere la criminalità organizzata e il Cantone ha intensificato in modo massiccio i propri sforzi. Bisogna sicuramente fare ancora di più, ha affermato Peyer, ma si potrà avere successo solo se tutti lavorano insieme – gli uffici cantonali, i comuni e le autorità a tutti i livelli istituzionali. L’iniziativa del caos mette però a rischio proprio questa collaborazione.
Dopo l’intervento di Peter Peyer Paolo Paganetti, candidato per il Circolo di Roveredo, e Ioanna Bachmann, candidata per la Calanca, hanno spiegato le motivazioni delle loro candidature e del loro impegno in politica che vorrebbero continuare tra i banchi del Gran Consiglio come rappresentanti del Moesano.
Il candidato di Brusio Mattia Pianta ha infine presentato i punti più importanti del programma del PS Grigioni; il documento è ora disponibile anche in lingua italiana.