Pogačar a Sondrio per il via del Tour de Suisse

Il 17 giugno Sondrio ospita la Grande Partenza del Tour de Suisse, con gare maschile e femminile di WorldTour. Pogačar tra i big. Un evento che unisce sport, territorio e cooperazione alpina, con riprese in 144 Paesi e percorsi tra vigneti Unesco e passi valtellinesi.
19.05.2026
4 min
Gruppo di cinque persone in abbigliamento professionale, posando all'interno di un'istituzione, con un grande schermo sullo sfondo che presenta un evento sportivo.

Il 17 giugno Piazza Garibaldi diventerà il punto di partenza di un appuntamento che il ciclismo internazionale osserva con crescente attenzione: da Sondrio scatterà la Grande Partenza del Tour de Suisse 2026. Due corse, femminile e maschile, entrambe di categoria WorldTour, tracceranno per la prima volta in questa edizione il prologo della stagione estiva sulle strade della Valtellina, trasformando il capoluogo in un crocevia tra competizione d’élite, paesaggio alpino e dialogo transfrontaliero.

La notizia è stata presentata ieri nella Sala Consiliare della Provincia di Sondrio, alla presenza delle istituzioni locali e del comitato organizzativo elvetico. Oltre al presidente provinciale Davide Menegola e al sindaco Marco Scaramellini, hanno partecipato David Loosli, direttore tecnico della manifestazione, e Jonas Leib, responsabile della logistica. A completare il quadro operativo, Pierluigi Negri, referente per il progetto Cicloturismo che coinvolge le cinque Comunità montane, il BIM e il Parco Nazionale dello Stelvio. Un coordinamento che riflette la volontà di trasformare l’evento in un volano strutturato per il territorio, andando oltre la visibilità immediata.

A confermare la caratura tecnica della manifestazione, la partecipazione di Tadej Pogačar. Il ciclista sloveno, attuale punto di riferimento del peloton mondiale con quattro Tour de France, un Giro d’Italia, due titoli iridati e tredici classiche monumento nel palmarès, sarà uno dei protagonisti attesi al via. La sua presenza, unita alla natura di ultimo banco di prova prima del Tour de France, colloca la tappa valtellinese in una posizione strategica nel calendario internazionale.

I percorsi sono stati disegnati per esaltare la conformazione del territorio senza trascurare la fattibilità logistica. La prova femminile coprirà 110 chilometri con 1.766 metri di dislivello: dopo il via da Piazza Garibaldi, il gruppo scenderà verso Delebio per poi risalire affrontando i Gran Premi della Montagna di Buglio in Monte, Triangia e lo strappo di Arduino, prima di chiudere ad Albosaggia e rientrare in centro. La corsa maschile si svilupperà su 146 chilometri e 2.571 metri di dislivello positivo. Dopo il giro di boa a Delebio, i corridori affronteranno le ascese di Buglio, Triangia, Poggiridenti, Tresivio e Castionetto fino a Teglio, per poi scendere verso San Giacomo, Castello dell’Acqua e Chiuro. Il finale prevederà il tecnico circuito dell’Inferno, lo strappo della Moia e il traguardo a Sondrio. Lungo il tracciato, i tipici muretti a secco riconosciuti dall’Unesco faranno da cornice a una selezione volutamente studiata per favorire lo spettacolo agonistico. L’organizzazione ha già predisposto misure mirate a contenere le chiusure stradali, coinvolgendo complessivamente 32 comuni dalla sponda del Lago di Como all’alta valle.

Sul piano mediatico, l’impatto è rilevante: la diretta sarà seguita in 144 Paesi, con circa 70 giornalisti accreditati e una copertura che raggiungerà circa 140 milioni di spettatori, generando oltre 312 milioni di contatti globali nelle due ore di trasmissione. Il profilo del pubblico risulta bilanciato: il 42% ha tra i 30 e i 49 anni, il 39% supera i 50, il 19% rientra nella fascia 16-29; le donne rappresentano il 35% del totale.

«La Grande Partenza del Tour de Suisse rappresenta per Sondrio e per l’intera provincia un’occasione di visibilità internazionale, ma anche un momento simbolico che racconta il legame profondo tra il nostro territorio, la montagna e il grande ciclismo», ha sottolineato Davide Menegola, presidente della Provincia di Sondrio. «Accogliere un evento di questo livello significa valorizzare la Valtellina, le sue capacità organizzative e la sua vocazione ad ospitare manifestazioni sportive di respiro europeo e internazionale. Questa iniziativa assume inoltre un significato particolare anche nel percorso di dialogo e collaborazione che la Provincia di Sondrio sta portando avanti con i territori svizzeri attraverso diversi progetti Interreg, a partire da Regio Retica, che punta a costruire una governance condivisa e una visione comune delle nostre aree alpine. Lo sport, in questo senso, diventa non solo competizione e spettacolo, ma anche occasione concreta di incontro, condivisione e cooperazione tra comunità che condividono storia, territori e prospettive future. Sarà una giornata di sport e partecipazione capace di coinvolgere istituzioni, associazioni, operatori e cittadini, confermando ancora una volta quanto i grandi eventi possano diventare strumenti di promozione territoriale e di collaborazione oltre i confini».

Il calendario prevede il 16 giugno la presentazione ufficiale delle squadre e una serie di iniziative collaterali. Per la Valtellina, dopo l’esperienza positiva di Piuro dello scorso anno, si tratta di un nuovo passo verso una consolidata tradizione ciclistica, dove il crinale tra gara e paesaggio diventa occasione di racconto condiviso, anche per le comunità oltre confine che seguono con attenzione le dinamiche sportive e culturali della regione.

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